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| Scorie in Basilicata? Sindaci: "Stiamo all'erta". De Filippo: "Ipotesi bruciata" |
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20/07/2008 |
| “Scorie in Basilicata? Non scherziamo”. Che una possibile riapertura del capitolo legato allo stoccaggio delle scorie radioattive in Basilicata faccia comprensibilmente paura, lo si può ben capire dall’allarmismo di alcuni sindaci dopo le indiscrezioni pubblicate ieri. E soprattutto dalla loro curiosità nel voler capire quanto di fondato ci sia in quelle indiscrezioni, nelle quali per la prima volta viene citato anche il territorio di Senise. Ma nella Basilicata del dopo Scanzano la parola d’ordine è “stare all’erta”. “Un’ipotesi totalmente bruciata- rassicura il Presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo- Noi siamo istituzionalmente sempre civili ma pur partecipando alle discussioni che si stanno sviluppando a livello nazionale soprattutto sulla ricerca di quarta generazione, rispetto alle quali ovviamente nessuno si deve sottrarre, per quanto riguarda le localizzazioni noi in Basilicata abbiamo piuttosto da risolvere il problema delle scorie che già abbiamo e sulle quali c’è un impegno dei governi in questi ultimi anni a trovare un sito idoneo”. Incredulità e vigilanza nelle dichiarazioni dei sindaci. “Non ho al momento alcuna notizia- spiega Giuseppe Castronuovo, sindaco di Senise- certamente non si tratta di un’ipotesi piacevole ma aspettiamo di capire quanto di fondato ci sia nella notizia, stiamo all’erta nella più assoluta contrarietà e opposizione alla probabile scelta”. “Un’ipotesi assolutamente improponibile- secondo il sindaco di Sant’Arcangelo Domenico Esposito- E se le notizie dovessero mai trovare una qualche fondatezza siamo pronti a riproporre nel Senisese quello che è successo a Scanzano. Siamo pronti alla mobilitazione”. Pronto alla mobilitazione anche il sindaco di Calvera, Giuseppe Libertella. “Mi preoccupa- dice- la più volte enunciata volontà, da parte del governo nazionale, di chiudere la questione smaltimento in tempi rapidi. Ma se l’ipotesi è davvero quella di tornare a parlare di siti di smaltimento in questa regione, mi chiedo se sia il caso di abbandonare definitivamente la Basilicata, che tra l’altro tanto sta dando allo Stato in termini di risorse energetiche. Questo sarebbe il ringraziamento del Governo? Ma prepariamo le mobilitazioni qualora le ipotesi dovessero diventare certezza”. Più cauto il sindaco di Chiaromonte, Luigi Viola: “mi pronuncerò quando saprò se le notizie sono fondate. Ora non ci credo, perché non è possibile che il caso Scanzano non abbia insegnato nulla. Con questo non voglio dire che questa Regione debba essere indenne rispetto al ragionamento su quello che sono i bisogni generali, ma non è possibile passare ancora una volta al di sopra delle comunità locali senza che il territorio venga informato”.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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