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| Ex pretura in "s"vendita? I cittadini si oppongono |
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4/09/2008 |
| LAURIA – Riqualificare l’immobile ex pretura di Lauria, utilizzando la struttura per altre attività. Sembra questa l’intenzione dell’amministrazione comunaledi Lauria: mettere all’asta il palazzo di largo Plebiscito partendo da una cifra di circa 240.000 euro. Contro la svendita dell’ex pretura si stanno costituendo cittadini ed associazioni.Vogliono dare vita a un coordinamento per un nuovo sviluppo sociale e culturale del paese, per la salvaguardia e la riqualificazione del patrimonio collettivo. Nell’interesse dellacomunità lauriota viene chiesto che la proprietà dell’ex pretura resti pubblica, patrimonio comunale e che sia ricchezza dell’intera collettività e non di singoli privati. Il palazzo, una volta ristrutturato, dovrebbe diventare uno spazio sociale pubblico, condiviso, autogestito a disposizione delle associazioni e dei singoli cittadini con l’obiettivo che la riqualificazione dello stabile sito in largo Plebiscito possa diventare uno spazio per le vitali esigenze delle numerose realtà associative. Addirittura il “Centro Sociale” potrebbe avere al suo interno un laboratorio multimediale, una biblioteca, una sala cineforum come mediateca comunale,
una sala prove musicali-teatrali e locali adatti a iniziative di promozione culturale.
A Lauria sono presenti circa 60 associazioni ma quello che interessa non è solo una sede per le numerose associazioni ma un vero centro di aggregazione sociale, autogestito e aperto a tutti affinchè possa favorire iniziative utili alla vita culturale della comunità. Sarà compito dell’Amministrazione comunale valorizzare le capacità di molti cittadini per garantire il futuro della
popolazione e dei giovani.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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