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| Al via il pollino Fusion Festival |
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25/07/2008 |
| Parte domani nel Bosco Difesa di Castelluccio il “Pollino Fusion Festival” arrivato alla sua terza edizione. Novità dell’ultimo minuto sono la presenza di nuovi gruppi musicali e di ballo (Onirica Rock Melodico e Zeta Control Punk per le band e i gruppi di balli tradizionali dell’associazione Iatrida e Capoheira dell’associazione Soluna) inoltre gli organizzatori invitano chiunque vorrà a portare strumenti a percussione per contribuire a creare l'atmosfera di un evento diventato ormai la grande festa di contaminazioni culturali del luglio del Parco Nazionale del Pollino.
Ideato da un gruppo di giovani del posto (con la collaborazione delle comunità locali), il festival si basa sull’originale formula delle “contaminazioni”: la musica, la cultura, lo sport. Circa 7mila le presenze nella passata edizione; c’è chi arriva in camper o con le tende e si sistema nell’area interna riservata al campeggio e chi invece prenota in una delle strutture ricettive presenti nel Parco Nazionale del Pollino.
Sul palco del Fusion 2008 saliranno alcune delle band più interessanti del panorama della musica emergente: i “Crifiu”, una delle band migliori che il Salento sta esportando in tutta Italia, raccogliendo un grande successo di un sempre più numeroso pubblico e suscitando un vivo interesse della critica specializzata che ha accolto il suo disco “Tra terra e mare” come uno dei migliori album degli ultimi dieci anni; i “Blue Cat Blues”, band emergente nel panorama blues Italiano, nata nel 1999 e da subito si sono distinti per Sound e Look assolutamente originali;
i “MusicaManovella”, lucani, nascono a Pignola nel settembre 2004 dopo numerose partecipazioni e concerti con Vinicio Capossela. Il repertorio comprende cover di Vinicio Capossela, musica popolare, revisitazioni funk e reggae di brani popolari, blues meridionalissimo.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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