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| Al via Radicifestival 2008 |
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19/08/2008 |
| | Al via, il 20 e il 21 agosto presso l'Anfiteatro Comunale di Viggianello, l'VIII edizione del Radicifestival del Pollino. Un programma, quest'anno, che è un tuffo nella tradizione (pizzica e zampogna), nella musicalità mediterranea, nella sperimentazione e insegue la scia dei gruppi storici che in questo genere hanno fatto un po' da battistrada: gli Officina Zoè, i maestri della pizzica salentina e Daniele Sepe, sassofonista poliedrico e artista sui generis. Insieme a loro le zampogne del Pollino del gruppo Suoni. Promossa dall'Associazione Culturale VoltalaCarta, la manifestazione si arricchisce da due anni di una importante iniziativa collaterale: il Radicietnocontest, il primo concorso di musica etnica on-line aperto a tutti i gruppi di ricerca e band emergenti dei generi etno, world-music, ska, folk, combat-folk, reggae, etc. Il contest offre alle band la possibilità di iscriversi gratuitamente al sito del festival www.radicietnocontest.com, di essere votati e poi selezionati per l'incisione di un Cd live, prodotto dall'etichetta discografica napoletana Sanacore. Nella serata finale del 20 agosto saliranno sul palco le tre band emergenti che hanno totalizzato più voti popolari: i pugliesi A3, i calabresi grecanici Musicofilia, e i cosentini Taranta Terapy. Chiuderanno gli Officina Zoè. La manifestazione prevede, nel pomeriggio del 21 (ore 18.00), uno spazio per la presentazione dei libri " Quando la mafia non esiste" di Marcello Cozzi e "Mafia: una guerra senza confini" di Michele Cagnazzo (insieme a Pino Finocchiaro, giornalista Rai News 24 e Gianfranco Donadio - Sostituto Procuratore DNA). A seguire il concerto dei Suoni e di Daniele Sepe. Inoltre: area campeggio attrezzata, paesaggi suggestivi e incontaminati, possibilità di alloggiare a buon prezzo, pacchetti vacanza che spaziano dal rafting al trekking. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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