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| «Culture o clientele in loco?» |
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31/08/2008 |
| Apprendiamo dalla stampa che la folta delegazione di politici e dirigenti lucani in missione in Australia, ha esaltato l'esperienza di “Culture in loco” come progetto esemplare di promozione e valorizzazione della regione da esportare anche oltre confine, dimenticando forse che la vera ricchezza del territorio sono le tante associazioni, i giovani e i volontari che operano generosamente nel campo dell' animazione e promozione del territorio pur senza avere alle spalle cospicui contributi regionali o “sponsor” politici. Nell'organizzazione di molti eventi culturali voluti e patrocinati dalla Regione sono stati investiti migliaia di euro spesso producendo attorno ai soliti nomi e contesti territoriali, sovrapposizioni e ripetizioni inutili senza alcun coordinamento e raccordo strategico col territorio e, cosa ancor più seria, senza ricadute occupazionali tangibili. Pertanto "Culture in loco" rappresenta il paradosso più evidente che esibisce la faccia ricca e eccessiva di una programmazione della cultura che risponde ai canoni della bellezza, della comunicazione effimera, del catalogo e della brochure patinata ma, soprattutto, del peso ingombrante della politica che decide i finanziamenti da erogare sul territorio (si legga la tabella delle aree finanziate su www.cultureinloco.it) senza badare più di tanto alla qualità della proposta culturale. Leggendo l'Avviso Pubblico di riferimento, si evidenzia inoltre che sono stati programmati interventi di formazione per giovani che hanno organizzato e realizzato gli eventi sul territorio e che un domani, si spera, possano diventare autonomi dal punto di vista imprenditoriale (ricordo tanto per ripercorrere la storia che nemmeno la Grancia dopo anni di attività e risorse ricevute è riuscita a far quadrare i propri conti e a creare lavoro stabile per i propri addetti!). Il sospetto forte è che "Clientele in loco" abbia prodotto l'ennesima sacca di assistenzialismo locale badando ad accontentare i politici del territorio (il progenitore del progetto è oggi senatore del PD) e i loro protetti, con il naso molto spesso rivolto inutilmente alle stelle, all'astrologia, alla cortigianeria e assai poco alle concrete e durature possibilità di occupazione dei nostri giovani. Una riflessione sui numeri e le relative domande ad oggi senza risposta: 31 progetti finanziati per un importo complessivo di Euro 6.291.848,95 (più di 12 miliardi del vecchio conio!), 418 ragazzi formati (quanti docenti lucani e quanti di fuori regione hanno svolto docenze ai corsi?), 68 proposte lavorative (ovverosia non è detto che tutti e 68 lavoreranno ma è sicuro che almeno 350 resteranno con un pezzo di carta in mano!) , 5 associazioni sorte (sic!), 136.000 spettatori totali agli eventi (quanti di regione e quanti di fuori ? quali ricadute concrete per l'economia locale ovvero pernottamenti in strutture ricettive del posto, vendita prodotti artigianali, prodotti tipici, servizi vari?; infine quale criterio è stato adottato per la scelta delle Associazioni culturali che hanno avuto accesso ai contributi? Il requisito della regolare iscrizione all'Albo regionale credo sia il minimo dovuto. Su questa organizzazione della cultura e sull'utilizzo di fondi regionali e i risultati conseguiti, qualcuno prima o poi dovrà seriamente interrogarsi. Precisazione doverosa è che né il Parco Letterario De Luca né il Circolo Angilla Vecchia hanno presentato mai domanda di contributo per accedere all'Avviso di cui sopra
di VINCENZO FIERRO
Presidente “Circolo Angilla Vecchia”, Referente “Parco Letterario De Luca”
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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