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Grandi opere lucane: dalla pompa magna alla "pompa funebre"?

16/09/2008



Incompiute e sogni irrearizzabili. Sono questi gli aggettivi con cui rischiano di essere definite le infrastrutture lucane. Strade, ferrovie, ponti e opere pubbliche di vario genere che dopo essere state annunciate in pompa magna ora potrebbero infrangersi contro un muro insormontabile: quello della carenza di fondi. Dopo il via vai di indiscrezioni, affermazioni e smentite che prosegue da diversi mesi, l’ultima allarmante notizia in questo senso arriva dall’audizione del Ministro ai trasporti e alle infrastrutture, Altero Matteoli (nella foto), in Commissione Trasporti alla Camera. Dall’audizione del responsabile dell’importante dicastero, infatti, sarebbe emerso come le priorità infrastrutturali del Governo non riguarderebbero né il Sud né la Basilicata. Anzi, l’intera macro-area del Mezzogiorno non sarebbe stata presa in considerazione tranne che per l’impegno rinnovato relativo al ponte sullo Stretto di Messina. Insomma, secondo quanto emerso dall’audizione, ad essere prioritarie per il Governo sarebbero in particolare alcune opere previste per il 2008 nel nord del Paese. Un esempio? L’asse ferroviario Torino-Lione. E poi il terzo valico Milano-Genova, i completamenti ferroviari della Milano-Verona, la linea Brescia-Bergamo-Milano, la tangenziale est di Milano, il completamento dell’autostrada Cervia- Civitavecchia e la Roma Formia. Il tutto per un importo complessivo di spesa di 60 milioni di euro. E le infrastrutture del Sud? Quelle previste nel programma triennale dell’Anas firmato poco più di un anno fa? Svanite o meglio rimandate al prossimo capitolo di spesa, a fondi da rintracciare nei seguenti tre anni. Un lasso di tempo breve per alcuni, ma lunghissimo per un territorio come quello lucano che rischia di sprofondare in un sempre maggiore isolamento. Così al momento a restare solo sulla carta sarà l’ampliamento della Potenza-Melfi, la realizzazione della Salerno-Potenza-Bari, la Murgia-Pollino, la ferrovia Matera-Ferrandina e la Saurina. Arterie considerate prioritarie e indispensabili, per le quali in alcuni casi il Governo lucano aveva anche stanziato fondi regionali. Soldi che, ora, non solo rischiano di essere stati contabilizzati inutilmente ma che in alcuni casi hanno portato alla realizzazione di lavori e studi di fattibilità che potrebbero diventare inutili. Dimostrazione concreta è proprio il completamento dello Saurina. Opera che nelle intenzioni doveva essere appaltata nel 2008 con un costo previsto di 4mila e 200 milioni di euro di cui disponibili ad oggi 381 milioni euro stanziati dalla Regione per realizzare il primo tronco. Identica situazione per l’ampliamento della Potenza-Melfi che - secondo il progetto - prevedeva la costruzione di corsie di veicoli lenti in alcuni tratti della strada. Venti i milioni di euro che la Regione metteva di tasca sua grazie ai fondi Fas e 25,3 i milioni che dovevano essere stanziati dall’Anas e che, invece, non sono stati messi in bilancio. Stesso destino per la Salerno-Potenza-Bari il cui investimento previsto era di 277 milioni di euro. Per la Murgia-Pollino la cui opera - inizialmente ipotizzata per un costo di 890 milioni di euro - non è stata né finanziata né ipotizzata. Insufficienti, invece, i soldi per altre due arterie di collegamento: la Matera-Bari il cui costo previsto è di 169 milioni di euro e i fondi disponibili sono solo 101 milioni e la Lauria-Candela, per la quale esiste solo un finanziamento regionale di 300 milioni di euro. Insomma, opere ipotizzate e rinviate, soldi messi in bilancio senza il via ai lavori e infrastrutture che continuano a rimanere nel cassetto dei sogni. «Questa regione non può immaginare lo sviluppo se non ci sono le grandi direttrici - spiega l’assessore regionale alle Infrastrutture, Innocenzo Loguercio - Noi da parte nostra andiamo avanti. I soldi che abbiamo stanziato sono pronti e saranno impiegati per quanto è stato progettato. Per la Saurina, ad esempio, abbiamo chiesto all’Anas un progetto preliminare che valuteremo a livello regionale. Allo stesso modo abbiamo chiesto all’ente stradale un progetto per l’ampliamento della Potenza-Melfi. Per i fondi statali, invece, chiediamo che ci venga dato un segnale di attenzione e per questo aspettiamo gli esiti del federalismo solidale». D’altra parte, si sa la speranza è l’ultima a morire.

Antonella Inciso
La Gazzetta del Mezzogiorno



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