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Ulderico Pesce a Lauria nel nome di Lentini

14/07/2008



Sarà presentato a Seluci di Lauria, mercoledì 16 luglio, il nuovo spettacolo teatrale di Ulderico Pesce “Il grido delle pietre : la vita di Domenico Lentini”.
L’attore oltre a essere l’autore e il regista dello spettacolo co-finanziato dal Gal Allba nell’ambito del progetto Leaderplus, è interprete insieme a Lara Chiellino, Rosamaria Tempone, Eleonora Santoro e la Chorale Domenico Lentini diretta dal maestro Silvano Marchese.

“Ho studiato a Lauria, dice Ulderico, ed ho sempre sentito parlare di don Domenico Lentini, un prete di cui in tutto il lagonegrese c’è una grande devozione. Nato nel 1770 e morto nel 1828. Anni fa mi capitò di leggere alcune sue prediche e fui molto colpito. Parlava con grande sincerità, invitata i poveri a mandare i figli a scuola da lui; la sua casa era stata trasformata in una scuola, parlava dell’uguaglianza tra gli uomini, della necessità dell’amore per il prossimo e della fede in Dio. Mi colpì molto il fatto che andava predicando dai pulpiti in giro per la Basilicata e la Campania e la Calabria e che nel predicare ricorreva a sistemi di comunicazione molto forti, come l’uscire dalla chiesa con il crocifisso in mano o mettersi in testa la croce di spine e sanguinare durante la predica. Aveva metodi forti per parlare con gli uomini che della fede, facevano e fanno, un Lentini mi piace. Sono diventato un suo seguace sperando, col tempo, di migliorare come uomo”.
Lo spettacolo racconta la vita del Beato Domenico Lentini.
Penitente, predicatore, sacerdote esemplare, Domenico nacque in una famiglia umile di Lauria nel 1770. Il padre Macario, contadino, conciava il pellame, faceva un po’ di tutto per mantenere i cinque figli, Domenica, Rosa, Nicola, Antonia e Domenico. La madre Rosalia Vitarella morì lasciando i figli piccoli e il marito, quest’ultimo non dormiva la notte col pensiero di pagare la piccola casa dove abitavano.
Molto presto Domenico cominciò a dare segni della sua Vocazione. Diventò sacerdote, svolse il suo ministero pregando, predicando, facendo penitenza, insegnando ai poveri, dando tutto agli altri. Erano tempi duri, i suoi fratelli si lagnavano della sua generosità, don Domenico dava tutto a tutti lasciando vuota la “dispensa” della propria famiglia.
Nello spettacolo “Il grido delle pietre”, la storia di Domenico, i suoi studi, le sue prediche, le opere, i miracoli sono raccontati dai suoi fratelli che diventano gradualmente testimoni di una vita vissuta in modo straordinario, fino al 1828, quando don Domenico lasciò questa terra per il Paradiso, lasciando in eredità la fama della sua Santità, una fama che non si è mai perduta, è stata riconosciuta dalla Chiesa che il 12 ottobre 1997, approvando il miracolo ricevuto da Antonietta Acunzo di Napoli, ha iscritto il Venerabile Lentini nell’elenco dei beati.



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