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| L'ultimo grande giorno di festa ad Acheruntia |
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20/07/2008 |
| Una leggenda ha aleggiato sul borgo medioevale di Acerenza, da ieri diventata Acheruntia, fino a concretizzarsi in una stele di pietra arenaria, lo stesso materiale con cui fu eretta la sua Cattedrale.
Come quest'ultima si erge imperiosa verso il cielo, così l'ambito premio del Primo Palio della Pietra, oggi disputatosi nel corso della prima edizione del grande evento “Acheruntia. L'era della Cattedrale, i giorni della fabrica e il palio della pietra” si innalza per tre metri, ed ha costituito la materia prima per l'estro dello scultore Francesco Viola.
L'artista di Pignola è stato scelto quest'anno per dare forma all'arte a partire dalla dura pietra locale, attraverso incisioni raffiguranti i momenti più importanti della costruzione della Cattedrale di Acerenza, basati su bozzetti di Margherita Ianniello.
Il “Palio della Pietra”, infatti, ha inteso rievocare i giorni in cui tutta la popolazione dell'area si mobilitò per l'innalzamento di questo luogo sacro, oggi divenuto il simbolo del borgo medioevale di Acerenza e riconosciuto come monumento di interesse nazionale.
Acheruntia è stata per un'intera giornata un tripudio di colori e stoffe preziose; capannelli di gente in festa hanno atteso la disputa, danzando sulle armoniose note di ghironde, gaite e darabuche, diffuse per le vie che conducono alla Cattedrale, nei pressi della quale è giunto, nel pomeriggio, Roberto il Guiscardo con il suo seguito.
Non è stato difficile per i visitatori immaginare di esser davvero presenti nel momento in cui il signore dei normanni si inginocchiò dinanzi alle reliquie di San Canio e porse al vescovo Arnaldo il forziere con il denaro necessario a terminare la Cattedrale, mentre in cielo volteggiavano i rapaci dei suoi cacciatori falconieri.
All'annuncio che il sogno del vescovo, condiviso dall'intera comunità, avrebbe finalmente preso forma e sostanza, Acheruntia è stata attraversata da folle festanti fino a tarda ora, fino a quando l'ultima fiaccola a smesso di illuminare le strade del borgo lucano più importante del medioevo cristiano.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
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