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| Bilanci a secco, i malati senza sussidi |
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12/09/2008 |
| Sono una ventina i malati gravi che abitano a Senise e che, come in tutti gli altri comuni, dovrebbero ricevere mensilmente un sussidio minimo per avere un rimborso delle spese ospedaliere che affrontano, a volte anche quotidianamente. Rimborsi che ammontano a poco più di 200 euro utili per pagare almeno la benzina che occorre per raggiungere i centri di cura, spesso distanti alcune centinaia di chilometri. Sono fondi che la Regione Basilicata assegna ogni anno ai Comuni che dovrebbero a loro volta suddividerlo per il numero dei casi presenti. Il problema però è che sono sussidi che annualmente i Comuni dovrebbero anticipare e vedersi rimborsare una volta arrivato il finanziamento regionale. Ma quando i malati sono tanti i comuni non riescono ad anticipare dal bilancio e i sussidi non arrivano. E’ il caso di Senise, “dove- racconta un malato- i 230 euro non arrivano dal mese di Marzo”. A parlare è Francesco Capalbo, cinquantenne senisese, che nel 1990 ha scoperto di avere un cancro al midollo osseo. Già qualche mese (in seguito anche ad una sua segnalazione sul nostro forum) fa avevamo dato voce al suo disagio che oggi vuole diventare esempio e bandiera per chi si trova nella sua stessa situazione. Capalbo non può neanche effettuare un trapianto perchè soffre di una forma di cardiopatia dilatativi che non gli consente tale tipo di intervento. Dal 1998 va in un centro specializzato che si trova a Trani “perché lì ormai mi sento a casa mia- dice- i medici conoscono le mie necessità sanitarie e non richiedono più le molteplici analisi alle quali ho dovuto sottopormi in passato”. Vive con una pensione di invalidità civile di 258 euro al mese, che non è calcolata all’interno del reddito che è pari a zero. “Io voglio raccontare la mia storia- spiega- ma da solo più di questo non posso fare. Mi voglio fare però promotore di un comitato in grado di salvaguardare in qualche modo i malati che vivono il mio stesso disagio, perché l’unione fa la forza. E se c’è qualcuno che vuole unirsi a me è meglio”. Il problema è che i fondi erogati dalla Regione sono inferiori rispetto alle necessità richieste dal caso.
“Abbiamo già sollevato anche con gli altri sindaci più volte il problema con la Regione- dice il consigliere comunale delegato alle Politiche Sociali, Domenico Tuzio- A breve potremmo vedere uno spiraglio, perché in fase del prossimo assestamento di bilancio la Regione dovrebbe affidare maggiori risorse alle politiche sociali”.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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