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“Evviva la Villa” 2026, salta l’evento: ''prescrizioni troppo rigide''

20/05/2026

Ci eravamo lasciati il 30 maggio 2019 con un semplice “ci vediamo il prossimo anno”.

Poi, invece, è arrivato il Covid e subito dopo sono finalmente partiti gli attesi lavori di riqualificazione della Villa del Prefetto, conclusi soltanto lo scorso anno.

Quando la Villa ha riaperto, tutti noi abbiamo provato la stessa emozione: vedere restituito alla città uno dei luoghi più belli, identitari e affascinanti di Potenza. Un luogo finalmente rinato, ancora più suggestivo, verde e vivo. Ed è stato naturale pensare che, tra gli eventi associativi del 2026, dovesse tornare anche “Evviva la Villa”.

Troppo forte il desiderio di riproporre quelle attività, quei momenti di aggregazione sociale, quella musica, quelle passeggiate culturali che negli anni avevano riempito gli occhi, il cuore e l’anima di tantissime persone.

Troppo bello immaginare di riportare famiglie, ragazzi, bambini, amici e cittadini a vivere insieme uno spazio così prezioso per la nostra comunità.

Perché la Villa del Prefetto non è soltanto un luogo fisico. È memoria, incontro, bellezza condivisa.

E per un luogo così affascinante, storico e importante, vale la pena affrontare ogni sacrificio, ogni fatica e ogni sforzo organizzativo.

Per questo motivo, nei mesi scorsi, la nostra Associazione ha lavorato con entusiasmo e responsabilità per riportare in città la quarta edizione di “Evviva la Villa”, coinvolgendo artisti, professionisti, tecnici, fornitori, associazioni e volontari.

Lo abbiamo fatto anche perché avevamo ricevuto rassicurazioni circa il prossimo rilascio dell’autorizzazione da parte della Provincia – ente proprietario del bene –, come normalmente avviene durante l’organizzazione di eventi pubblici complessi.

Nessuno, però, aveva mai comunicato all’Associazione l’esistenza di prescrizioni tanto rigide e incompatibili con la natura stessa della manifestazione.

Soltanto dopo un incontro richiesto dalla nostra Associazione ci sono state trasmesse, a mezzo PEC dell’11 maggio 2026, le prescrizioni che avremmo dovuto rispettare, a meno di due settimane dall’evento, quando ormai l’organizzazione era già conclusa ed erano già stati sostenuti importanti costi economici.

Con ulteriore sorpresa, abbiamo appreso che molte delle prescrizioni contenute nella comunicazione trasmessa dalla Provincia costituirebbero parte di una bozza di regolamento per l’utilizzo della Villa del Prefetto che, ad oggi, non risulta ancora formalmente adottato.



Circostanza che rende ancora più difficile comprendere come l’Associazione avrebbe potuto preventivamente conoscere condizioni e limitazioni mai ufficialmente disciplinate né rese pubbliche attraverso un regolamento vigente.

Se tali condizioni fossero state comunicate prima, probabilmente non avremmo investito mesi di lavoro, energie, passione e risorse nell’organizzazione di una manifestazione che oggi scopriamo non essere concretamente realizzabile.

Le principali criticità che impediscono lo svolgimento dell’evento riguardano il limite imposto al numero massimo di partecipanti contemporaneamente presenti nella Villa, quantificato in circa 70 persone nell’area dell’ex campetto e circa 30 persone nella zona terrazza, numeri incompatibili con una manifestazione culturale e aggregativa aperta alla città; i limiti acustici prescritti per la diffusione musicale, tali da non consentire né le esibizioni cantautorali né i dj set previsti nel programma; la richiesta di una onerosa fideiussione bancaria escutibile a prima richiesta, parametrata al valore del bene e agli eventuali danni ipotizzabili.

Ci saremmo aspettati, come già avvenuto nelle precedenti edizioni, una normale polizza assicurativa a copertura di eventuali danni. Non una fideiussione bancaria di tale portata, difficilmente sostenibile per una realtà associativa.

La domanda che oggi ci poniamo, e che crediamo sia legittimo porsi, è semplice: a queste condizioni, chi potrà mai utilizzare e far vivere questo magnifico contenitore culturale?

A tal proposito, l’Associazione tiene a precisare che il progetto presentato non prevedeva affatto attività che avrebbero messo in pericolo la fauna o la flora della Villa. Riteniamo che l’alea dell’incuria e del rischio di piccoli danni sia connaturata alla natura stessa di un giardino pubblico: è un fattore che il proprietario deve accettare, garantendo la dovuta vigilanza, ma senza che ciò diventi un pretesto per negare la funzione sociale del luogo. Le precedenti edizioni di “Evviva la Villa”, svoltesi nel 2017, 2018 e 2019, avevano contribuito a rivitalizzare uno spazio allora poco vissuto e sostanzialmente abbandonato, restituendolo simbolicamente alla città attraverso cultura, musica, socialità e partecipazione. Sulla scorta di quanto più volte riferito dalla stessa Amministrazione Provinciale, quel lavoro di animazione avrebbe persino contribuito a fornire spunti e idee utili alla successiva progettazione della riqualificazione, dimostrando quanto la fruizione partecipata rappresentasse un valore aggiunto per l’intera comunità.

Ed è proprio per questo che, dopo la splendida ristrutturazione della Villa del Prefetto, il nostro obiettivo era quello di continuare quel percorso: riempire di contenuti uno spazio finalmente recuperato, riportando laboratori pomeridiani, passeggiate culturali, attività inclusive, musica, tradizione e momenti di aggregazione sociale.

Prendiamo atto che oggi si sia scelto un diverso modello di utilizzo del bene, orientato verso eventi più intimi, contingentati e destinati a poche persone.

La nostra Associazione, invece, continua a credere in una fruizione pubblica più aperta, viva e accessibile della Villa, nel rispetto dei luoghi ma anche della loro funzione sociale e collettiva.

Proprio per questo, pur nell’amarezza di oggi, auspichiamo che già a partire dal prossimo anno possa aprirsi un confronto costruttivo con l’Amministrazione Provinciale e con tutti gli enti competenti, finalizzato a rivedere prescrizioni e modalità organizzative, così da consentire nuovamente la realizzazione di “Evviva la Villa” o comunque di eventi capaci di far vivere pienamente questo straordinario spazio pubblico.

Da parte nostra, la disponibilità, l’entusiasmo e la volontà di organizzare iniziative per la città non sono mai venuti meno e continueranno ad esserci.

Ringraziamo di cuore tutti i cittadini che aspettavano con entusiasmo il ritorno di “Evviva la Villa”, così come gli artisti, i professionisti, i tecnici, i volontari, i fornitori e tutte le persone che hanno dedicato tempo, lavoro, idee e passione alla costruzione dell’evento.

A loro va il nostro grazie più sincero per aver creduto ancora una volta in un progetto nato per amore della città e della sua comunità.

Noi, però, siamo un’Associazione resiliente e non abbiamo alcuna intenzione di fermarci.

Per questo motivo, gli artisti che avrebbero dovuto esibirsi nella Villa del Prefetto saranno comunque protagonisti del prossimo Potenza Folk Festival, aprendo i concerti della manifestazione e permettendoci così di non disperdere il lavoro, l’entusiasmo e la bellezza costruiti in questi mesi.

Resta l’amarezza di dover interrompere un progetto nato con l’unico obiettivo di far vivere uno dei luoghi più belli e identitari della città.



Associazione di Promozione Sociale

“I Portatori del Santo”



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