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Caccia, Wwf chiede di ridurre gli Ambiti territoriali

6/09/2008



POTENZA - Parte la stagione venatoria lucana. Il calendario venatorio regionale 2008/2009 consente la caccia dal 3 settembre al 31 gennaio 2009. Sull’argomento degli Ambiti Territoriali di Caccia la sezione regionale del Wwf Basilicata ha chiesto che la Regione Basilicata riveda i criteri di individuazione, perimetrazione e gestione degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) di cui gli articoli 23,24 e 25 della legge regionale 9 gennaio 1995, n. 2 “norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”. Il Wwf, in particolare, ha proposto la riduzione delle ATC Regionali a due (una ATC per Provincia) in base a criteri ambientali, capaci cioè di garantire effettivamente l' autosufficienza faunistica e l'integrità delle zone umide e degli altri territori soggetti a tutela ambientale, per l'ottimale gestione degliAmbiti sulla base di rigorosi criteri manageriali volti alla riduzione degli sprechi, al recupero dell'efficienza della spesa regionale e soprattutto alla tutela della fauna e dei loro habitat. La richiesta del Wwf è stata formulata «tenendo conto - si legge in una nota - anche delle esigenze venatorie che spesso finiscono per sfociare in anacronistiche richieste di consentire la caccia anche nelle aree protette o, peggio, rischiano di diventare il pretesto per quanti sono interessati allo sfruttamento economico del territorio protetto che fanno sponda proprio sul malcontento di una parte del mondo venatorio. Un unico Ambito Territoriale di Caccia per Provincia - continua la nota - consentirebbe di non aggravare i conflitti sull'uso del territorio regionale e di quello agro-silvo- pastorale, permettendo ai cacciatori residenti sull'intero territorio regionale di accedere, senza alcun “contributo economico” ag - giuntivo attualmente invece pagato dagli stessi in base alla legge in vigore, alle Atc regionali, fatti salvi i criteri di “densità venatoria” stabiliti dalle Province di competenza». Il Wwf ha proposto pertanto l'abolizione del comma 2 dell'art. 23 della L.R.2/95 ed in particolare la “dimensione sub - provinciale delle ATC con una estensione di circa 50.000 ha e con una oscillazione, in più o in meno, massima del 5%” poiché «non solo è anacronistica - si legge nella nota - ma non tiene conto delle percentuali di ambiti protetti che finiscono con creare i conflitti locali di cui si accennava ». Le proposte del Wwf sono avvalorate da una serie di ragioni obiettive evidenziate, in più occasioni ed in più sedi - conclude la nota dell’associazione - sia dalla componente ambientalista, sia da quella venatoria e sia da quella agricola in seno ai Comitati Direttivi degli Ambiti Territoriali la cui gestione, negli ultimi tempi, è stata invece caratterizzata da scarsa trasparenza e da alta conflittualità interna dovuta da visione clientelare e di parte. Problemi questi a cui la Regione Basilicata - conclude il Wwf - non può non ovviare se non attraverso la riforma della legge regionale n. 2 del 1995, ormai divenuta inadeguata, carente ed inidonea a preservare i valori ambientali ». La proposta del Wwf non è passata inosservata all’assessore all’ assessore all'Ambiente, Territorio e Politiche della sostenibilità, Vincenzo Santochirico che ha sottolineato: «L'istituzione del Parco nazionale della Val d'Agri e quello in via di istituzione del Vulture Melfese impongono una riflessione sull'uso e sulla gestione del territorio regionale. In tal senso, la proposta del Wwfdi Basilicata di rivedere i criteri di perimetrazione e gestione degli Ambiti territoriali di caccia rappresentano uno spunto ed un contributo utili». «Sull'aggiornamento delle leggi regionali sulla caccia e sulla pesca - dichiara Santochirico - si sono già svolti incontri con le associazioni venatorie e dei pescatori. Le modifiche alla legge n. 2 del 1995 potranno essere introdotte soltanto al termine di un'attività di concertazione che dovrà interessare anche le Province e le associazioni ambientaliste». «La faunaselvatica, i pesci, e le risorse naturali in genere, rappresentano un bene della collettività in grado di contribuire al miglioramento della qualità della vita, mediante un'attenta pianificazione del territorio, mirata alla salvaguardia delle popolazioni ittiche e faunistiche, nonché dell'habitat che le ospitano. Le forme di gestione delle attività di caccia e pesca, affinché possano rappresentare una concreta opportunità di valorizzazione delle risorse locali, devono essere mirate ad evitare il depauperamento. La concertazione, pertanto, potrà essere la sede per individuare le linee di intervento e la governance del sistema ittico- venatorio. Con istituzioni e associazioni - conclude l'assessore Santochirico - sarà intensificato un percorso condiviso per finalità e metodologia, assicurando la massima partecipazione alla realizzazione degli interventi».

Il Quotidiano della Basilicata



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