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| Premio giornalistico Trufelli, Cantore rivive nel suo Premio |
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2/10/2026 | La cerimonia di premiazione del Premio giornalistico Mario Trufelli ha avuto al centro il lavoro di due giornalisti scrupolosi, attenti alla verità dei fatti e capaci di ascoltare prima ancora di raccontare: Mario Trufelli e Renato Cantore. Professionisti che hanno vissuto il giornalismo come un servizio e come una responsabilità verso le persone.
È stato Cantore a volere, ideare e progettare il Premio Mario Trufelli, con un obiettivo preciso: rendere omaggio al maestro e trasformare quell’omaggio in un’opportunità concreta per i giovani che oggi si affacciano al giornalismo, offrendo loro uno spazio per mettere in luce competenze, talento e impegno.
Laureato in Filosofia e uomo di solida formazione culturale, Cantore ha attraversato il giornalismo con lo sguardo attento di chi sa osservare il territorio e comprenderne le trasformazioni. In Rai, al servizio della Testata Giornalistica Regionale, ha ricoperto importanti incarichi di responsabilità, distinguendosi per rigore, indipendenza e capacità professionale.
Del giornalismo ha fatto una scelta di vita, difendendone il valore e la funzione civile: raccontare le comunità con rigore, lealtà e senza compiacimenti, restituendone la complessità attraverso uno sguardo libero e consapevole. Una visione che lo ha reso, per molti, un autentico maestro del mestiere e che ha raccolto e proseguito l’eredità di Trufelli.
Alla sua attività giornalistica Cantore ha affiancato una profonda passione per la storia e per la ricerca, diventando uno degli interpreti più attenti della Basilicata e della sua identità oltre i confini regionali. È anche attraverso questa prospettiva che ha raccontato i “Lucani altrove ”, titolo di una delle sue opere più fortunate, riportando alla luce le vicende di uomini e donne che, partiti dalla propria terra, hanno saputo affermarsi lontano senza recidere il legame con le proprie radici.
In questo percorso di ricerca e di memoria ha restituito alla conoscenza collettiva figure come Rocco Petrone, Leonard Covello, Vito Marcantonio e Charles Paterno, ricostruendone le storie con il rigore dello studioso e la capacità narrativa del giornalista. Attraverso di loro, Cantore ha dato volto e voce a una generazione di lucani capaci, tenaci e orgogliosi delle proprie origini, contribuendo a ricomporre il filo tra la Basilicata e quel mondo lontano nel quale tanti suoi figli hanno lasciato un segno.
A ricordarne la figura è stato anche il video “Renato Cantore, le radici e la memoria. Le sue storie e il suo cammino nelle immagini delle Teche RAI”, curato dall’ufficio Stampa del Consiglio regionale. Le immagini sono state ricercate con straordinaria cura e affetto da Claudio Barra, responsabile delle Teche Rai, e montate dal giovane e talentuoso, Benny Fanizza.
Un omaggio alla sua storia professionale e umana, al rapporto con i giovani, alla capacità di fare squadra e a quella curiosità che ne ha accompagnato il cammino. Un modo per restituire, attraverso le immagini, il ritratto di un uomo che ha saputo trasformare il giornalismo in uno strumento di conoscenza, memoria e appartenenza.
Il pubblico ha contribuito ad omaggiare Cantore alzandosi in piedi e regalando un lungo applauso. |
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