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Basilicata, al via progetto educativo contro la violenza giovanile

20/09/2008



L’attivazione di momenti di informazione e di confronto tra studenti, anche con testimonianze, letture di testi, convegni e seminari, proiezione di film, per la sensibilizzazione e l’approfondimento sui fenomeni della violenza giovanile e di genere: è quanto prevede un piano di attività contenuto nel programma 'Rafforzamento e qualificazione dell’offerta formativa scolasticà messo a punto dal Dipartimento Formazione-Lavoro-Cultura della Regione Basilicata.

«Oltre a sostenere lo specifico progetto di azioni messo a punto già lo scorso anno dall’Ufficio scolastico regionale, che ha dato risultati significativi, anche attraverso la costituzione dell’Osservatorio sul bullismo, prevediamo - dichiara l’assessore regionale alla Formazione, Cultura, Lavoro e Sport, Antonio Autilio - di finanziare, con fondi che arrivano fino a 22.500 euro a progetto, le attività che autonomamente gli istituti scolastici vorranno promuovere sui due temi».

«La vicenda della violenta lite fra studenti avvenuta all’Istituto tecnico commerciale per geometri 'Gasparrini' di Melfi - aggiunge Autilio - ha riacceso l’attenzione su tali questioni nel mondo della scuola, tra le famiglie e nell’intera società lucana. Contiamo innanzitutto di realizzare una ricerca finalizzata a stimare l’entità e la gravità del fenomeno della violenza tra i giovani, nelle sue diverse manifestazioni e nei vari contesti sociali, integrata da incontri con 'testimoni privilegiatì per un approfondimento del fenomeno nella dimensione locale e regionale».

«Ci sarà bisogno allo stesso tempo - prosegue l’assessore regionale lucano - di un’analisi del profilo problematico del fenomeno, per le implicazioni di natura sociologica, antropologica, psicologica e giuridica, con particolare riferimento alla condizione adolescenziale e giovanile. Ci aspettiamo inoltre da docenti, famiglia, giovani, ed esperti, proposte tendenti alla prevenzione con l’indicazione dei servizi di aiuto alla persona. In sostanza - conclude Autilio - l’episodio accaduto a Melfi è un campanello d’allarme che non va generalizzato, ma nemmeno archiviato in fretta».


La Gazzetta del Mezzogiorno



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