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Acqua più cara? "Era necessario"

13/07/2008



È stato riconfermato alla presidenza di Acquedotto Lucano dall’assemblea dei soci lo scorso 30 giugno. Si appresta a vivere un’altra stagione alla guida dell’azienda in un settore da sempre alle prese con criticità, emergenze. E cambiamenti. A cominciare dalle nuove tariffe che proprio ieri l’assemblea dei sindaci dell’Aato Acqua ha deliberato a maggioranza. Un «listino» che prevede aumenti in media tra il 9 e il 17 per cento a famiglia.

Presidente, ma era proprio necessario aumentare la bolletta?

«Era indispensabile. C’era uno scostamento dei dati tra quelli emersi dalla ricognizione d’Ambito e quelli da noi rilevati, in particolare con riferimento alla maggiore estensione delle reti (12.849 a fronte dei 9.586 indicati dal piano dell’Aato), al maggior numero degli impianti di depurazione (80 in più di quanto previsto) e di sollevamento (100 in più), per non parlare del maggior numero di sorgenti (oltre 260). Si è gestito sottocosto. Un privato avrebbe mollato immediatamente ».

Sì, ma le famiglie lucane si lamentano. Continuano a considerare ingiustificati questi aumenti...

«A parte che si tratta di leggeri ritocchi, vorrei far notare che Acquedotto Lucano gestisce oltre 12mila chilometri di rete e ha una tariffa che è identica a quella di una società che gestisce la rete nel quartiere Vomero di Napoli. Lì c’è grosso modo la stessa popolazione della Basilicata, ma i chilometri di rete sono meno di 1.200».

Altra contestazione. Gli utenti, soprattutto alcuni Comuni, criticano l’obbligo di contrattualizzare i fontanini. Fino ad un consumo di 120 metri cubi non si paga, poi scatta il costo...

«Anche in questo caso lo ritengo un provvedimento necessario. Vede, ogni anno le nostre fontane pubbliche consumano oltre 5 miloni di metri cubi d’acqua, praticamente un quarto dell’invaso della Camastra. Ci sono comuni che hanno oltre trenta fontanini che erogano acqua a gettito continuo. È un settore che va razionalizzato nel rispetto della logica del risparmio, non per avere un maggiore reddito. Buona parte dell’acqua viene pompata e la nostra bolletta energetica è arrivata a 13 milioni di euro. Risparmiare per il sollevamento della risorsa idrica significa rendere più servizi alla manutenzione ».

Restando sul fronte delle critiche, si è sviluppato nei mesi scorsi un dibattito politico sulla situazione occupazionale di Acquedotto Lucano e su assunzioni che, secondo i detrattori, sarebbero frutto di operazioni clientelari. È così?

«Non dimentichiamo che in una sola notte Acquedotto Lucano ha ereditato la gestione di 67 Comuni che esercitavano in proprio il servizio, di 64 Comuni gestiti da Acquedotto Pugliese e di altri 5 segmenti del servizio idrico integrato (Consorzio di Bonifica Alta Val d’Agri e Consorzio Asi di Potenza). Per far fronte a questo periodo transitorio, abbiamo dovuto reperire figure professionali che garantissero la continuità al servizio. Oggi, terminata questa fase, ed avendo maggiore conoscenza delle esigenze aziendali, concordiamo con le tesi espresse in questi ultimi tempi in merito alla necessità di dare evidenza pubblica al reclutamento di risorse da inserire nella struttura aziendale; faremo nostre le indicazioni del presidente della Giunta regionale».

Quali sono le ricadute dell’operato di una società, come Acquedotto Lucano, sul tessuto economico della Basilicata?

«I servizi pubblici hanno, per loro natura, tratti peculiari e di notevole importanza rispetto al complesso sistema economico regionale. L’assetto organizzativo del sistema idrico sta producendo i risultati attesi e si sta rivelando una concreta opportunità per il territorio, anche in termini occupazionali. Oltre ai 358 dipendenti della società (la maggior parte proveniente dalle precedenti gestioni), si calcoli che la manodopera, utilizzata negli oltre 100 cantieri attivati o in fase di attivazione per l’esecuzione delle opere idrauliche, è costituita per il 90% da imprese lucane con l’impiego di circa 1.000 unità lavorative; io ritengo che questo sia un dato significativo per il nostro sistema economico».

Cosa promette agli utenti per l’immediato futuro sul fronte dei servizi e degli investimenti?

«Ridurreremo le perdite della rete e continueremo a garantire ai circa 265.000 utenti di Acquedotto Lucano l’alta qualità dell’acqua erogata, mediante ulteriori interventi sulla depurazione. In questo senso grandi sforzi sono stati compiuti dalla società (basti pensare che sono stati nell’ultimo anno 4.653 i prelievi eseguiti con 97.253 determinazioni chimiche e 37.224 determinazioni microbiologiche). Grande impegno abbiamo profuso per la salvaguardia del’ambiente, gli esiti sono sotto gli occhi di tutti e sono puntualmente riportati anche nelle analisi della Goletta Verde di Legambiente, che ha posto la Basilicata, in particolare la costa di Maratea, sul podio delle regioni».

Presidente, un ultimo capitolo riguarda lo storico contenzioso con il consorzio Asi su tariffe non versate e depurazione. Il commissario Navazio ha lasciato intendere che le parti si avvierebbero ad una soluzione condivisa...

«Proprio così. Nei prossimi dieci giorni annulleremo il contenzioso e chiuderemo questa partita senza vinti e vincitori».

Massimo Brancati
La Gazzetta del Mezzogiorno



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