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| Al Piccolo Teatro Grassi di Milano la 66ª edizione del Premiolino |
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6/10/2026 | Un violoncello davanti a un muro che cade. Le immagini di Mstislav Rostropovich che suona Bach davanti al Muro di Berlino hanno aperto, al Piccolo Teatro Grassi di Milano, la cerimonia della 66ª edizione del Premiolino, il più antico premio giornalistico italiano. Dallo schermo al palcoscenico, la musica è proseguita dal vivo con la violoncellista Nicoletta Mainardi: un passaggio tra memoria e presente per una serata dedicata alla libertà d’informazione, nella quale sono state svelate le motivazioni dei riconoscimenti e consegnate ai vincitori le tradizionali pergamene in lino del Maestro Manzi.
I sei premiati sono la storica e editorialista della Stampa Anna Foa, l’inviata di Repubblica Gabriella Colarusso, la giornalista indipendente Floriana Bulfon, che collabora con Repubblica e Rai 3, Viviana Mazza del Corriere della Sera, Stefano Feltri, autore di Appunti e conduttore di Revolution su Rai Radio 3, e Sacha Biazzo, giornalista di Report, Rai 3. Il Premio Pirelli per la Scuola è stato assegnato a Rai Scuola, rappresentata da Fabrizio Zappi e Lorenzo Ottolenghi.
A dare voce a questa stessa idea di libertà sono state le parole di Oriana Fallaci, prima donna a ricevere il Premiolino, pronunciate a Milano l’8 maggio 1961: «Ogni persona libera, ogni giornalista libero, deve essere pronto a riconoscere la verità ovunque essa sia». Un’affermazione accompagnata da un monito che conserva intatta la sua forza: «Il fanatismo è il primo nemico della libertà di pensiero». A raccogliere idealmente il testimone di Oriana Fallaci sono anche le vincitrici di quest’anno, quattro su sei premiati: un riconoscimento al loro lavoro e al contributo delle donne al giornalismo, che il Premiolino ha saputo valorizzare lungo la propria storia. Alla presidente della giuria Chiara Beria di Argentine si affianca da quest’anno Benedetta Tobagi, nel ruolo di vicepresidente, mentre Silvia Sciorilli Borrelli entra a far parte della giuria.
I percorsi dei premiati raccontano quanto questa responsabilità attraversi il giornalismo contemporaneo. Nei loro lavori ci sono Gaza e l’Iran, gli Stati Uniti e le reti della criminalità, l’antisemitismo e i diritti delle donne. Ci sono la ricerca delle fonti, l’ostinazione nel verificare, la capacità di portare nel dibattito pubblico ciò che rischia di restarne fuori. E ci sono, come ricorda la motivazione per Floriana Bulfon, il peso delle minacce e una precarietà che può resistere persino all’eccellenza del lavoro.
Il Premiolino è sostenuto da Pirelli dal 2023.
Le motivazioni della giuria restituiscono, nella loro formulazione integrale, il valore dei sei percorsi premiati.
Anna Foa – La Stampa: «Dopo il 7 ottobre con i suoi editoriali la storica si è posta come punto di riferimento per l’opinione pubblica nel dibattito incandescente su Gaza. In particolare per la limpidezza, l’autorevolezza e il coraggio con cui ha denunciato la deriva etica e le politiche criminal-suicide del governo Netanyahu e per le lucide analisi sull’antisemitismo.»
Gabriella Colarusso – la Repubblica: «Gabriella Colarusso ha la capacità di raccontare la guerra da grande inviata e, da grande inviata, sa raccontarla anche dai posti in cui gli inviati non possono andare, o vanno con molta più difficoltà, come Gaza e Teheran. Sa farlo per la sua capacità di crearsi fonti cruciali e attendibili e di essere sempre rigorosa e documentata. Soprattutto guidata da una dirittura professionale e morale, per cui i diritti che si reclamano sono quelli dell’umanità violata.»
Floriana Bulfon – Freelance: «Per evidenziare l’eccellente giornalismo d’inchiesta di Bulfon che, nonostante anni d’impegno e tanti brillanti risultati in collaborazione con varie testate (Repubblica, Chora Media, Rai 3) non ha un contratto. Tra i suoi lavori lo scoop internazionale su Maria Adelaide, spia russa alla base NATO di Napoli e l’inchiesta sul clan Casamonica. Floriana la “precaria” che da anni è oggetto di pesanti minacce vive sotto sorveglianza delle forze di polizia.»
Viviana Mazza – Corriere della Sera: «Uno scoop può anche essere solo una botta di fortuna, una coincidenza, un caso. Dura un giorno. Fine. Poi ci sono gli scoop veri come la sua intervista a Donald Trump con l’attacco del Presidente USA a Giorgia Meloni. Ben oltre a questo scoop Viviana ha alle spalle anni di lavoro duro, scrupoloso, d’eccellenza in giro per il mondo. In particolare sui fronti della democrazia, dei diritti, delle donne. A partire dalle storie di Malala Yousafzai, delle iraniane e di quelle rapite da Boko Haram raccontate anche nei suoi libri.»
Stefano Feltri – Appunti; Revolution, Rai Radio 3: «Per l’ostinazione e l’inventiva con cui fa il giornalista dentro e fuori dai giornali, costruendo un lavoro riconoscibile per metodo, indipendenza e curiosità, e cercando il pubblico senza inseguirlo. Per aver saputo spiegare l’economia e il potere con chiarezza e una salutare insofferenza per le versioni più comode, usando strumenti e linguaggi diversi, portando ovunque la stessa capacità di tenere insieme competenza, rigore e libertà.»
Sacha Biazzo – Report, Rai 3: «Straordinario il percorso di questo giovane nato a Potenza, prime inchieste sulla morsa della criminalità nel Sud poi sui legami tra mafie Italo-americane, e laurea in giornalismo alla Columbia di NY. Videoreporter e videomaker, fondatore del team d’inchiesta Backstair per Fanpage.it, Sacha Biazzo quest’anno ha realizzato a New York la prima intervista video a Paolo Zampolli, l’imprenditore italiano voluto da Trump rappresentante speciale degli USA per le partnership globali.»
Il rapporto tra informazione e conoscenza è al centro del Premio Pirelli per la Scuola, consegnato da Antonio Calabrò a Fabrizio Zappi, direttore della Direzione Cultura ed Educational Rai, e Lorenzo Ottolenghi, responsabile dell’unità Educational.
Questa la motivazione: «Il Premio Pirelli va quest’anno a Rai Scuola e alle sue trasmissioni, per sottolineare il valore di un’informazione che è anche strumento di formazione culturale, sociale e civile. Nel solco della lunga tradizione del servizio pubblico Rai, Rai Scuola racconta i diversi aspetti del sapere e le profonde trasformazioni tecnologiche che riguardano il lavoro, la ricerca scientifica e la nostra vita quotidiana. Un impegno prezioso per contribuire a un’Italia più colta e consapevole delle sfide del presente.»
La lettura conclusiva, dedicata a Joseph Pulitzer, ha riportato il discorso alla responsabilità pubblica del giornalismo. «Sapremo salvaguardare il primato della Costituzione, l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge e l’incorruttibilità della giustizia, oppure avremo un governo del denaro e dei disonesti?», si chiedeva Pulitzer all’inizio del Novecento. Una domanda che attraversa il tempo e arriva fino a un presente nel quale l’abbondanza delle notizie rende ancora più decisiva la qualità dell’informazione. Perché, nelle sue parole, «la nostra Repubblica e la sua stampa progrediranno o cadranno insieme».
La giuria del Premiolino è presieduta da Chiara Beria di Argentine, con Benedetta Tobagi vicepresidente. Ne fanno parte Giulio Anselmi, Antonio Calabrò, Piero Colaprico, Francesco Costa, Ferruccio de Bortoli, Mattia Feltri, Milena Gabanelli, Enrico Mentana, Donata Righetti, Silvia Sciorilli Borrelli, Gian Antonio Stella e Carlo Verdelli.
La storia del Premiolino
Nato a Milano nel 1960, con il sostegno degli industriali Piero e Giansandro Bassetti, Il Premiolino è frutto dell’iniziativa di un gruppo di grandi firme del giornalismo italiano: Luigi Barzini Jr, Enrico Emanuelli, Paolo Monelli, Indro Montanelli, Orio Vergani ed Enzo Biagi, che ne fu il primo presidente. Dal 2023 è sostenuto da Pirelli. La sua storia custodisce un principio che questa edizione rinnova: riconoscere il valore di chi cerca i fatti, li verifica e li racconta con indipendenza, mettendo il proprio lavoro al servizio dei lettori. |
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