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Acqua, agricoltura agli sgoccioli

31/07/2008



Nelle dighe lucane c’è meno della metà dell’acqua di un anno fa, quando già le riserve idriche non erano al massimo. Le disponibilità per uso potabile non sono in forse, e del resto (come è possibile vedere dalla tabella a fianco) le dighe con destinazione prevalente per questo uso sono quelle che registrano minori difficoltà, ma per gli invasi destinati ai campi la situazione è drammatica. Il calo più drammatico, invece, si registra proprio nei due invasi maggiori ciè quello di Monte Cotugno, a Senise, che perde quasi i tre quarti dell’acqua che aveva un anno fa, e quello del Pertusillo, dove il calo è di oltre la metà. «Le disponibilità idriche per la campagna irrigua corrente è stimata in circa il 50 per cento in meno di quanto effettivamente a regime l’area ionico- metapontina ne richiede in periodi normali» denuncia il presidente della Confederazione Italiana Agricoltori, Donato Distefano, e problemi ci sarebbero anche nell’area servita dallo schema Agri-Pertusillo, a cavallo tra Valle dell’Agri e Materano. In particolare, ieri mattina, in un incontro con gli agricoltori di queste zone, è stato reso noto che nel mese di agosto, anche per le colture che avrebbero bisogno di u n’irrigazione continua, saranno resi disponibili solo tre cicli di irrigazione. Del resto, la differenza tra fabbisogno e disponibilità è evidente. Ad esempio, nel Metapontino, per i 27 mila ettari di terreni coltivati nel solo mese di agosto servirebbero 42 milioni di metri cubi di acqua, mentre quelli messi a disposizione dal consorzio di bonifica sarebbero 9. In generale, però, le dighe hanno destinazione plurima e, per il caso di Senise, servono anche agli approvvigionamenti per uso potabile e industriale di alcun zone della vicina Puglia. «Sulla base di queste rilevazioni – sottolinea Distefano – è facile prevedere un ridimensionamento dei quantitativi destinati all’uso irriguo». Insomma l’acqua per i campi è fortemente in forse, e per questo l’org anizzazione di categoria ha chiesto la convocazione di un’apposita riunione. Una richiesta contenuta in una serie di lettere inviate al presidente della Giunta regionale Vito De Filippo, all’assessore all’Agricoltura Roberto Falotico e al segretario generale dell’Autorità di Bacino della Basilicata Michele Via. Ovviamente, non si potrà trovar altra acqua, ma la Cia ritiene indispensabile approfondire «la situazione, le prospettive immediate, quelle delle prossime settimane e mesi, riguardo le effettive disponibilità idriche, il potenziale riparto a favore del settore agricolo, allo scopo di programmare con relativa tranquillità e certezza piani colturali e i relativi investimenti da parte delle aziende agricole». La necessità, insomma, è quella di limitare i danni.

g.riv.
La Gazzetta del Mezzogiorno



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