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Presentato a Melfi il libro di Massimiliano Coccia

28/09/2026

Impegno politico, filosofia, Europa, libertà, democrazia, antifascismo sono stati i temi discussi nel corso della presentazione del libro "Eugenio Colorni" per un'Europa libera e unita (Giuntina, 2026) di Massimiliano Coccia, giornalista e scrittore, che ha dialogato con Donato Verrastro, docente di Storia Contemporanea all'università degli Studi di Basilicata e Prorettore.

E’ stato il secondo appuntamento del ciclo “Tra liberalismo e democrazia”, organizzato da Associazione e Fondazione Nitti con il patrocinio del comune di Melfi e il contributo del ristorante “Sole di Mezzanotte”. Un incontro di spessore seguito con attenzione ed interesse da un pubblico numeroso che ha gremito l’auditorium del centro culturale Nitti di Melfi.

Introducendo l’evento Gianluca Tartaglia, direttore dell’Associazione dedicata allo statista melfitano, ha affermato come “alimentarne il ricordo, conoscere il pensiero di Colorni e l'attualità dello stesso, come quelli di Gobetti e di Nitti oggetto dei focus del ciclo organizzato da Associazione e Fondazione Nitti, sia un esercizio necessario per valutare, con coscienza critica, il tempo presente. Che tra democrazie in affanno, oligarchie al potere, conflitti e movimenti, europei e nazionali, che richiamano ad un passato buio e retrogrado, non è certo rassicurante.
Rifarsi ad esempi illuminati della nostra storia, trovare conforto e ispirazione nel loro pensiero e nella loro azione, credo che sia, semplicemente, una cosa buona e giusta”.

L’assessore al Bilancio del comune di Melfi Sandro Panico, portando il saluto della città, ha sottolineato “il prezioso compito di testimonianza civile che Associazione e Fondazione Nitti svolgono da anni nella nostra città, in particolare in questo periodo di disorientamento dei valori democratici. Il ciclo di conferenze 2026, che ha visto tra l’altro il ricordo di due martiri dell’antifascismo come Giovanni Amendola e Piero Gobetti a cento anni dalla morte, torna oggi su Eugenio Colorni, intellettuale, filosofo ed esponente della comunità ebraica italiana, confinato a Melfi e ispiratore del Manifesto di Ventotene, con questo interessante saggio di Massimiliano Coccia preceduto da una prefazione di Liliana Segre. È da pensatori come questi che bisogna ripartire per recuperare l’orientamento in un Occidente che sembra avere smarrito fiducia in se stesso e nei propri fondamenti democratici e spirituali”.

Il dialogo con l’autore è stato animato da Donato Verrastro, docente di Storia Contemporanea all’Università degli Studi della Basilicata e Prorettore, secondo il quale “Eugenio Colorni rappresenta uno di quei testimoni del Novecento che parlano ancora a noi oggi. Filosofo di convinte idee democratiche, seppe incarnare quel socialismo critico che permise l'incontro con altre culture politiche del suo tempo, come nel caso dell'incontro con Spinelli, a sua volta comunista critico rispetto alle derive autoritarie sovietiche. Nel volume di Coccia, in cui si ripercorre, con taglio narrativo affascinante, la vita di un uomo ucciso dai tedeschi a soli 35 anni, spicca l'esperienza del confino politico a Ventotene e poi in Basilicata, a Melfi (dopo Montemurro e Pietragalla). Autore dell'introduzione al Manifesto per un'Europa libera e unita, Colorni seppe cogliere il pragmatismo politico delle teorie europeiste in una strenua lotta ai totalitarismi, intesi quali deriva nefasta delle posizioni nazionaliste. Rileggere la sua esperienza significa sintonizzarsi su temi di profonda attualità, in una militanza che ci impone di riannodare le matrici profonde della nostra cultura democratica, nutrita di antifascismo e di pensiero politico alto”.

Soddisfazione è stata espressa dall’autore al termine dell’incontro.
“Presentare questo libro a Melfi – ha dichiarato Massimiliano Coccia- ha avuto per me un significato profondamente personale, perché qui sento ancora più vicino il percorso di Eugenio Colorni, un uomo che in questi luoghi ha attraversato una parte decisiva della propria vita e della propria formazione politica. Pensare che abbia camminato su queste stesse strade, in anni così drammatici, restituisce alla sua storia una dimensione concreta, quasi fisica, che va oltre le pagine dei libri. Colorni non è soltanto una figura della storia europea: è uno di quegli uomini le cui idee continuano a interrogarci proprio perché nacquero dalla capacità di guardare oltre il proprio tempo. Tornare qui, dunque, significa anche misurarsi con quella stessa domanda sul futuro dell’Europa, sapendo che le idee hanno senso soltanto quando riescono a parlare al presente. E Melfi, ieri sera, è stata il luogo naturale per farlo”.

Prossimo appuntamento:
10 Ottobre, ore 17,00 presentazione del libro “Nitti interprete del Novecento” di Massimo Crosti, docente universitario e scrittore, che dialogherà con Stefano Rolando presidente della Fondazione “Francesco Saverio Nitti”.



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