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| Incontro Aato, acqua più cara |
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11/07/2008 |
| Le nuove tariffe dell’acqua sono arrivate. Prevedono aumenti per le famiglie, ma anche riduzioni per le imprese commerciali, per i Comuni, gli ospedali e gli enti pubblici, e le imprese agricole, grazie ad una diversa articolazione del calcolo dei consumi. La manovra è passata ieri nell’assemblea dei sindaci dell’Aato Acqua, con circa i 3 quinti dei voti a favore: 227.686 sì contro 141.232 no. Ogni sindaco rappresentava il numero dei propri cittadini.
LE FAMIGLIE -Per una famiglia media di 4 persone, l’aumento dovrebbe essere di qualcosa come l’11 per cento. Da notare che la tariffa aumenta meno col crescere dei consumi, in modo da agevolare i nuclei familiari numerosi. «L’aumento peraltro contenuto, operato per il 2008 - spiega il presidente dell’Aa - to Angelo Nardozza è frutto di una situazione di mancato adeguamento degli anni precedenti » e mentre si cerca di superare questo problema prevedendo già la crescita graduale anno per anno, Nardozza assicura che per la famiglie il rincaro totale sarà di pochi euro e al mese. Ma abbiamo provato a fare un po’ di conti. I calcoli che proponiamo sono fatti considerano la tariffa per l’intero ciclo, ossia sommando alla tariffa per il metro cubo di acqua quelle per depurazione e fogna e l’incidenza del canone. Per prima cosa è stato necessario immaginare i consumi. Il piano di dimensionamento degli acquedotti prevede che per ogni cittadino si debba prevedere un «tot» d’acqua, variabile tra i 250 e i mille litri al giorno per dimensionare le condutture. La variabilità dipende dal fatto che si tratta del fabbisogno e non dei consumi domestici. Se in un piccolo paese, incide anche l’acqua della scuola elementare, del Comune e della caserma dei carabinieri, a Potenza ci saranno anche i vari uffici, la Regione e l’ospedale, e, a Roma anche i Ministeri. Ma il consumo domestico è grosso modo uguale per tutti e comunque inferiore ai 250 litri al giorno. Come è possibile vedere dalle tabelle allegate, gli incrementi reali onnicomprensivi variano tra il 9,8 per cento e il 17,9 per cento. Ma si tratta di consumi stimati in via prudenziale per cui, più che al numero dei componenti di famiglia è bene far riferimento alla bolletta pagata lo scorso anno per vedere quale sarà la prossima. Una famiglia che ha pagato circa 300 euro di bolletta può calcolare che pagherà un 13 % in più, ossia scarsi 40 euro, circa 3,5 euro al mese.
LE ATTIVITÀ COMMERCIALI - Tariffe variate anche qui, ma tenendo conto del diverso fabbisogno delle stesse attività e delle diverse dimensioni degli esercizi. Prima, infatti, nell’unica tariffa esistente era considerata una fascia unica di consumo base fino a 300 metri cubi annui dopo di che la tariffa si «impennava». Praticamente si pagava tutto a supero mentre le tre tariffe hanno soglie minime di mille e diecimila metri cubi o una fascia unica di tariffazione. A conti fatti un bel risparmio. AGRICOLTORI E ALLEVATORI -Da due tariffe si passa ad una sola. Anche in questo caso si è eliminato il sistema progressivo a tariffazione crescente con i consumi in favore di una fascia unica che, come possibile vedere nell’allegata tabella, è inferiore alla media delle fasce precedenti.
UTENZE PUBBLICHE -Se prima la tariffa era unica in questo caso si triplica dividendosi tra Socio-Sanitaria, Comuni e altri uffici. Per i Comuni nasce una tariffa agevolata per consumi parametrata al numero degli abitanti. Per le strutture sanitarie la tariffa agevolata sarà a «posto letto », mentre per le altre utenze pubbliche si consumerà con le fasce di consumo, fino a mille metri cubi l’anno e oltre.
FONTANE PUBBLICHE -L’acqua delel fontane pubblich sarà gratuita (entro certi limiti) ma L’aato ha imposto alle amministrazioni di contrattualizzare, sempre in modo gratuito, tutte queste utenze. In questo modo, Acquedotto lucano, provvederà a installare, a proprie spese, un misuratore di consumo e un riduttore di portata. Solo nel caso in cui i consumi dovessero eccedere i 120 metri cubi l’anno per la singola fontana, il comune dovrà pagare il sur plus, ma a tariffa agevolata.
Giovanni Rivelli
La Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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