L'editore Monetti racconta Cascini: «La poesia come coscienza»
13/09/2026
In occasione del compleanno di Prospero Cascini, arrivano le parole di Salvatore Monetti, editore, che ne sottolinea il percorso umano e culturale e il valore della sua produzione poetica.
«Il suo percorso culturale – dice Monetti – nella sua opera è stato costantemente guidato da virtù come l’umiltà, la sobrietà, il rispetto e la condivisione».
Continua Monetti: «Appartiene a quella schiera di poeti per i quali la letteratura non è evasione, ma coscienza. La sua opera custodisce il respiro della Basilicata e della cultura nel senso più nobile del termine».
Il radicamento rappresenta il principio strutturante della sua poetica. Castelsaraceno, più che semplice riferimento biografico, diviene spazio simbolico della memoria e dell’identità, luogo dell’anima prima ancora che coordinate geografiche. In questa prospettiva, il dato locale si apre a una dimensione universale e il paesaggio, umano e naturale, si trasforma in forma di conoscenza e testimonianza.
Il confronto con i maggiori interpreti della letteratura lucana consente di cogliere con maggiore chiarezza la specificità del suo contributo. Se in Isabella Morra la terra si configura come luogo di solitudine e costrizione, in Cascini essa si fa spazio di appartenenza e responsabilità condivisa; se in Scotellaro emerge la tensione verso il riscatto sociale, in Cascini si avverte una consapevolezza più meditata, segnata dalle trasformazioni contemporanee e dalla fragilità dei legami comunitari; rispetto a Sinisgalli, egli privilegia una dimensione etico-educativa; in consonanza con Pierro, riconosce nella memoria uno strumento essenziale di custodia culturale.
La sua poesia si distingue per il costante equilibrio.
«Che Prospero Cascini – conclude Monetti – attraverso la sua poesia possa offrire una guida luminosa e una via autentica per le nuove generazioni lucane!»
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