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| Il documentario Bobò nella cinquina dei David di Donatello 2026 |
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2/04/2026 | Il documentario Bobò del regista Pippo Delbono e prodotto dalla Fabrique Entertainment del lucano Joe Capalbo, entra ufficialmente nella cinquina dei finalisti ai David di Donatello 2026 nella categoria Miglior Documentario, confermando l’attenzione della critica verso un’opera intensa e profondamente umana.
Il film racconta la storia straordinaria di Vincenzo Cannavacciuolo, conosciuto come Bobò, un uomo sordomuto, analfabeta e affetto da microcefalia, che ha trascorso ben quarantasei anni internato nel manicomio di Aversa, vivendo una condizione di totale emarginazione dal mondo.
La sua vita cambia radicalmente nel 1995 quando incontra Pippo Delbono durante una visita nella struttura psichiatrica. Colpito dalla sua presenza e dalla sua forza espressiva, il regista decide di accoglierlo nella propria compagnia teatrale, trasformando un incontro casuale in un profondo legame umano e artistico destinato a durare oltre vent’anni.
Attraverso materiali d’archivio raccolti nel corso del tempo – riprese teatrali, momenti di vita quotidiana e testimonianze artistiche – il documentario restituisce il ritratto di un uomo diventato, quasi inconsapevolmente, interprete di grande intensità poetica. Da figura invisibile ai margini della società, Bobò si rivela capace di comunicare emozioni profonde senza l’uso delle parole, lasciando un segno significativo nel teatro contemporaneo europeo.
Presentato in importanti festival internazionali, tra cui il Locarno Film Festival e il Torino Film Festival, il documentario si distingue per il suo linguaggio delicato e per la capacità di raccontare il tema della diversità come valore artistico e umano.
La candidatura ai David di Donatello rappresenta un riconoscimento importante per un’opera che unisce cinema, memoria e teatro, offrendo una riflessione intensa sulla dignità della persona e sul potere dell’arte come strumento di libertà ed espressione. |
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