|
| Francavilla, l'arte povera di Di Giacomo |
|---|
30/08/2008 |
| C’è anche l’arte povera in mostra a Francavilla sul Sinni, in questi giorni di forte presenza di emigranti che tornano nella terra d’origine. Sette scorci di paese esposti proprio davanti alla casa municipale e molto apprezzati dai visitatori. Si tratta infatti di agglomerati, rioni, case singole che rappresentano le costruzioni che furono. Ci sono due singolarità in questa storia. La prima riguarda l’artista stesso, Franco Di Giacomo, che da autodidatta, in possesso della sola licenza inferiore, dimostra che l’arte non passa assolutamente per le convenzioni. Ma di Giacomo riesce a trovare il lato buono della vita: sposato, con un figlio a sua volta sposato, ma ancora senza lavoro. «Riesco a fare qualche ora la settimana presso una azienda di abbigliamento». Le sue opere sono depositate in un sottoscala della scuola elementare. «In altri posti- dice il poeta-scrittore Antonio Capuano - gli avrebbero offerto tutto lo spazio possibile ed anche un lavoro per sostenere la famiglia». Invece per Francesco, sembra abbastanza grama ma non se ne fa un cruccio e tira avanti: «C’è stato un Comune che mi ha offerto di ospitare perennemente le mie costruzioni ma ho gentilmente rifiutato, perché voglio vivere a Francavilla ». La seconda singolarità, risiede nei materiali impiegati per la realizzazione di queste opere: cartongesso, carta, polistirolo, sabbia, tufo, argilla, pietre, cemento, colla, tegole, legno, canne. Tutto rigorosamente reperito, nelle discariche, riciclato. «Ho coltivato - spiega - fin da bambino questa passione, perché mi piaceva riprodurre i particolari dei presepi. Poi, tra il 2000 e il 2002 ho vincendo il primo premio a Maratea. Non credevo alle mie orecchie quando me lo comunicarono. Da quella volta ho partecipato ad altre mostre a Nemoli, Fardella, Mezzana e poi fuori regione in Calabria a Cosenza,a Lametia Terme, a Reggio Calabria ma anche in Campania a Padula e a Salerno». E infatti i suoi maggiori estimatori ed acquirenti arrivano soprattutto da Salerno e dalla Calabria, un assurdo ». Del suo lavoro, primo o poi, qualcuno si renderà conto anche a Francavilla. Non solo per una effimera esposizione.
Gianni Costantino
Il Quotidiano di Basilicata |
CRONACA
SPORT
|
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |