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| Radicifestival, ultima giornata |
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21/08/2008 |
| | Gran finale, questa sera, per l’VIII edizione del “Radicifestival- Parole e musiche dalla terra” di Viggianello. Nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, presso l’anfiteatro comunale, si esibirà Daniele Sepe, il noto sassofonista di origini partenopee. I suoi album incontrano fin da subito il parere favorevole della critica, ma è soltanto col quarto, Vite Perdite (1993), realizzato dalla Polosud e distribuito in tutto il mondo dall'etichetta tedesca Piranha, che le vendite decollano. Nel 1996 pubblica Viaggi fuori dai paraggi, la sua prima antologia, con la quale ha inizio una collaborazione con Il Manifesto, che dura tuttora. Nel 1998 l'album Lavorare stanca gli frutta la targa Tenco come migliore album in dialetto. Un anno dopo partecipa al progetto “La notte del Dio che balla” con, tra gli altri, Teresa De Sio e Vinicio Capossela. Numerose sono le sue collaborazioni con altri musicisti (La Banda Improvvisa, Ensemble Micrologus) e con registi cinematografici e teatrali (Mario Martone, Davide Ferrario, Gabriele Salvatores - Amnèsia -, Enzo D'Alò). La musica di Sepe spazia dal folk, al reggae, dalla world music al jazz, in una contaminazione di suoni che non può non coinvolgere chi ascolta. Stasera a Viggianello si esibirà dopo il gruppo lucano de “I Suoni”, a dimostrazione di quanto l’iniziativa organizzata dall’associazione culturale VoltalaCarta sia un appuntamento impedibile nel panorama estivo del Pollino, soprattutto per chi vuole conoscere le atmosfere delle tradizioni e delle emozioni popolari, oltre a vivere in contatto diretto con il magnifico territorio del Parco del Pollino. La giornata di oggi prevede, alle 18, la rassegna “Radicibook”, uno spazio per la presentazione dei libri "Quando la mafia non esiste" di Marcello Cozzi e "Mafia: una guerra senza confini" di Michele Cagnazzo (insieme con Pino Finocchiaro, giornalista Rai News 24 e Gianfranco Donadio, sostituto Procuratore DNA). Inoltre a partire dalle 9 con “Radicitrekking” sarà possibile partecipare alle escursioni sul Pollino. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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