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| Incendi: riflessioni lungo il sentiero.... |
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23/07/2026 | E' alquanto deprimente avviarsi in alta quota con un gruppetto da accompagnare, mentre l'aria è calda e salendo il panorama è offuscato dalle nubi degli incendi e dalla foschia che ricopre anche le valli del versante settentrionale del Massiccio del Pollino.
Ecco dei focolai che ancora risalgono Monte Scaletta e Monte Serra, sopra Morano, vi passa anche il Sentiero Italia, in un tratto che conosco... e mi vengono in mente i boschetti di leccio e gli ornielli e il sentiero attrezzato con antichi muretti a secco...
L'odore di legno bruciato imperversa nell'aria, il Dolcedorme è annebbiato dalla foschia.
L'atmosfera desolante del paesaggio invaso dal fumo è contrastata dalle tante e belle fioriture estive dei pascoli alti, i garofani selvatici, le campanule, i semprevivi... colori che rincuorano un po' l'animo. Un culbianco cinguetta su un masso roccioso, le vacche pascolano placide al sole...
E' consolante percorrere un sentiero che attraversa aree ancora integre, con i pini loricati che al limite (speriamo sia sempre così) possono essere vulnerabili solo a causa di fulmini e tempeste di neve.
Ma non si può non pensare alla Manfriana, che da qui non si vede, dove ancora imperversa il fuoco che minaccia anche i pini loricati. La tensione è palpabile, e il gruppo avrà notato dalla mia faccia che oggi il mio umore non è dei migliori.
Non ci sono solo i danni materiali ai boschi, alla fauna e al paesaggio del versante sud del Massiccio, le ferite sono anche interiori, almeno per chi il Pollino lo frequenta da sempre o magari vorrebbe esplorarne qualche altra parte senza ritrovarsi i danni evidenti del fuoco, che dureranno per decenni e decenni...
E' il caso dei canali della Direttissima al Dolcedorme, ancora si possono notare i danni dell'incendio del 2012...
E il pensiero non può che andare agli amici calabresi che hanno visto il loro territorio e i loro paesi circondati dalle fiamme...
Aleggia un senso di vulnerabilità ed impotenza nei confronti di tale furia devastatrice: alcuni esseri umani sono capaci di atti davvero disastrosi, vittime essi stessi dell'ignoranza e dell'insensibilità verso ambienti naturali, alberi e animali.. ma anche verso i loro simili, persone e comunità, che subiscono gli effetti dannosi sia materiali che morali degli incendi.
Si parla giustamente di valorizzare anche gli accessi del versante sud del Massiccio, ma in tali condizioni che turismo "di qualità" vogliamo fare? Portando gruppi di persone tra boschi bruciati e anneriti dal fuoco?
Per me essere una guida ha significato sempre mostrare (quasi con orgoglio) ai visitatori e far scoprire innanzitutto la bellezza, la rilevanza naturalistica, la particolarità di ambienti naturali e paesaggi della mia terra, che spesso sono anche gli ultimi ambienti wilderness rimasti: non vi può essere perciò turismo senza tutela ambientale, tranne se intendiamo per turismo quello delle grigliate di ferragosto...
Eventi del genere mostrano quanto purtroppo ancora il territorio sia ostaggio della stupidità e della delinquenza e quanto la classe politica faccia poco per ostacolarle; quanto sia condizionato da meschini interessi che ne limitano il progresso civile e culturale; quanto ancora ci siano cioè gruppi e individui ostili al cambiamento, i cui atteggiamenti sono in realtà autolesionisti, perchè il danno lo si fa prima di tutto alla nostra "casa", deturpandola e stravolgendola nella sua identità ambientale...
Saverio De Marco
Guida Ufficiale Parco del Pollino
Consigliere Nazionale AIW, Associazione Italiana Wilderness |
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