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Biomassa si, eolico no. I dubbi di Carbone

18/09/2008



Biomassa si, eolico no. Il rincorrersi di notizie e di umori negli ultimi giorni tra i comuni della Valle del Serrapotamo per l’ipotesi di realizzazione di una Centrale a Biomasse nel territorio di Teana ha fatto riaprire il capitolo dedicato alle fonti di energia rinnovabili. Vicende che, più che riaprire un capitolo, riaprono una ferita almeno per il Comune di Carbone che è da tempo, ormai, che cerca di ottenere le autorizzazioni definitive per realizzare un campo eolico al confine con il territorio del comune di Latronico. Il progetto di Carbone è in fase ormai ultimata. In particolare l’iter delle autorizzazioni sembrava ormai completato. Ragioni di sviluppo economico oltre che occupazionale alla base della richiesta. Il progetto prevederebbe, così come è stipulato in contratto con la società che avrebbe dovuto realizzare l’impianto, un introito base annuo pari a 300mila euro più altre somme legate alla quantità di energia prodotta e, ancora, occupazione di giovani locali per la gestione.
“La fattibilità del progetto- spiega il sindaco di Carbone Mario Chiorazzo- è stata più volte dimostrata grazie agli studi dei venti effettuati utilizzando le apparecchiature presenti nella centrale dell’aeronautica militare che si trova a Latronico. Si è potuto constatare che la costanza e l’intensità del vento presente in quella zona garantirebbe una certa produttività del sito in questione. E visto che a numerose richieste non corrispondono naturalmente altrettante numerose concessioni, occorrerebbe individuare, come in questo caso, i siti potenzialmente più produttivi”.
Ma perché la Regione, a distanza di pochissimi chilometri, rilascia concessioni per la biomassa e non per l’eolico? La risposta è arrivata allo stesso Comune dagli uffici regionali: semplicemente nell’ambito del piano per l’energia la Regione ha fissato un tetto massimo che corrisponde ad un totale di megawatt da produrre per ogni forma di energia rinnovabile. Nel caso dell’eolico questo tetto sarebbe stato superato ben tre volte dai progetti esistenti. Nel caso della biomassa, invece, il limite non sarebbe stato raggiunto e quindi si può investire.
“Alcuni funzionari regionali si sono recati a Carbone più volte per fare sopralluoghi- continua Chiorazzo- ed hanno consentito di apportare le dovute modifiche in base alle loro direttive.
Tra l’altro proprio per questo esiste anche un contenzioso tra la società che aveva progettato il campo e la Regione Basilicata”.
“Carbone- conclude il sindaco- assieme a Calvera e a San Chirico Raparo ha praticamente tutto il territorio incluso in parte nel Parco del Pollino, in parte nelle zone a protezione speciale. Un “sacrificio” che limita gli investimenti produttivi senza nei fatti far avere un ritorno economico allo stesso comune”.

Mariapaola Vergallito



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