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Senise. La Madonna di Lourdes, Regina dell’Unitalsi

14/10/2014



Il 12 ottobre 2014, la comunità di Senise, ha vissuto una giornata di Letizia, di Amore e di Testimonianza da parte di tanti giovani unitalsiani provenienti da paesi limitrofi e regionali. L’occasione è nata dal riconoscimento ufficiale del gruppo di Senise, dopo appena quattro anni di formazione e di grande impegno nel sociale. Tutto comincia nelle prime ore della mattina. Davanti alla Chiesa di San Francesco, addobbata a festa, i membri del gruppo di Senise, hanno accolto quelli provenienti da ogni parte della regione. Dopo una ricca colazione, si sono spostati nell’ex sala consiliare per partecipare all’incontro dal tema “Questa è la vittoria che vince il mondo: la nostra fede”, con la presenza di S.E. mons. Francesco Nolè, vescovo della Diocesi di Tursi-Lagonegro, il parroco di Senise don Pino Marino, il sindaco Giuseppe Castronuovo. Presenti anche l’Unitalsi Regionale con a capo il suo Presidente di Sezione Rocco Palese, il Presidente di Sottosezione Annamaria Marino. Coordinatore dei lavori il componente Franco Marcone. Tutti gl’interventi hanno sottolineato la bellezza di questo volontariato al servizio delle persone ammalate e bisognose di aiuto. Lavoro svolto per amore di Gesù Cristo, attraverso gli insegnamenti del Vangelo. Infatti, il gruppo opera attraverso gesti concreti di carità, lavorando affianco alla Chiesa e a tutte le altre realtà associative, i movimenti cattolici parrocchiali, andando incontro ai bisogni più essenziali. Durante l’incontro, il vescovo, nel sottolineare l’opera degli unitalsiani, ha voluto esprimere il suo pensiero attraverso un passo del catechismo della CEI,” Incontriamo Gesù”: “ la Fede di ciascun battezzato – ha rimarcato il Vescovo - è il più grande tesoro delle nostre comunità. Una comunità capace di mostrare quanta sia nutrita e trasformata dall’incontro con il Signore Risorto, è il miglior luogo per comunicare la fede. Noi oggi – continua il Vescovo – siamo riuniti come comunità, incontriamo il Signore Risorto nell’Eucarestia e nella parola ma soprattutto nei fratelli che hanno più bisogno di noi”. Subito dopo, mons. Nolè, ha presieduto una solenne liturgia eucaristica e ha incoronato la statua della Madonna di Lourdes, donata al gruppo da una famiglia unitalsiana a devozione. Al termine della Santa Messa, il referente del gruppo Rocco Marino, nel porgere i saluti al vescovo e a tutti i presenti, ha rimarcato che: “questo è un momento importante per noi, che segna sicuramente non, il punto di arrivo, ma un’ennesima ripartenza del nostro pellegrinare quotidiano verso il prossimo. L’UNITALSI per noi è un dono di Dio, un dono che in un preciso momento della nostra vita ci ha abbracciato. Siamo una compagnia di persone di buona volontà che con entusiasmo si sono messe insieme, per cominciare un cammino, un percorso all’interno della Chiesa. Per essere parte di quella “chiesa” di cui parla Papa Francesco, una Chiesa che possa toccare i cuori delle persone, una Chiesa pronta a servire le periferie dell’esistenza, una Chiesa che privilegia i poveri, che vede nei bisognosi e nei giovani disabili “le piaghe di Cristo”. “Non siamo interessati a cariche e ruoli – ha concluso Rocco Marino - ma semplicemente ci auguriamo di essere sempre di più sguardo che accoglie, mano che solleva e che accompagna, parola che conforta, abbraccio di tenerezza, come diceva San Camillo De Lellis “ speriamo di mettere più amore nelle mani che operano…” proprio con questo intento oggi abbiamo indossato le divise di barellieri e di dame, come segno di appartenenza a questa famiglia che è l’Unitalsi”. Suggestiva, la fiaccolata del tardo pomeriggio che da San Biagio, percorrendo la strada rotabile, ha raggiunto lo spazio davanti alla Chiesa di San Francesco, dove il presidente di sezione regionale Rocco Palese, ha voluto esprimere i saluti a tutti i presenti. La serata si è conclusa con la benedizione solenne del parroco don Pino Marino e il lancio di piccole mongolfiere che si sono librate verso il cielo buio della sera.


Vincenzo diac. Terracina



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21/04/2019 Riaperta al traffico la Strada Provinciale 5 (ex SS 176) nei pressi di Craco

È stata riaperta al transito la Strada Provinciale 5 (ex SS 176), all’altezza del km 4+100, lungo il tratto Pisticci - Craco.
Dopo l’immediata ordinanza di chiusura della strada disposta tre giorni fa a seguito di controlli che evidenziavano un cedimento di un muro andatore sui cui poggia la rampa di accesso al noto ponte Bailey, la Provincia di Matera si è tempestivamente adoperata per mettere in sicurezza quella zona e garantire così la pubblica incolumità degli utenti.
Già ieri mattina, infatti, dopo l’intervento di somma urgenza effettuato, si è proceduto alla riapertura della strada provinciale al transito dei mezzi.

20/04/2019 Sospensione idrica oggi 20 Aprile in Basilicata

Potenza: a causa deld protrarsi dei lavori di riparazione, l'erogazione idrica in contrada Poggio Cavallo, contrada Rossellino, via Rifreddo e via De Nicola resterà sospesa fino alla mezzanotte.

19/04/2019 Sospensione idrica a Rionero In Vulture

Rionero in Vulture: per consentire lavori di manutenzione straordinaria del serbatoio cittadino, martedì 23 aprile l’erogazione idrica sarà sospesa dalle ore 14 alle ore 7 del mattino successivo, salvo imprevisti. La sospensione riguarderà l’intero abitato ad eccezione delle frazioni di Monticchio e delle seguenti zone: contrada Scascione, contrada Ventaruolo, contrada Colonnello, via del Brigantaggio, via Padre Tortorella, viale della Bramea, via della Ninfea Bianca, via Alborella Vulturina, via Fontana Castagno e strade limitrofe.

Noi e quella sacrosanta ''cultura del territorio''
di Mariapaola Vergallito

“I lucani conoscono la frana. I contadini lucani sono vissuti da sempre con la frana, l’orecchio teso a quel fremito oscuro, l’occhio attento a scrutare le rughe della terra. Ma un tempo nessuno la violentava la terra. La temevano, la rispettavano. Istintivamente si tramandavano quella che modernamente si è poi chiamata “cultura del territorio”. Oggi, nell’era della scienza, è proprio quella cultura che è venuta meno. Dalle paure ancestrali si è passati al s...-->continua



 



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