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| “La casa, la cura, la comunità”: evento finale del progetto PNRR in Basilicata |
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22/06/2026 | Si terrà il 23 giugno 2026, alle ore 15.30, presso la Sala Inguscio della Regione Basilicata, in Viale Vincenzo Verrastro, 9 - Potenza, l’evento finale del progetto PNRR M5C2 - Sub-Investimento 1.1.2 “Autonomia degli Anziani Non Autosufficienti”, dal titolo “La casa, la cura, la comunità”.
L’iniziativa rappresenta un momento pubblico di restituzione dei risultati raggiunti e di confronto sulle prospettive future dei servizi per la permanenza a domicilio degli anziani non autosufficienti. Il progetto ha coinvolto 125 beneficiari e ha interessato sei Ambiti Socio-Territoriali della Basilicata: Alto Basento, Bradanica Medio Basento, Marmo Platano Melandro, Val d’Agri, Vulture Alto Bradano e Lagonegrese-Pollino, con i rispettivi Comuni capofila. Il dato numerico, pur rilevante, racconta soprattutto un lavoro capillare costruito nei territori, dentro le case e accanto alle famiglie.
Il percorso progettuale ha lavorato su più livelli: riqualificazione degli spazi abitativi, dotazione strumentale e tecnologica, domotica, assistenza domiciliare OSS, sostegno psicologico agli anziani, supporto ai caregiver e rafforzamento della rete integrata dei servizi legati alla domiciliarità. La casa è stata considerata non come semplice luogo di intervento, ma come primo presidio di autonomia, sicurezza, dignità e continuità relazionale.
L’obiettivo non è stato soltanto erogare prestazioni, ma sperimentare un modello di presa in carico territoriale, domiciliare, multidisciplinare e integrato, capace di mettere insieme casa, persona anziana, famiglia, caregiver, operatori sociali e sanitari, ATS, Comuni e soggetti economici coinvolti nell’attuazione degli interventi. Uno dei risultati più significativi è stato proprio il rafforzamento della rete: tra ATS e Comuni, tra servizi sociali e sistema sanitario territoriale, tra professionisti della cura e operatori economici chiamati a tradurre i bisogni in soluzioni concrete, utilizzabili e sostenibili nel tempo.
Durante l’evento saranno presentati anche i dati emersi dalla piattaforma Atl@nte, con un focus sui risultati raggiunti, sulle attività realizzate e sul valore della raccolta e lettura dei dati per la programmazione futura dei servizi. In particolare, il progetto ha evidenziato l’importanza di disporre di strumenti condivisi non solo per monitorare gli interventi, ma anche per orientare le politiche territoriali e rafforzare l’integrazione socio-sanitaria. La disponibilità di dati leggibili, aggiornati e condivisi consente infatti di passare dalla rendicontazione alla programmazione, dalla singola prestazione alla visione complessiva del bisogno.
L’evento sarà inoltre un’occasione per sottolineare l’importanza strategica dell’integrazione socio-sanitaria come leva decisiva per il futuro dei servizi territoriali in Basilicata. L’esperienza maturata con il progetto PNRR 1.1.2 dimostra che la permanenza a domicilio degli anziani non autosufficienti può diventare una politica pubblica stabile solo attraverso una presa in carico condivisa, capace di connettere dimensione sociale, sanitaria, abitativa e familiare. In questa prospettiva, il ruolo degli ATS, dei Comuni, degli operatori, dei caregiver e di strumenti di conoscenza e programmazione come Atl@nte diventa centrale per costruire servizi più prossimi, più integrati e più capaci di leggere i bisogni reali delle persone.
Il programma prevede la moderazione di Caterina Cerbino, Responsabile del Progetto PNRR 1.1.2. I saluti istituzionali saranno affidati ad Antonio Rizzo, Presidente della Conferenza Istituzionale dell’ATS Lagonegrese-Pollino, a Valentina Solfrini, Direttore Sanitario ASP Potenza, e ad Andrea Gigliobianco, Direttore Sanitario ASM Matera. La presentazione del progetto e dei risultati sarà curata da Pierina Caputo, psicologa. Seguirà uno spazio di partecipazione con il contributo di istituzioni, operatori, ATS, Comuni, partner e soggetti della rete territoriale. Lo spazio di partecipazione sarà un passaggio utile per raccogliere indicazioni, criticità e prospettive operative direttamente da chi ha contribuito alla realizzazione del progetto.
Saranno presenti operatori e rappresentanti istituzionali di tutte le ATS coinvolte, a conferma del valore corale del progetto e del lavoro di rete costruito tra Ambiti, Comuni, servizi territoriali e soggetti attuatori.
Le conclusioni saranno affidate a Cosimo Latronico, Assessore della Regione Basilicata alla Salute, Politiche della Persona e PNRR. Il momento conclusivo rappresenterà anche l’occasione per collegare i risultati raggiunti alla programmazione regionale futura, con particolare attenzione alla continuità dei servizi domiciliari, alla governance dei dati e al rafforzamento dell’integrazione tra sociale e sanitario.
“La casa, la cura, la comunità” racchiude il senso più profondo del progetto: la casa come luogo di autonomia, sicurezza e dignità; la cura come presa in carico personalizzata e multidisciplinare; la comunità come rete viva, capace di sostenere l’anziano, accompagnare la famiglia e rafforzare il lavoro dei servizi territoriali.
Il PNRR ha rappresentato un’occasione concreta per innovare il sistema della domiciliarità, rafforzando servizi, strumenti, competenze e collaborazioni tra istituzioni, ATS, Comuni, operatori e partner attuatori. La sfida, oggi, è trasformare questa esperienza in un patrimonio stabile: un modello di domiciliarità integrata fondato su pianificazione condivisa, integrazione socio-sanitaria, sostegno ai caregiver, uso intelligente dei dati e continuità degli interventi.
Il risultato più importante del progetto non è soltanto aver raggiunto 125 beneficiari, ma aver dimostrato che la permanenza a domicilio può diventare una politica pubblica concreta quando la casa viene riconosciuta come primo luogo di cura, il territorio lavora in rete, il caregiver non resta solo e i dati diventano strumenti di conoscenza, programmazione e decisione pubblica.
È da questa esperienza che può nascere una prospettiva più ampia per la Basilicata: servizi più prossimi alle persone, istituzioni più capaci di dialogare tra loro e una presa in carico che non separi i bisogni sociali, sanitari, familiari e abitativi, ma li ricomponga in un’unica visione di cura e comunità. |
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