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Basilicata, resoconti di fine estate

30/08/2008



Siamo ormai all’epilogo dell’estate 2008. Si può già tentare di abbozzare un primo bilancio su come è andata la stagione turistica? L’aria che tira tutt’intorno non sembra essere delle migliori. Con il costo della vita che sale, gli stipendi che sono paralizzati, il petrolio e la benzina alle stelle, i libri di scuola aumentati, insieme al pane e alla pasta. Con questi chiari di luna tutto il Paese è concentrato a stringere la cinghia. E le villeggiature - che sono un piacere, ma certamente vengono gerarchicamente dopo le spese per vitto, alloggio, sanità e scuola - non potevano che subirne le conseguenze. E la gente le ha ridotto all’osso.

L’Italia vacanziera deve fare i conti con la crisi. Una condizione che coinvolge, ovviamente, anche la Basilicata. E, alla luce di tutto questo, com’è andata per il turismo lucano? Troppo presto, ovviamente, per poter mettere insieme un dato definitivo. Ma basta guardarsi in giro e porre qualche domanda per capire la tendenza. A dirla in due parole: la situazione lucana si presenta «a macchia di leopardo». Con alcune buone perfomance e altre situazioni deludenti.
A Matera piangono («c’è stato un calo evidente»). A Maratea distinguono: («calo di presenze a luglio, ad agosto non male. Ma il problema è che solo agosto non basta all’industria del turismo»).

«Difficile poter avere un quadro certo in corso d’opera – osserva Gianpiero Perri, direttore dell’Apt – però una valutazione empirica della situazione, con riscontri che ho potuto effettuare girando fra le diverse realtà turistiche regionali, mi pare che possa comunque offrire alcune indicazioni abbastanza credibili e un qualche orientamento. E mi pare che i risultati lucani siano un po’ più confortanti rispetto alla tendenza non positiva del turismo nel Paese». Il quadro delineato da Perri vede una Basilicata nella quale – come accade d’altronde nel resto d’Italia – si pratica sempre di più la mini-vacanza. Si riduce il tempo della villeggiatura e il numero di giorni di permanenza. A subire i colpi più pesanti non sono le situazioni maggiormente organizzate
(gli alberghi di fascia alta o i villaggi turistici). Non a caso il presidente dell’Apt vede bene l’andamento, anche in questo 2008, di realtà come il Metapontino, ad esempio.

Pagano il prezzo più pesante soprattutto le realtà turistiche più «popolari»: gli alberghi di fascia bassa (da alcuni «tre stelle» in giù) o gli stessi agriturismi. «Va poi aggiunto che la situazione, talvolta drammatica, del nostro sistema viario, non agevola certo le realtà interne o lo stesso Pollino», osserva Perri. «Ci possiamo attendere, nel bilancio finale che sarà fatto dopo l’estate, un calo complessivo anche qui (come nel resto d’Italia) – conclude il direttore dell’Apt – ma non credo che avremo un risultato drammatico. Anzi, mi aspetto anche qualche situazione in controtendenza».



Il bilancio delle presenze: non solo pugliesi e lucani

Si dice: il turismo è l’asso nella manica dello sviluppo della Basilicata-Lucania. E non solo: è una bussola per dirigere gli altri assi strategici di investimento in regione e anche una delle condizioni per contrastare la minaccia di spopolamento, specialmente nelle aree interne. Punti di riferimento, come indicano gli addetti ai lavori, restano le cosiddette quattro «M». Emme, appunto, come Matera, come Metaponto, come Maratea e come il Melfese.

LA TENDENZA. Mentre in Italia il turismo è in calo, la Basilicata, fra il 1999 e il 2006, si segnala come seconda regione d’Italia per tasso di crescita relativo agli arrivi turistici (più 7,2 per cento, secondi solo all’Umbria) e la quarta regione per incremento percentuale di presenze (più 5,6 per cento).

2007, NON MALE. Gli ultimi dati compiuti riguardano il 2007: l’Osservatorio economico di Unioncamere segnala, lo scorso anno, come una stagione globalmente favorevole con le presenze complessive, registrate nelle strutture ricettive della regione, in crescita del 4,8 per cento (circa 83 mila pernottamenti in più, a fronte di un dato generale superiore al milione e 800 mila). Un dato che appare ancora più significativo se si tiene conto che l’anno precedente (il 2006) si era verificata una flessione di 210 mila pernottamenti. Invece sul fronte degli arrivi (cioè i turisti che hanno soggiornato nelle strutture ricettive) ancora non si riesce a decollare: c’era stato un calo del 3,4 per cento nel 2006; è diventato del meno 2,3 per cento nel 2007. Ma ancora non ci siamo.

2005, BUONA ANNATA. Il punto di riferimento resta la grande annata turistica, per la Basilicata, del 2005: quasi due milioni di presenze e una crescita del 6,6 per cento degli arrivi (467milatrenta in numeri assoluti). Il 2007 ha anche fatto registrare una crescita del numero di giornate di permanenza media dei turismi sul territorio lucano: dalle 3,87 del 2006 (il valore più basso degli ultimi anni) alle 4,15 dell’anno scorso. Quelli che scelgono di fermarsi, scelgono in prevalenza (70,3 per cento dei casi) le strutture alberghiere (oltre il 57 per cento in alberghi di 3, 4 e 5 stelle). Il resto (29,7 per cento) ha preferito strutture extra-alberghiere: in maggioranza
(19 per cento) campeggi. Un elemento appare significativo: raffrontato a quanto avvenuto nel 2006, i maggiori incrementi (più 9,3 per cento) si sono registrati nelle strutture alberghiere di fascia alta (quelli a 4 o 5 stelle).

LA RICETTIVITA’. I maggiori decrementi (meno 19,2 per cento) sono avvenuti invece negli alberghi a 1-2 stelle. Sul versante extra alberghiero, invece, la maggiore crescita percentuale si è avuta nelle affittacamere-case vacanza (più 87,3 per cento) e negli agriturismi (più 80,2 per cento). In crescita anche la scelta dei villaggi turistici (più 4 per cento), con un lieve regresso dei campeggi (meno
2 per cento) e una flessione ancora più lieve per bed & breakfast e ostelli (meno 0,7 per cento).

DA DOVE VENGONO. Quanto alle aree di provenienza del turismo lucano, recuperano i visitatori stranieri (più 8,3 per cento) dopo il tracollo del 2006 (meno 21,4 per cento). Però si tratta di una componente che, in Basilicata, resta ancora abbastanza ridotta: costituisce il 10,3 per cento del turismo complessivo, contro una media italiana del 42,8 per cento e meridionale del 29,3 per cento. L’anima estera del turismo lucano parla soprattutto francese (più 21,3 per cento) e tedesco (più 15,8 per cento).

GLI ITALIANI. Quanto ai turisti italiani, si conferma il primato resta dei pugliesi: 423 mila presenze nel 2007 (25,8 per cento del mercato italiano e il 23,1 per cento di quello complessivo). La Campania copre un 21,7 per cento del flusso turistico nazionale. A questo piccolo esercito di visitatori va aggiunto un 12,4 per cento di turismo lucano (interno) che si muove per «scoprire» la propria regione. Il dato su cui riflettere è che questo cosiddetto turismo di prossimità (proveniente da Puglia, Campania e dalla stessa Basilicata) copre complessivamente il 60 per cento del turismo italiano e il 54 per cento di quello nazionale ed estero che interessa la Basilicata.

PROSSIMI E DISTANTI. A parte la Puglia (le cui presenze comunque nel 2007 sono calate del 2,8 per cento, dopo il meno 8,3 per cento del
2006), la Campania (in crescita con un più 11,1 per cento) e la stessa Basilicata (più 7,3 per cento), le uniche altre regioni che hanno portato sul territorio lucano più di centomila presenze sono il Lazio
(10 per cento, ma con una flessione del 5,3 per cento rispetto al 2006) e la Lombardia (7,7 per cento, con un incremento del 7,4 per cento).

ZONA PER ZONA. Quanto alle aree turistiche, nel 2007 hanno fatto la parte del leone le zone balneari e montane. Il Metapontino, che concentra poco meno dei due terzi delle presenze complessive, ha fatto segnare un incremento del 5,9 per cento (65 mila pernottamenti in più). È cresciuta anche Maratea (più 5,7 per cento con 164 mila pernottamenti complessivi: ma nel 2003 e nel 2005 era stata raggiunta cifra 190 mila). Resta debole il turismo sul Pollino (nonostante la crescita del 3,7 per cento di presenze), mentre Matera – dopo l’exploit del 2006 – ha perso qualche colpo (meno 7,2 per cento che significa circa 8 mila presenze in meno). Cala anche nel 2007 il turismo a Potenza (meno 3,7 per cento) e nel Vulture Melfese (meno 1,3 per cento).

Mimmo Sammartino
La Gazzetta del Mezzogiorno



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