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Senise: i "Cappuccini", simbolo di una ricostruzione a metà

23/07/2008



Dovrebbe essere uno dei simboli della ricostruzione dopo la frana di Senise del 1986. Sta invece diventando simbolo di un disagio quotidiano. Dopo il danno, la beffa si potrebbe dire. Perché il quartiere senisese in località “Cappuccini”, finanziato con la legge 120 in seguito alla frana del 1986 sulla collina “Timpone” non è ancora stato completato. Se ne lamentano gli inquilini delle abitazioni realizzate (una decina di case di cui circa il 60 per cento abitate) e lo conferma l’attuale amministrazione, insediata un anno fa, che ora cerca di ricostruire la vicenda per trovare soluzioni. I fatti. Il quartiere in questione fu progettato intorno agli anni novanta con lo scopo di far fronte all’emergenza casa per i cittadini che avevano subito danni alle loro abitazioni a causa del terribile evento franoso di 22 anni fa, che causò la morte di 8 persone e il crollo di una decina di palazzine. Dopo la frana il governo modificò la legge 120, conosciuta da quel momento come “legge Senise”, per fronteggiare le emergenze di dissesto del territorio nel comune sinnico e in altri comuni. Tra gli interventi inseriti nei finanziamenti previsti nella 120 ci fu anche la realizzazione del quartiere dei “Cappuccini”. I lavori sono cominciati, le case sono state costruite, molte delle quali già occupate, ma le opere di urbanizzazione previste ancora non si vedono. Nel progetto originario quello dei “Cappuccini” avrebbe dovuto essere un quartiere modello. Oggi ancora non c’è verde pubblico, niente arredo urbano, niente marciapiedi e niente asfalto. Solo strade sterrate, marciapiedi rotti, erbacce e polvere. Gli inquilini si chiedono come mai il Comune non preveda interventi di completamento almeno dell’asfalto così come accade per altre zone del paese. Ma il paradosso è che le opere non possono essere completate con fondi ordinari del bilancio comunale. “Dopo circa un mese dal nostro insediamento- spiega Giuseppe De Donato, assessore ai lavori pubblici del Comune di Senise- ho ricevuto una lettera da parte dell’impresa che si sta occupando dei lavori, dove la stessa impresa ci metteva al corrente della presenza di alcune riserve relative agli interventi fino a qual momento realizzati”. In pratica, durante l’iter, sembrerebbe siano stati effettuati lavori necessari ma non inizialmente previsti e quindi senza aver effettuato la preliminare perizia di variante al progetto originario e senza il collaudo delle opere di urbanizzazione. Attualmente e fino a quando la documentazione necessaria non sarà visionata per consentire all’amministrazione e al settore tecnico di riprendere in mano la situazione, il condizionale è d’obbligo. “Circa un anno fa- continua De Donato- avevo cercato di inserire il quartiere tra gli interventi di riqualificazione urgenti di Senise. Il problema è che essendo un progetto finanziato con la 120 non è possibile completarlo utilizzando fondi ordinari del bilancio comunale”.


Mariapaola Vergallito



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