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| Incendi: contratti ente parco-protezione civile |
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17/06/2008 |
| Il Consiglio direttivo dell’Ente Parco Nazionale del Pollino, riunitosi ieri a Rotonda (PZ), ha deliberato di affidare alle associazioni di volontariato di protezione civile le attività di vigilanza e di avvistamento previste nel Piano Antincendio Boschivo 2008.
Il Consiglio, presieduto dal presidente Domenico Pappaterra, ha anche ascoltato un’informativa della consigliera Annarita Rivelli sul progetto Parchi per Kyoto, al quale il Parco del Pollino ha aderito ed ha, infine, adottato il regolamento per il funzionamento del Coordinamento Territoriale Ambiente del Corpo Forestale dello Stato.
Il Piano Antincendio Boschivo 2008, sul quale ha relazionato il consigliere Marco De Biasi, è stato adottato dal Parco del Pollino, prima area protetta in Italia a dotarsene, nello scorso mese di febbraio.
Attualmente, il Piano – come ha spiegato in apertura il presidente del Parco, Pappaterra, ha consumato tutto l’iter procedurale previsto: dopo l’approvazione da parte del Ministero dell’Ambiente, nei giorni scorsi è stata siglata un’intesa con la Regione Basilicata per la sua attuazione. A giorni la stessa cosa avverrà da parte della Regione Calabria. Proprio stamani, infatti, Pappaterra ha incontrato, a Catanzaro, il sottosegretario alla Protezione civile, Gaetano Bruni che condividendo l’opera svolta dal Parco del Pollino ha informato che il Piano A.I.B. del Parco sarà recepito nel Piano regionale calabrese con una delibera di Giunta, nei prossimi giorni. La Calabria istituirà, quest’anno la centrale unica per gli incendi.
Il Piano Antincendio del Parco del Pollino prevede, oltre l’acquisto di mezzi e l’installazione di circa 150 punti d’acqua per l’approvvigionamento dei mezzi terrestri e di alcune vasche per i mezzi aerei (“azioni – queste – concordate con i sindaci”, ha tenuto a precisare Pappaterra), l’utilizzo degli ex Lavoratori Socialmente Utili del Parco, “qualora - ha spiegato Pappaterra - da parte delle Regioni ci sarà il necessario supporto finanziario”.
Oltre gli ex LSU, inoltre, il Parco ha previsto – e su questo il Consiglio direttivo è stato chiamato a dire la sua deliberando all’unanimità di procedere secondo l’articolato – di effettuare delle convenzioni per i mesi di luglio-agosto e settembre con le associazioni di volontariato di protezione civile, distinguendo tra quelle che si occuperanno della vigilanza e dell’avvistamento (le associazioni iscritte nei registri regionali) e quelle che si occuperanno, anche in quanto già opportunamente formate e attrezzate, dello spegnimento (le associazioni di rilevanza nazionale). Si tratta, in pratica, di centinaia di volontari che agiranno sui circa 190mila ettari di territorio protetto, in stretta sinergia con gli uomini del Corpo Forestale dello Stato ai quali è demandato il compito del loro coordinamento in stretta correlazione, a sua volta, con le Regioni alle quali, lo ricordiamo, la legge quadro 353, del 2000, in materia di incendi boschivi, demanda le attività di antincendio boschivo.
Il Piano, che sarà operativo a partire dai primi giorni di luglio e che sarà presentato nei prossimi giorni, attua il cosiddetto “metodo Perna”, ovvero quello utilizzato dall’allora presidente del Parco Nazionale dell’Aspromonte, Tonino Perna nell’area protetta calabrese.
Parco e associazioni sottoscrivono un “contratto di responsabilità” con il quale si stabilisce un rimborso spese massimo che potrebbe essere decrementato a seguito del verificarsi di incendi nell’area di competenza, in base ad una percentuale che sarà basata sulla dimensione del territorio da “sorvegliare”. Saranno, poi, i dati statistici del Corpo Forestale dello Stato a determinare la comparazione tra quanto avvenuto negli ultimi cinque anni e l’anno in corso.
Tale sistema, che ha ottenuto dei buoni riscontri in Aspromonte, sarà utilizzato in forma sperimentale. Se otterrà i risultati auspicati, agendo come deterrente nei confronti del triste fenomeno degli incendi che l’anno scorso hanno mandato in fumo circa seimila ettari di vegetazione nel Parco del Pollino, potrà essere utilizzato anche nei prossimi anni.
I volontari addetti alla vigilanza saranno “incaricati di pubblico servizio” e saranno resi riconoscibili. Le associazioni coinvolte sono circa trenta.
“Con il Piano mettiamo in campo – ha dichiarato Pappaterra – un’azione attiva contro gli incendi. Effettueremo così un’operazione sperimentale che vuole provare un metodo che in altre aree ha dimostrato di essere efficace”.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
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Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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