|
| Domani a Rotonda la festa della Melanzana Rossa |
|---|
24/08/2008 |
| Melanzane rosse fritte e aromatizzate con menta e aglio; fusilli al filetto di melanzane rosse e caciocavallo podalico; polpette di melanzana rossa con salsiccia; torta a base di malenzane rosse. Questi saranno i piatti tipici preparati a Rotonda in occasione della quinta edizione della Sagra della Melanzana Rossa. Aprirà i battenti domani alle 20, in corso Garibaldi, Con i piatti tipici preparati dal ristorante “Da Peppe”, che promuove anche l’evento e con il prezioso aiuto di giovani volontari, la sagra riempirà di tipicità e di visitatori corso Garibaldi, in un vero e proprio mercatino del gusto e delle tradizioni che vedrà al centro della festa l’ortaggio tipico. Intorno ci saranno i numerosi stand dei prodotti del Pollino dell’agroalimentare e dell’artigianato artistico. A fare da contorno alla degustazione, musica popolare e tanto folklore lungo il corso principale e in piazza Vittorio Emanuele. “L’anno scorso- spiegano gli organizzatori- abbiamo registrato oltre mille presenze. Niente male per una sagra che arriva quasi a fine estate. E a proposito di date, la scelta di organizzare l’evento per il 25 agosto è ancora una sperimentazione che testeremo definitivamente questa sera”. Tutto per un ortaggio che attira su di sé molto interesse e curiosità. Sarà per il suo sapore un po’ piccante, quasi esotico, simile a quello di un fico d’India; sarà per il suo aspetto, che più che ad una melanzana, lo fa assomigliare ad un pomodoro, tanto che in dialetto viene anche chiamata “merlingiana” o “pummadora”. Di origine africana, questo tipo di melanzana è arrivata a Rotonda alla fine del 1800 e per molti decenni è stata prodotta soltanto per uso familiare. Le piantine sono poste a dimora a maggio, ed il primo raccolto avviene nel mese di agosto, per continuare fino ai primi freddi. Ad oggi è in atto anche una iniziativa volta alla valorizzazione di questo prodotto tipico regionale mediante il riconoscimento della denominazione d'origine protetta. Da due anni è presidio riconosciuto da Slow Food. |
CRONACA
SPORT
|
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |