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L'Italia dei redditi: nel Senisese non si superano i 9mila euro

19/08/2008



Con i suoi 5mila 407 euro di reddito pro capite in media all'anno Carbone (750 abitanti in provincia di Potenza, nell’area sud lucana) è il paese “più povero” della Basilicata, con una variazione in negativo dal 1999 al 2007 dell’oltre 15 per cento.
E’ anche al quarantacinquesimo posto in Italia nella lista dei comuni economicamente più svantaggiati. I dati in un’indagine pubblicata da “Il Sole 24 Ore” , che traccia la lista dei 50 comuni più ricchi e i 50 comuni più poveri d’Italia. In Basilicata stanno meglio i due capoluoghi di provincia: i contribuenti potentini guadagnano in media 17mila euro all’anno; i materani 15mila 650. In provincia di Potenza il Comune che sta meglio è Lagonegro, con 14mila 346. Meglio di Melfi (12mila 538). Nell’area del Senisese non si superano i 9mila euro di reddito medio per contribuente. Ma, in una quadro più generale, quello che è possibile notare è che in Italia i redditi più alti spettano ai cittadini del nord. Perché la ricchezza non si è fermata ad Eboli. Non ci è neanche arrivata. I 50 comuni più ricchi sono tutti nel nord Italia. Numeri indicativi ma forse lontani da valutazioni a 360 gradi. Perché è vero che il reddito dei contribuenti diminuisce. E’ vero anche, però, che diminuiscono anche i contribuenti. Solo per citare l’esempio di Carbone, nel censimento 1991 il comune serrapotino faceva contare mille 171 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 853 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991 - 2001 una variazione percentuale in negativo di abitanti pari al 27,16 per cento. Oggi gli abitanti sono poco più che 700. “Quella di Carbone- spiega il sindaco Mario Chiorazzo- è una comunità quasi essenzialmente di anziani. Non ci sono attività produttive in grado di offrire molta occupazione e a parte qualche impresa locale, le possibilità sono poche”. Ma, parlando con il sindaco, si intuisce che la vera povertà non è tanto nei redditi, quanto nelle intenzioni. E’ nella difficoltà di innescare la miccia della voglia di fare qualcosa, soprattutto per i giovani, contro l’attesa di ottenere finalmente un posto di lavoro sicuro per chi resta; la volontà di adoperarsi anche nel piccolo per il proprio paese per i giovani che tornano una volta all’anno. “Questo perché purtroppo a volte il vuoto – continua il sindaco- invece di essere riempito, crea un vuoto ancora più grande”.


Mariapaola Vergallito






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