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L'antico trittico torna a Noepoli

13/08/2008



Nel cuore della Val Sarmento non sembra cessare il fermento della popolazione per il ritorno a Noepoli dell'antico Trittico, un bassorilievo del 1400 finito alla fine degli anni sessanta a Potenza e da qualche giorno restituito al Comune di Noepoli per iniziativa congiunta del sindaco Antonio Rinaldi e del parroco don Giacinto Giacobino. Il giallo sembra però riproporsi, perché il Trittico originariamente pare fosse composto da tre frammenti scultorei e quello restituito a Noepoli potrebbe esserne soltanto il pezzo centrale. Gli altri due bassorilievi, uno raffigurante la Madonna e l'altro raffigurante l'Angelo della Annunciazione, sono custoditi nella Cattedrale di Tursi, riaperta nel 2006 dopo l'incendio che nel 1988 ne distrusse l'intera struttura. Il parroco don Battista non ha fornito in proposito molti dettagli. «Non so da quando tempo questi due bassorilievi siano conservati nella cattedrale - ha spiegato il parroco di Tursi al nostro giornale - Originariamente erano posizionati all'ingresso della Chiesa, oggi sono stati collocati nella fonte battesimale». Di sicuro anche il parroco don Giacinto ha ricordi precisi sulla originaria presenza del Trittico a Noepoli. «Ero un bambino - ha raccontato don Giacinto - ma ricordo nella chiesa di Noepoli la presenza di queste tre sculture in pietra, l'una accanto all'altra». La vicenda del Trittico ha segnato la storia del paese negli ultimi quaranta anni. Tutto cominciò nel 1967, quando il parroco di Noepoli dell'epoca, don Peppino Santulli, decise di trasferire il bassorilievo del 1400, attribuito ad un maestro scultore dell'antica Noia. Sui motivi della alienazione nulla di definitivo è stato mai appurato. Si parlò del risentimento del parroco verso la comunità, accusata di scarsa attenzione alle proprie opere. Qualcuno ipotizzò eventuali vantaggi economici, per un pezzo stimato all'epoca 14 milioni di lire. Sta di fatto che il Trittico finì prima a Roma, poi ricondotto a Noepoli ed infine ceduto alla Chiesa di Santa Maria a Potenza, dove è stato conservato fino allo scorso luglio. Nel 1969 la popolazione di Noepoli insorse contro il parroco, per chiedere la restituzione del bassorilievo. Furono raccolte 540 firme di cittadini che chiesero l'immediato recupero della pregiata scultura e il trasferimento da Noepoli di don Peppino. In consiglio comunale si costituì un comitato “Pro recupero Trittico” con 21 rappresentanti, la stampa si occupò lungamente della vicenda, le autorità ecclesiastiche aprirono una istruttoria. Non ci fu però nessun esito. Il Trittico rimase a Potenza, don Peppino continuò a fare il parroco a Noepoli, nonostante i mugugni di molti. Fino al 1980, quando un gruppo di ragazzi del paese tornò all'assalto, riproponendo la questione su una pubblicazione locale, denominata “Spazio”. Poi, ancora silenzio fino al 2005, quando don Peppino decise di lasciare Noepoli ed accettare un nuovo incarico nella parrocchia di Nova Siri, in prossimità del pensionamento. Da allora il nuovo parroco don Giacinto, nativo di Noepoli, in silenzio e senza clamore ha lavorato per riportare in paese il Trittico. Il bassorilievo del 1400 è adesso provvisoriamente collocato all'ingresso del Municipio, in attesa di essere riportato nella Chiesa parrocchiale, attualmente in restauro. Rimangono però ancora distanti i due bassorilievi conservati a Tursi, attribuiti allo stesso maestro di Noia. Forse furono alienati ancora prima degli anni sessanta dalla chiesa di Noepoli.

Giuseppe Panzardi
Il Quotidiano della Basilicata



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