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| “La ricotta” per il compleanno della Proloco di Scanzano Jonico |
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6/08/2008 |
| Si chiama “La Pro-loco di ieri e di oggi” la festa organizzata domani sera, 6 agosto, a Scanzano Ionico per festeggiare i 31 anni della sezione cittadina della Pro-loco. L’evento all’interno del quale saranno premiati anche coloro che più si sono impegnati per le attività della Pro-loco avrà inizio alle ore 20 e 30 in piazza Gramsci. A seguire è prevista l’esibizione di cabaret del trio “La Ricotta” che recentemente ha partecipato anche a Zelig.
Il gruppo “La Ricotta”, trio cabarettistico formato da Peppe Cintola, Antonio Cintola e Mario Ierace, nasce a Potenza nel 1987.
Velocità, ritmo, perfetta intesa e dei suoi elementi sono sicuramente il dato caratterizzante che permette a “La Ricotta” di pervenire a risultati di un assoluto e coinvolgimento. I temi oggetto dell’indagine comica sono il luogo comune o il malcelato perbeniismo provinciale. Vantano al loro attivo una notevole esperienza in teatro come nelle recentissime “Serata in onore di Renato Pozzetto” a Saint-Vincent e nella rassegna “Animali da palcoscenico” di Caserta Vecchia, nonché in radio e televisione “Qui è tutto un Casinò” (Odeon Tv) e il “Premio Saint-Vincent del Giornalismo” (Rai Tre).
Il trio “La Ricotta” è risultato finalista e vincitore di diversi concorsi e festival nazionali di cabaret, quali Martina Franca (Taranto), Grottammare (Ancona) e il Premio Massimo Troisi (S. Giorgio a Cremano). Ha partecipato all’edizione 2001 di “Bravograzie” di Saint-Vincent (Ao) riscuotendo un notevole successo di pubblico e critica., esperienza poi ripetuta anche nel 2002, addirittura risultando il vincitore assoluto della rassegna.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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