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| Al via a Chiaromonte il festival delle tradizioni popolari |
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13/08/2008 |
| Parte oggi a Chiaromonte la due giorni dedicata alle tradizioni di musica e sapori per la quarta edizione del Festival delle tradizioni e della musica popolare. L’evento, organizzato dalla Pro Loco “Le Torri”, mira a promuovere la musica popolare, l’artigianato tipico locale e i prodotti enogastronomici della tradizione lucana. Tutto ha come scenario il Centro Storico di Chiaromonte. Si parte oggi alle 17 con il gruppo etnico “Mercanti in fiera”, che prima di esibirsi sul palco di piazza Garibaldi alle 21, accompagnerà i visitatori lungo il percorso per la tipiche grotte chiaromontesi, con degustazione di vino locale. Lungo questo percorso saranno allestiti gli stand all’interno dei quali gli operatori del settore, provenienti da tutta la regione, esporranno e venderanno i loro prodotti. Domani si replica con gli stand dei produttori nel pomeriggio e alle 21, sempre in piazza Garibaldi, si terrà un concerto di musica popolare con i “Tarantola Garganica”, affermato gruppo di pizzica salentina.
Programma ricco per la quarta edizione di una manifestazione che si pone tra gli obbiettivi quello di dare, la prima sera, la possibilità a gruppi emergenti di potersi esibire e dimostrare il loro valore; mentre la seconda sera è riservata a gruppi già affermati. “Alla musica cui sono riservate le due serate- spiegano gli organizzatori- si uniscono tour enogastronomici per il centro storico, nonché per quei sentieri dell’immediata periferia, che lambiscono quei caratteristici locali “rubati” alla roccia che sostiene il paese, che sono “ i grutt’ , vale a dire le tipiche cantine”.
MpVerg
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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