HOMEContattiDirettoreWebTvNewsNews SportCultura ed Eventi

 

 

"Grande Lucania", pronti 7 referendum

1/09/2008



Sono sette, ad oggi, i comuni del Vallo di Diano e del Basso Cilento che hanno deliberato in consiglio comunale l'approvazione del referendum consultivo con il quale gli aventi diritto al voto possono esprimersi sul distacco del proprio comune dalla Campania e sull'aggregazione dello stesso alla Basilicata . Si tratta 'di Ascea, Casalvelino, Pisciotta, Loreto, Montesano, Atena Lucana e Buonabitacolo. Vicino a questo traguardo ce ne sono altri. Vibonati per esempio, è quasi pronto all'approvazione della delibera in consiglio comunale o Camerota dove lo scioglimento del consiglio ha fatto solo slittare la decisione. E laddove l'amministrazione comunale manifesta un timido approccio all'idea, magari per una sorta di rispetto reverenziale nei confronti del governo centrale campano, ci pensano gli stessi residenti a fare petizioni popolari con le quali sollecitano la decisione dei politici locali. Raccolte di firme si stanno svolgendo, insieme a convegni e incontri con la cittadinanza, in vari comuni nella zona: a Sala Consilina, a Monte San Giacomo a Padula, ad Auletta (il numero di firme necessario per la deposizione è stabilito dai singoli statuti comunali). Dietro tutto questo c'è la regia· dei comitati territoriali, tra i più attivi quello che si muove tra il Vallo di Diano e il Golfo di Policastro presieduto da Tiziana Bove Ferrigno e che annovera circa 850 soci, nonché quella del movimento nazionale per la grande Lucania presieduto da Raffaele de Dominicis vice-procuratore generale presso la Corte dei Conti delegato a rappresentare i comuni che hanno già deliberato davanti la Corte di Cassazione. Gli incontri nelle piazze sono iniziati a maggio e termineranno alla [me dell'estate, si svolgono in concomitanza delle feste popolari quando la presenza di gente è assicurata. Gli ultimi, in questo mese, si sono tenuti a Sapri il 14· agosto e a Sassano. Un'attività intensa che è il manifesto dalla decisa volontà di tornare ad essere riconosciuti come lucani. Una volontà che ha radici molto lontane. Sono passati 202 anni, infatti, da quando Giuseppe Bonaparte decise gli attuali perimetri delle regioni italiane. Da allora, i comuni del Vallo di Diano e del Basso Cilento sono diventati campani. Prima di allora, insieme"a quelli dell'attuale Basilicata, facevano parte di quel territorio chiamato Lucania, la grande Lucania, appunto. L'attuale assetto geo-politico mal si sposa con la voglia di ritornare ai vecchi confmi manifestata proprio dai residenti di quella parte di «Lucania» diventata campana. In tutto, sono una ventina i comuni campani maggiormente interessati al cambio di regione. Una popolazione che si aggira tra gli 80mila e i 100mila abitanti. «Non è un dibattito culturale - dice il portavoce del movimento nazionale per la Grande Lucania, Pasquale Scaldaferri - ma una realtà geografIca, un forte sentimento che parte dal basso, è un legittimo desiderio di ritorno alle origini, è una volontà di autonomia e libertà».

Angela Remollino
La Gazzetta del Mezzogiorno



ALTRE NEWS

CRONACA

9/06/2026 - Controlli dei Carabinieri su 106: monitorati i flussi dei braccianti stranieri
9/06/2026 - Grano duro, anche la Basilicata in piazza a Bari con Cia
8/06/2026 - Esame di Maturità 2026: prove, calendario e nuove regole del II ciclo
8/06/2026 - Montescaglioso: sospensione idrica e chiusura scuole per guasto alla condotta

SPORT

9/06/2026 - Presentato a Roma l'Appennino Bike Tour Festival
9/06/2026 - Viggiano capitale dell’inclusione: si chiude con successo la Final Four di Coppa Italia
7/06/2026 - A Montesano lo slalom tricolore è di Miglionico. Vittoria per il pilota lucano davanti a Vinaccia e Venanzio
6/06/2026 - Il MiniBasket in Piazza approda sul lungomare di Policoro

Sommario Cronaca                                  Sommario Sport

Non con i miei soldi. Non con i nostri soldi
di don Marcello Cozzi

Parlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua



 



Agoraut - Associazione culturale di informazione territoriale - P.Iva: 01673320766 - Copyright© lasiritide.it - Webmaster: Armando Arleo