|
|
| Laurea e lavoro: occupazione in crescita, ma decisiva la qualità dell’impiego |
|---|
11/06/2026 | Presentato all’Università degli Studi della Basilicata il “XXVIII Rapporto AlmaLaurea su Laurea e
Occupazione”, dedicato ai Percorsi di laurea e agli Esiti occupazionali della laurea. Laureate e laureati
esprimono un’ampia soddisfazione per il percorso di studi universitario e trovano velocemente
collocazione nel mercato del lavoro con tassi di occupazione in crescita. Pur permanendo il
disallineamento tra competenze acquisite e lavoro svolto, cresce la loro consapevolezza rispetto al
proprio futuro lavorativo: fiduciosi nelle competenze acquisite, comprese quelle trasversali, si
dichiarano sempre meno disposti ad accettare lavori sottopagati o non coerenti con gli studi e
attribuiscono un peso crescente alla qualità del lavoro e all’equilibrio tra vita e lavoro. «Non sono più
solo carriera e guadagno a contare: hanno acquisito rilevanza sempre maggiore aspetti [...] come il
tempo libero, la flessibilità dell’orario di lavoro, la qualità delle relazioni con i colleghi, l’essere partecipi
di processi lavorativi che generano utilità sociale. Oggi l’incontro fra domanda e offerta di lavoro non è
un incrocio fra due quantità ma fra due insiemi di qualità », ha osservato la Direttrice di AlmaLaurea,
Marina Timoteo.
Matera, 11 giugno 2026 – È stato presentato presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi della
Basilicata il “XXVIII Rapporto AlmaLaurea su Laurea e Occupazione” nell’ambito del convegno dal titolo
Efficacia della formazione universitaria: rappresentanti di atenei e mondo produttivo si sono ritrovati
nella sede universitaria ad affrontare e discutere il tema del valore del titolo di studio.
Ad aprire i lavori i saluti istituzionali del Rettore dell’Università degli Studi della Basilicata Ignazio M.
Mancini, della Presidente della CRUI Laura Ramaciotti, del Presidente di AlmaLaurea Ivano Dionigi e
del Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi. È quindi intervenuta la Direttrice di AlmaLaurea
Marina Timoteo, che ha illustrato i risultati dell’indagine.
La mattinata è poi proseguita con due tavole rotonde. La prima, dedicata al tema «Laurea e domanda
di lavoro» e coordinata da Donatella Caniani (Prorettrice alla Pianificazione strategica dell’Università
della Basilicata), ha messo a confronto i vertici di diversi atenei e del mondo produttivo: Maria
Antonietta Aiello (Rettrice dell’Università del Salento), Giovanni Cuda (Rettore dell’Università Magna
Graecia di Catanzaro), Claudio Pettinari (Presidente del Consorzio NQSTI), Antonietta Mira e Bruno
Bertaccini (Comitato Scientifico-Strategico AlmaLaurea) e Francesco Somma (Presidente di
Confindustria Basilicata). La seconda, dedicata a «Laurea e lavoro all’estero» e coordinata da Antonio
Felice Uricchio (Presidente dell’ANVUR), ha visto intervenire Maria Moreno (Rettrice dell’Università
degli Studi del Sannio), Giuseppe Peter Vanoli (Rettore dell’Università degli Studi del Molise), Carmelo
Petraglia (Consigliere scientifico SVIMEZ), Riccardo Pietrabissa (Comitato Scientifico-Strategico
AlmaLaurea) e Fabio Pollice (Consiglio di Amministrazione AlmaLaurea).
Le due rilevazioni hanno preso in esame, per i Percorsi di laurea, quasi 335 mila persone laureate nel
2025 in 81 atenei aderenti al Consorzio; per gli Esiti occupazionali della laurea, quasi 700 mila
persone laureate di primo e secondo livello di 81 atenei, intervistate a uno, tre e cinque anni dal
conseguimento del titolo.
CHI SONO LE PERSONE LAUREATE: PIÙ DONNE, ORIGINE SOCIALE FAVORITA
Le donne hanno confermato la propria maggioranza, rappresentando il 59,6% di chi si è laureato nel
2025. Permane però il forte squilibrio nelle discipline STEM, dove la componente femminile si è
fermata al 40,5%, quota stabile da dieci anni: le donne sono maggioranza netta nei gruppi educazione
e formazione, linguistico e psicologico e nettamente minoranza nell’informatica e tecnologie ICT e
nell’ingegneria industriale e dell’informazione.
Sul fronte dell’origine sociale, l’università continua ad attrarre studentesse e studenti da contesti
relativamente più favoriti: la quota di chi ha almeno un genitore laureato è salita al 34,7% e tocca il
46,3% tra le persone laureate nei corsi magistrali a ciclo unico. Un dato che conferma la persistente
disuguaglianza nell’accesso all’istruzione terziaria, in un Paese che, secondo i recenti dati Eurostat,
resta in fondo alle classifiche europee per quota di persone laureate tra i 25-34enni (31,1%).
IL PERCORSO DI STUDI: ESPERIENZE SUL CAMPO DIFFUSE E VOTI ELEVATI
Il percorso universitario si è confermato sempre molto ricco di esperienze pratiche. Il 60,9% ha svolto
un tirocinio curriculare riconosciuto dal corso e il 68% ha lavorato durante gli studi. Le esperienze di
studio all’estero riconosciute hanno coinvolto il 10,2% delle persone laureate. La regolarità negli studi
ha riguardato il 60,4% delle persone laureate, mentre l’età media alla laurea si è attestata a 26,3 anni e
il voto medio di laurea a 102,8 su 110.
Elevata la soddisfazione complessiva per l’esperienza universitaria, espressa dall’89,1% delle
persone laureate, e il 72,1% ripeterebbe senza esitazioni la stessa scelta, confermando corso e ateneo.
A questa soddisfazione si accompagna una rinnovata fiducia nelle competenze acquisite: oltre il 60%
delle persone laureate riconosce infatti che il proprio corso ha fornito gran parte delle competenze
trasversali indagate. Tra queste ci sono l’adattabilità e flessibilità, la capacità di risolvere problemi e di
lavorare in gruppo, le tre competenze che le laureate e i laureati hanno indicato come le più importanti
per un efficace inserimento nel mercato del lavoro: sono esattamente le competenze che le imprese
segnalano come le più ricercate nei candidati da assumere. È anche su questa consapevolezza che si
fonda il diverso atteggiamento con cui laureate e laureati si presentano oggi al mercato del lavoro: più
sicuri del proprio bagaglio formativo, cercano un’occupazione all’altezza di quel bagaglio e si mostrano
meno disposti che in passato ad accettare lavori sottopagati o non coerenti con gli studi.
LAUREE PROFESSIONALIZZANTI: ANCORA POCHE PERSONE LAUREATE, MA OCCUPAZIONE
OLTRE IL 90% A UN ANNO DAL TITOLO
Per la prima volta, quest’anno sono disponibili i dati occupazionali, a un anno dal conseguimento del
titolo, delle lauree professionalizzanti, i corsi triennali (classi di laurea in Professioni tecniche per
l’edilizia e il territorio, L-P01; Professioni tecniche agrarie, alimentari e forestali, L-P02; Professioni
tecniche industriali e dell’informazione, L-P03) pensati per formare figure tecniche pronte a un
inserimento immediato nel mercato del lavoro: la fotografia scattata da AlmaLaurea ha restituito un
primo, seppur ancora molto contenuto, segnale positivo su questa tipologia di lauree.
Pur trattandosi ancora di un collettivo ridotto, i primi risultati sono incoraggianti: il tasso di occupazione
supera il 90% già a un anno dal titolo, i tempi di ingresso nel mercato del lavoro sono mediamente più
brevi e l’attività lavorativa svolta valorizza in misura elevata le competenze acquisite all’università.
Queste persone laureate dichiarano inoltre, più della media dei triennali, di aver sviluppato
competenze trasversali come il lavoro di gruppo, l’intraprendenza e la capacità di risolvere problemi. È
il primo segnale che il modello dei percorsi professionalizzanti, ancora agli esordi, può funzionare
proprio sul terreno dell’efficacia del titolo.
ESITI OCCUPAZIONALI: OCCUPAZIONE IN CRESCITA, A CINQUE ANNI DAL TITOLO OLTRE IL 90%
Il quadro occupazionale ha mostrato un generale miglioramento. A un anno dal titolo il tasso di
occupazione ha raggiunto l’81,2% tra chi ha conseguito una laurea di primo livello e l’80,8% nel
secondo livello (rispettivamente +2,6 e +2,2 punti percentuali rispetto alla rilevazione precedente). A
cinque anni dalla laurea l’occupazione ha superato il 90%, toccando il 91,7% nel primo livello e il 94,4%
nel secondo.
Parallelamente, il tasso di disoccupazione a un anno è sceso al 9,2% nel primo livello e al 9,3% nel
secondo. A cinque anni dal titolo la disoccupazione è scesa fino al 2,6%.
Più in difficoltà il fronte retributivo. A un anno dalla laurea la retribuzione mensile netta si è attestata
in media a 1.491 euro nel primo livello e a 1.495 euro nel secondo; al netto dell’inflazione, le retribuzioni
reali sono risultate in lieve calo nell’ultimo anno (rispettivamente -1,4% e -0,9%).
RESTANO I DIVARI OCCUPAZIONALI E RETRIBUTIVI: IL GENERE E IL MEZZOGIORNO
L’indagine ha confermato l’esistenza di divari di reddito sul fronte territoriale e del genere. A parità di
condizioni, gli uomini hanno mostrato il 13,7% di probabilità in più di essere occupati rispetto alle
donne e una retribuzione superiore in media di 67 euro netti al mese. Forti anche le differenze
territoriali: chi risiede al Nord ha avuto il 34,8% di probabilità in più di lavorare rispetto a chi risiede nel
Mezzogiorno, divario che sale al 55,9% considerando l’area dell’ateneo. Sul piano retributivo, chi lavora
al Nord ha percepito in media 68 euro netti in più al mese rispetto a chi è occupato nel Mezzogiorno.
Il divario di genere si accentua in presenza di figli. A fronte di carriere universitarie mediamente migliori
delle donne, più regolari negli studi e con voti di laurea più alti, permane quindi una loro minore
valorizzazione nel mercato del lavoro.
SMART WORKING STRUTTURALE, EFFICACIA DEL TITOLO STABILE
Proprio l’attenzione crescente alla qualità del lavoro e all’equilibrio tra vita privata e professione
trova un riscontro concreto nella diffusione dello smart working, ormai una modalità di lavoro
strutturale: a un anno dal titolo coinvolge il 17,1% di chi ha una laurea di primo livello e sale al 32,0%
tra le persone laureate di secondo livello, con valori ancora più elevati a cinque anni dalla laurea (fino
al 37,6% nel secondo livello).
Quanto all’efficacia della laurea, la coerenza percepita tra studi e lavoro, il 60,4% tra chi lavora con
una laurea di primo livello e il 67,4% nel secondo livello l’ha giudicata “molto efficace o efficace”.
AlmaLaurea misura anche il disallineamento tra studi e lavoro, la quota di chi, nel proprio impiego,
utilizza poco le competenze acquisite all’università e svolge un’attività per cui il titolo non è
formalmente richiesto: a un anno dal titolo riguarda il 39,4% di chi ha una laurea di primo livello e il
32,5% del secondo livello, e a cinque anni resta stabile nel primo livello (39,2%) mentre scende al 25%
nel secondo. Questo disallineamento è un fenomeno multidimensionale, che dipende dall’incontro
tra domanda e offerta di lavoro, ma anche dalle esperienze svolte nel percorso universitario, dalle
scelte di orientamento e dall’origine sociale: i figli di genitori laureati vi sono meno esposti, soprattutto
quando conseguono il titolo nello stesso ambito disciplinare dei genitori, segno di quanto reti e contatti
familiari incidano sull’ingresso nel mercato del lavoro.
Proprio per questo pesano gli strumenti di accompagnamento offerti dagli atenei: chi ha preso
parte, dichiarandosene soddisfatto, alle iniziative di orientamento al lavoro ha mostrato una probabilità
di occupazione più alta del 10,1% a un anno dalla laurea e un minore disallineamento rispetto a chi non
ne ha usufruito. Effetto analogo per i tirocini curriculari, che tra le persone laureate di primo livello
dimezzano la quota di chi svolge un lavoro non coerente: dal 50% di chi non li ha svolti al 27% di chi li
ha svolti e ne è rimasto soddisfatto.
PIÙ SELETTIVITÀ: MENO DISPONIBILITÀ VERSO LAVORI SOTTOPAGATI O INCOERENTI
Di fronte a questo rischio di disallineamento, laureate e laureati reagiscono con un approccio sempre
più selettivo alla ricerca del lavoro, filo conduttore di entrambe le indagini. Alla vigilia del titolo, la
quota di chi rifiuterebbe lavori non coerenti con il proprio percorso è cresciuta di 10,8 punti percentuali
dal 2016 al 2025 (la disponibilità ad accettarli è scesa dall’87,2% al 76,4%).
Sul versante economico, il 66,9% di chi stava per laurearsi è disposto ad accettare una retribuzione
netta mensile non inferiore a 1.500 euro per un impiego a tempo pieno: una quota più che raddoppiata
rispetto al 24,4% del 2016, con un divario di genere ancora marcato (75,0% gli uomini, 61,6% le donne).
Su questo aumento incide non solo la maggiore selettività, ma anche la riduzione del potere d’acquisto
registrata negli ultimi anni, a fronte di una soglia di 1.500 euro rimasta invariata.
Una maggiore selettività che, ha osservato AlmaLaurea, riflette la volontà di chi si laurea di veder
riconosciuto, anche sul piano economico, il proprio investimento in istruzione, in un contesto reso
più incerto dalle tensioni dell’economia globale.
In conclusione, ha sottolineato la Direttrice di AlmaLaurea, Marina Timoteo: «il Rapporto AlmaLaurea
2026 su laurea e occupazione segnala un dato che già da qualche anno è alla nostra attenzione: lo
sguardo di laureate e laureati sul lavoro è uno sguardo attento e selettivo, e ha precise direzioni sul
piano valoriale. Le caratteristiche dell’offerta di lavoro, cioè i laureati sono in fase di profonda
trasformazione, in particolare sul piano delle aspettative e dei valori associati al lavoro svolto.
Oggi i laureati guardano alla qualità del posto di lavoro. L’incrocio fra domanda e offerta di lavoro non
è un incrocio fra due quantità ma fra due insiemi di qualità.
Non sono più solo carriera e guadagno a contare: hanno acquisito rilevanza sempre maggiore aspetti
connessi alla qualità del posto di lavoro un tempo ritenuti secondari, come il tempo libero — il tempo
per sé stessi —, la flessibilità dell’orario di lavoro, la qualità delle relazioni con i colleghi, l’essere
partecipi di processi lavorativi che generano utilità sociale. Laureate e laureati ci trasmettono un
messaggio preciso: hanno da dirci qualcosa di importante sulla qualità dei posti di lavoro. A loro
dobbiamo, tanto per cominciare, l’attenzione dell’ascolto». |
|
| | |
archivio
| ALTRE NEWS
|
11/06/2026 - Anffas Policoro a ExpoAid Rimini con Peperonaut
Anche quest’anno Anffas Policoro parteciperà ad ExpoAid, la grande manifestazione nazionale dedicata alla disabilità, che si terrà al Palacongressi di Rimini dal 25 al 27 giugno. L’associazione si presenta all’evento con una promessa mantenuta, annunciata già due anni fa, ne...-->continua |
|
|
|
|
11/06/2026 - Laurea e lavoro: occupazione in crescita, ma decisiva la qualità dell’impiego
Presentato all’Università degli Studi della Basilicata il “XXVIII Rapporto AlmaLaurea su Laurea e
Occupazione”, dedicato ai Percorsi di laurea e agli Esiti occupazionali della laurea. Laureate e laureati
esprimono un’ampia soddisfazione per il percorso...-->continua |
|
|
|
|
11/06/2026 - Screening cardiologico, nutrizionale e glicemico a Tursi
Domenica 14 giugno 2026 a Tursi, dalle 8:00 alle 12:30, si terrà uno screening gratuito cardiologico, glicemico e nutrizionale per tutti i cittadini. Basterà recarsi nel centrale campo da basket “Pinuccio Di Tommaso” per poter partecipare all’importante inizia...-->continua |
|
|
|
|
11/06/2026 - Potenza, cambio al vertice di “Strade Sicure”: ricevuto il Colonnello Stanca dal Prefetto Campanaro
Si è svolto questa mattina, presso il Palazzo del Governo di Potenza, l’incontro istituzionale tra il Prefetto Michele Campanaro e il Colonnello Riccardo Stanca, nuovo Comandante del Raggruppamento Puglia-Basilicata dell’Operazione “Strade Sicure”, accompagnat...-->continua |
|
|
|
|
E NEWS
|
WEB TV
|