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Gli adolescenti lucani che si rifugiano nelle agenzie di scommesse

13/09/2008



La scuola è appena cominciata (per qualcuno c’è da aspettare lunedì), eppure già si parla di un fenomeno in crescita negli anni: le assenze ingiustificate. Una volta si finiva nel centro storico, a Montereale o nella villa di Santa Maria, le «culle » di chi marinava la scuola. I cosiddetti «filonisti», tanto per intenderci.
I tempi sono cambiati. Oggi lo struscio «clandestino» in via Pretoria e nei suoi dintorni non fa più tendenza. I ragazzi preferiscono altri passatempi e in quest‘ultimo periodo stanno prendendo piede le agenzie di scommesse, spuntate come funghi ovunque: stanzoni con monitor e sportelli in fila, contenitori di speranze che a Potenza e nel resto della Basilicata si sono triplicati negli ultimi cinque anni. L'età degli scommettitori è molto bassa: tutti adolescenti, tutti sotto i 20 anni, salvo pochi altri clienti.

«A quest'ora noi diciamo che è l'ora degli studenti», dice un addetto, indicando gli zaini poggiati a terra sotto i maxischermi delle giocate. Non solo i «filonisti». Anche chi va regolarmente a scuola guarda con interesse a queste agenzie dei desideri. Tre euro, una giocata da soli tre euro per sognare: c'è chi scommette via computer e chi in agenzia. Sul calcio, chi sull'ippica, chi sul motociclismo o su improbabili gare di improbabili sport. Puntare su Sanremo: vince Cristicchi. Puntare su Valentino Rossi, sull’Inghilterra del calcio, su uno sconosciuto giocatore di basket lontano mille miglia.

«È divertente - dice una ragazza con i capelli biondi lisci - io non punto neanche per vincere, ma solo per vedere se riesco ad azzeccare». Il suo compagno di classe però non è d’accordo, lui gioca per avere un risultato: «Ho iniziato qualche mese fa e prima ho perso di continuo, poi invece mi è andata molto meglio e per la prima volta l'altra settimana ho potuto comprarmi queste scarpe con il mio guadagno».

Il «guadagno» è di 50, 80 euro, in genere. Qualcuno punta di più e vince 100, 200 euro o più ancora. Tra i ragazzi si favoleggia di vincite incredibili, ma tutto dipende dalle puntate oltre che dalla fortuna. E si può puntare da 3 in su con una vincita massima di 2.500 euro. «Noi preferiamo le piccole somme, anche perché abbiamo solo quelle», raccontano i ragazzini, che riescono a creare ticket comunitari in modo da far salire la posta in gioco.

Chi guadagna davvero è lo Stato, dato che queste agenzie di scommesse offrono ormai una parte consistente delle entrate statali: solo nel 2007 la raccolta dei giochi è aumentata del 34% rispetto all'anno precedente passando da 28,5 miliardi di euro a 35,2. Un fiume di soldi che arriva diritto dalla manìa del gioco degli italiani, e cioè comprendendo tutto il mercato legale delle «scommesse» dalle piccole puntate dei ragazzini fino al Lotto, Enalotto, Totocalcio. Solo le scommesse sportive, hanno raccolto 2.278 milioni di euro nel 2006.

Ma il fenomeno dei vari «Match Point» e «Punto Snai» è molto più recente e sembra essersi diffuso al pari di una vera e propria moda del momento. Una rete di agenzie ramificata in ogni punto del Belpaese. Il gruppo Snai ha iniziato la sua «corsa» dal 1990, la catena di Matchpoint dal 1998 con il marchio nato nel 2000 e quindi appena sette anni fa. La scommesso-manìa ha soprattutto un volto digitale che fa parte della sua diffusione: e cioé si gioca anche online e questa versione piace molto agli webnauti delle puntate. Anche se le statistiche non sono sufficienti a spiegare un fenomeno, basti pensare che la racconta digitale nel campo delle scommesse si è duplicata nell'arco di tempo di 16 mesi.

E cioè il 38,4% delle scommesse è fatto tramite internet, cellulari e tv. Un gioco telematico altissimo che coinvolge anche e soprattutto i ragazzi. «Mi collego da casa, gioco e poi guardo cosa accade», spiega Mario, studente del ginnasio, con l'aria di un compassato utente delle scommesse mondiali. Quali controlli su questo mondo fatto di soldi e di azzardo? Dal febbraio 2002 esiste un corpo di polizia speciale dedicato agli illeciti del mondo del gioco, contro le eventuali infiltrazioni mafiose e il riciclaggio. Si chiama nucleo centrale della polizia dei giochi e delle scommesse, fa parte del Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine e coordina altri 26 nuclei interprovinciali. Incredibile ma vero: la severità della legge italiana sulle scommesse è stata dichiarata addirittura eccessiva e l'Unione europea ha ricordato la libera concorrenza chiedendo una maggiore possibilità per i siti telematici.

Massimo Brancati
La Gazzetta del Mezzogiorno



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