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Pollino e Dolomiti bellunesi: un progetto su energie rinnovabili

27/06/2008



Un gemellaggio nel nome dell’energia pulita. Il Parco Nazionale del Pollino vuole seguire l’esperienza positiva del parco delle Dolomiti Bellunesi, che con il progetto “Fossil free” rappresenta ancora oggi l’unico caso in Italia di utilizzo di fonti rinnovabili all’interno di un’area protetta. Per fare questo il Pollino potrebbe avere a disposizione, oltre ai fondi di bilancio dell’ente parco, anche il bando del Ministero dell’Ambiente, il Programma Operativo Interregionale e il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Il gemellaggio è stato realizzato attraverso il progetto “Agire Por” finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico. L’intento ultimo, presentato in sede di conferenza stampa presso la sede dell’ente parco del Pollino, è quello di riuscire ad utilizzare energia da fonti rinnovabili in sostituzione dell’energia da fonti fossili che oltre a provocare un costo ambientale ha un alto costo per le tasche dei cittadini.
“Abbiamo deciso di intraprendere questa strada - ha spiegato il Presidente dell’Ente Parco Pollino, Domenico Pappaterra- guardando alla straordinaria esperienza realizzata nel parco delle dolomiti bellunesi. Nei prossimi mesi l’Ente Parco sarà l’ente di coordinamento per due misure per la programmazione comunitaria. La prima riguarda gli attrattori culturali e l’altra proprio le fonti energetiche alternative”.
Qual è la strada? “Noi abbiamo cominciato nel 1999- spiega Guido De Zordo, presidente del Parco delle Dolomiti Bellunesi- sperimentando le energie rinnovabili nei luoghi del nostro parco dove l’energia elettrica non arrivava, come i rifugi o le fattorie di montagna. Abbiamo così ottenuto risultati con il fotovoltaico, con il solare termico e anche con altri sistemi che man mano abbiamo cominciato ad utilizzare scendendo di quota in punti che sono diventati in sostanza una vetrina per chi ha potuto così valutare il rapporto costi-benefici. Questo sistema si è così diffuso sia tra le amministrazioni pubbliche sia tra imprese private e sia tra i cittadini. Credo proprio che il Parco abbiamo avuto ragione perché è stato dimostrato che rispettando l’ambiente è possibile ottenere anche vantaggi economici per tutti”.
L’utilizzo delle fonti rinnovabili non può però prescindere da un cambiamento culturale delle popolazioni che abitano il territorio del parco. “Il parco intende offrire anche un esempio al territorio - conclude Pappaterra- di come si possa mettere mano a questa esperienza che vuole essere educativa rispetto ad una sensibilizzazione in una comunità altamente antropizzata e dove esistono tantissime imprese. Il tutto anche in un’ottica internazionali che entro il 2011 le utilizzazioni di queste fonti energetiche dovrebbero arrivare al 20 per cento.
Noi partiremo dai 23 comandi forestali, dai centri visita, dalla nuova sede del parco proprio per dare la dimostrazione dell’utilizzo di queste fonti energetiche, soprattutto del fotovoltaico”.

Mariapaola Vergallito



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