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| Grumento Nova: un medico denuncia l’Eni |
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27/09/2008 |
| A lanciare un grido d'allarme contro l'inquinamento per le attività estrattive in Val d'Agri, questa volta, è il medico chirurgo di Grumento Nova, il dottor Pino Enrico Laveglia con una denuncia alla Procura della Repubblica contro la «società Eni quanti eventualmente penalmente coinvolti per le ipotesi di reato di disastro ambientale e di attentato alla salute pubblica». Ebbene si, questa volta la denuncia non è partita da un semplice cittadino, come quella intrapresa dalle oltre cinquanta famiglie che vivono nelle vicinanze del Centro Oli di Viggiano contro la multinazionale. Oggi a denunciare l'Eni, è un dottore del territorio, a contatto quotidianamente con la salute della gente della Valle. Una denuncia che è bene evidente (appesa al muro) nel proprio studio medico, non come un trofeo «ma di pubblico dominio - come si legge nelle ultime righe - al fine di sensibilizzare ulteriormente la pubblica opinione su un problema per il quale è in gioco il futuro di tutti». Un futuro che per il dottor Laveglia, «non è, per niente, tranquillo ». «L'aria di Grumento Nova - si legge nella denuncia fatta dal medico - e dei paesi che gravitano intorno agli impianti petroliferi dell'Eni è diventata praticamente irrespirabile. Dicono - si legge sempre nel documento - che i controlli ambientali, affidati ad una fantomantica società (prezzolata dalla stessa Eni), siano più che rassicuranti. Nessuno - sostiene il dottore - ha mai visto per lo meno a Grumento, i tecnici addetti a tali controlli, ne ha potuto visionare i risultati dei loro ipotetici rilievi. La realtà invece è sotto gli occhi di tutti. L'aria è praticamente appestata dalle esalazioni di anidride solforosa, i terreni sono diventati un deposito di metalli pesanti, le falde acquifere stanno per essere irrimediabilmente compromesse. Di giorno e, soprattutto di notte, quando si procede all'apertura selvaggia dei bocchettoni, manca il respiro, gli occhi bruciano, la nausea attanaglia lo stomaco». Poi rivolgendosi al «volenteroso magistrato che vorrà considerare questa denuncia basterà farsi una passeggiata notturna in Grumento Nova per rendersi conto che non siamo iperbolici ». «Chi scrive - continua la denuncia - ha sotto gli occhi quotidianamente lo stato di salute della popolazione e verifica l'aumento esponenziale nella Valle dei casi di gravi broncopneumopatie e di tumori, nonostante le valutazioni epidemiologiche diramate dalla Regione Basilicata dicano che la situazione è tranquilla: tranquilla per quei burocrati forse, non certo per la povera gente che ogni giorno sperimenta la malattia sulla propria pelle». «La verità nuda e cruda - commenta Laveglia nel documento - è che l'Eni sta sfruttando le risorse petrolifere della Val d'Agri con metodi a dir poco afgani, risarcendo la distruzione dell'ambiente e della popolazione con l'elemosina royalties, ma disattendendo tutte le norme di sicurezza e di tutela delle cose e delle persone previste in un paese civile. La gravità - chiude la denuncia - della situazione impone indagini e provvedimenti urgenti ed adeguati. Per questo si confida nella sensibilità della Magistratura».
Angela Pepe
Il Quotidiano della Basilicata |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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