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La voce della Politica
| La Cisl mette a punto l’agenda riformista: priorità al Patto sociale |
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26/05/2026 | Potenza, 26 maggio 2026 – Si è tenuto oggi a Rifreddo di Pignola il Consiglio generale della Cisl Basilicata alla presenza del segretario confederale nazionale Andrea Cuccello. «Territori come la Basilicata rendono immediatamente visibili molte delle grandi tensioni che attraversano il paese: crisi demografica, spopolamento, desertificazione dei servizi, mobilità sanitaria, fragilità infrastrutturali, difficoltà occupazionali per giovani e donne, transizioni industriali e tecnologiche che non possono essere subite ma governate». Lo ha dichiarato Andrea Cuccello, a margine del Consiglio generale della Cisl lucana. «Il Rapporto Istat ci consegna un paese che mostra segnali di tenuta, con una crescita dell’occupazione e una ripresa delle retribuzioni contrattuali, trainati dai rinnovi nel settore pubblico e nel privato. Ma restano fragilità strutturali profonde: dal lavoro vulnerabile alla bassa produttività, dalla difficoltà di accesso dei giovani al mercato del lavoro al persistente divario occupazionale femminile, fino a un inverno demografico che colpisce con particolare durezza territori come la Basilicata».
Per Cuccello «la vera sfida è trasformare queste criticità in una prospettiva di sviluppo. Questo significa investire sulla qualità del lavoro, sulla produttività come leva di crescita condivisa, sulla partecipazione dei lavoratori nei processi di cambiamento, sul rafforzamento della sanità territoriale, del welfare di prossimità, delle infrastrutture materiali e digitali e su politiche industriali capaci di accompagnare le transizioni dell’automotive, dell’energia, dei servizi e dell’agroindustria. La Cisl – ha aggiunto il segretario confederale – continua a indicare una strada precisa: costruire un Patto sociale tra istituzioni, imprese e sindacato per trasformare le grandi complessità e le fragilità che abbiamo davanti in una nuova stagione di sviluppo condiviso, coesione sociale e lavoro di qualità. Serve un modello capace di andare oltre la politica dell’immediato, oltre il corto respiro delle risposte emergenziali, per rimettere al centro una visione di futuro fondata su responsabilità, partecipazione e scelte coraggiose. È una prospettiva che richiama con forza l’insegnamento di Ezio Tarantelli: l’idea che le grandi transizioni non si governano lasciando ciascuno chiuso nel proprio interesse, ma costruendo convergenze responsabili tra le forze sociali e produttive del paese, per coniugare crescita, giustizia sociale e dignità del lavoro».
L’appuntamento di Rifreddo è stato un momento collettivo di riflessione – complice anche la quiete assicurata dal polmone verde alle porte del capoluogo – per fare il punto della situazione su lavoro, partecipazione, sviluppo, sanità, coesione sociale e per rilanciare un’agenda riformista che ha nella proposta di Patto sociale il suo snodo programmatico. Nella sua relazione il segretario generale Vincenzo Cavallo ha sottolineato l'urgenza di una svolta nella governance regionale: «Il 2026 è un anno spartiacque» che, da un lato, accompagna verso la fine gli investimenti del PNRR, dall’altro deve gettare le basi di una crescita auto-sostenuta. Tuttavia, ha rimarcato il segretario cislino «le risorse, da sole, non bastano. Per questo proponiamo un Patto sociale di lungo periodo fondato su una programmazione condivisa e stabile, che superi definitivamente la logica dei cicli elettorali».
Insomma, se la politica ha il fiato corto, proiettata com’è alle prossime urne, la Cisl rivendica politiche dal respiro più profondo, a partire da quelle industriali e del lavoro. Reduce dalla visita, la scorsa settimana, allo stabilimento Stellantis di Melfi con la leader nazionale Daniela Fumarola, Cavallo ha commentato il nuovo piano strategico del gruppo automobilistico sostenendo che «si tratta di un primo segnale nella direzione giusta», ma aggiungendo che «come ci insegna il passato, tutti i piani vanno verificati alla prova degli investimenti e dei mercati. Servono garanzie chiare sui volumi produttivi, sui livelli occupazionali e su come sostenere le aziende della componentistica in difficoltà per mancanza di commesse. La conferma dei cinque modelli a Melfi indica la volontà di non smobilitare, e questo per noi è un segnale positivo».
Su lavoro e salari, Cavallo non ha nascosto alcune preoccupazioni: «Dietro i dati positivi sull'occupazione nazionale si nascondono fragilità strutturali che in Basilicata si acuiscono: bassa partecipazione femminile, mismatch di competenze, fuga di giovani qualificati. Con lo spettro della stagflazione, gli incrementi contrattuali ottenuti nel 2025 rischiano di essere erosi dai rincari di bollette e beni alimentari. Chiediamo una politica dei redditi espansiva: non bonus transitori, ma una riduzione strutturale del cuneo fiscale, una contrattazione territoriale rafforzata e un contrasto deciso al dumping contrattuale». Il segretario della Cisl lucana ha poi espresso pieno apprezzamento per la recente operazione delle forze dell'ordine contro il caporalato: «È un segnale forte e inequivocabile che lo Stato non arretra di fronte a chi specula sulla pelle dei lavoratori più vulnerabili. Siamo stati tra i promotori della legge contro il caporalato e continueremo a vigilare affinché venga applicata con rigore».
Uno dei piatti forti della massima assemblea cislina è stato quello della riforma sanitaria e della medicina territoriale. Nei giorni scorsi, la Cisl, congiuntamente con le sue federazioni del pubblico impiego e dei medici, ha messo a punto un documento programmatico per proporre un percorso condiviso verso il riassetto dei servizi territoriali: «Entro fine maggio dovranno aprire le strutture previste dal PNRR: 17 Case di comunità, 5 Ospedali di comunità, 6 Centrali operative territoriali. È un appuntamento che non possiamo mancare: per la Basilicata è l'ultima possibilità per costruire un sistema sanitario davvero a misura di cittadino». Per questo, ha annunciato Cavallo dal palco di Rifreddo, «la Cisl organizzerà per la prima decade di giugno una giornata di confronto con le istituzioni sulla medicina territoriale, perché il dialogo e il confronto sono fondamentali se vogliamo raggiungere quell'obiettivo. Sappiamo che ci saranno delle difficoltà, come è normale che sia per una riforma così profonda, ma non ci interessa fare battaglie di testimonianza o piantare bandierine: vogliamo dare un contributo per rimettere al centro della sanità lucana i cittadini e i territori, da troppo tempo abbandonati a sé stessi per le scelte sbagliate fatte in passato».
Un capitolo della relazione è stato dedicato al quadro internazionale: «Viviamo in un mondo in subbuglio – ha detto Cavallo – dove le tensioni geopolitiche, il conflitto in Ucraina e l'instabilità nel Medio Oriente pesano sull'economia europea e su quella italiana. In questo contesto, la Basilicata non può limitarsi a subire le oscillazioni dei mercati internazionali: deve rivendicare una centralità strategica che vada ben oltre il mero sfruttamento delle proprie risorse estrattive». Proprio sul fronte delle politiche energetiche il segretario della Cisl ha delineato tre direttrici: «Vogliamo trasformare le risorse energetiche lucane nel motore di una vera green economy regionale, integrare le risorse fossili in un piano “Industria Futuro” per la manifattura digitale, e costruire un ecosistema dell'innovazione che connetta università e imprese. L'obiettivo è generare lavoro stabile attraverso le nuove filiere tecnologiche, affinché i benefici della transizione energetica ricadano davvero sul territorio e sulle sue lavoratrici e lavoratori».
Poi il passaggio più politico, quello sulla democrazia e sulla partecipazione. Cavallo ha rivendicato con forza il ruolo dei corpi intermedi: «Rifiutiamo la logica della verticalizzazione del potere e della disintermediazione. Il coinvolgimento del sindacato nei processi decisionali non può ridursi ad un rito formale, ma deve fondarsi su una programmazione partecipata autentica». In questo solco si inserisce l'accordo sulle relazioni industriali appena firmato con Acquedotto Lucano (presenti in sala il direttore generale Luigi Cerciello Renna e il direttore commerciale Pasquale Ronga): «È un protocollo rivoluzionario, che recepisce gli indirizzi della Legge 76/2025 e definisce un quadro più avanzato e moderno di relazioni industriali. Stiamo lavorando anche per una legge regionale sulla partecipazione dei lavoratori nelle società partecipate. E voglio lanciare un messaggio chiaro al mondo delle imprese: dialoghiamo, confrontiamoci, non abbiate paura della partecipazione».
Cavallo ha chiuso quasi 45 minuti di relazione con un appello al coraggio: «Noi scegliamo il coraggio di dire che le crisi industriali non si gestiscono solo con gli ammortizzatori sociali, ma con una politica industriale degna di questo nome; il coraggio di affermare che i giovani lucani non sono capitale umano da esportare, ma un patrimonio da valorizzare qui, in questa terra. La Basilicata merita un futuro all'altezza delle sue radici antiche. Noi ci siamo, con responsabilità, con metodo e con tutto il coraggio che questo momento complesso richiede». |
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