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| I Comuni del Pollino si incontrano per discutere il Piano del Parco |
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19/06/2008 |
| I Comuni del Parco Nazionale del Pollino sono vicini dall’avere a disposizione il Piano del Parco. Siamo infatti alla vigilia dell’attività di confronto per discutere con gli enti locali interessati a proposito dell’adozione del piano del parco nazionale del Pollino: a questo serviranno gli incontri ai quali, a partire da lunedì prossimo, sono chiamati a partecipare i Comuni e le Comunità Montane dell’area protetta più estesa d’Europa. Si partirà, a turno, con una tre giorni dedicata agli enti del versante lucano; in seguito toccherà a quelli del versante calabrese. La Commissione appositamente istituita per portare a compimento il documento principe che regola gli investimenti e gli interventi che possono essere realizzati nel Parco, dopo una prima analisi delle situazioni relative alle procedure e agli elaborati prodotti dall’Ente Parco, ha ritenuto di iniziare una serie di incontri per non rimandare ancora un Piano che il territorio aspetta praticamente da quando il Pollino è diventato Parco Nazionale. La bozza che gli amministratori dovranno discutere risale al 2003 e su di essa si dovranno decidere le destinazioni d’uso degli investimenti rispetto alle iniziative e alle esigenze delle microaree. Tre i temi principali sul tavolo delle discussioni: la questione della zonizzazione (in un totale di 196mila ettari di superficie quasi il 50 per cento è indicata come zona 1, vale a dire ad alto vincolo); l’approvazione del regolamento del Parco, che andrebbe a stilare in dettaglio quelle che sono le direttive per i diversi settori legati alla fruizione dell’area; l’individuazione di una decina di programmi strategici pilota che sappiano tracciare e veicolare le direttive per lo sviluppo. “Se la tabella di marcia viene rispettata- ha spiegato il presidente della Comunità del Parco, Sandro Berardone- potremmo avere pronto il Piano entro la fine del mese di Settembre”.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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