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| Bologna: i progetti del Circolo dei lucani illustrati dal presidente |
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26/05/2026 | L’associazione culturale del Circolo dei lucani di Bologna ha compiuto trenta anni nel 2019 ed è ormai nel pieno del quarto decennio di vita. Fu fondata nel 1989 da un gruppo di lucani emigrati nel capoluogo emiliano negli anni ’70. I soci fondatori scommisero sulla possibilità di salvaguardare le proprie radici senza sconfinare nella retorica della nostalgia e con l'obiettivo di far conoscere ai concittadini emiliani la cultura, la suggestione e il fascino della terra lucana. Da allora, l'associazione è cresciuta molto ed è diventata parte integrante della Città delle due Torri, conosciuta dalle istituzioni locali ed apprezzata dai bolognesi doc. Nel rappresentare l’identità lucana in terra emiliana il Circolo ha ospitato nelle sue manifestazioni culturali politici e personaggi molto noti del mondo dello spettacolo. Con il presidente Domenico Fornabaio, generale a riposo della Guardia di Finanza, lucano, originario di Stigliano, abbiamo parlato del presente e del futuro del sodalizio.
Quali sono le iniziative che il Direttivo ha intenzione di mettere in campo?
Non vogliamo stravolgere il percorso intrapreso da un’associazione tra le più storiche, per cui, intendiamo continuare nel solco delle abitudini. Allo stesso tempo abbiamo rinnovato in qualcosa. Nel Direttivo abbiamo inserito persone più giovani, dalle quali ci aspettiamo nuovi contributi e nuove proposte perché, sa, noi “vecchi”, quello che avevamo da dare lo abbiamo dato e penso sia stato tanto. Inoltre, cambiando gli assetti, diciamo che si rinnovano anche gli entusiasmi.
Il ruolo di un sodalizio come il vostro è fondamentale, in quanto consente si parli di una Regione, come la Basilicata, non certo tra le più note. Allo stesso tempo per voi è anche una responsabilità: la sentite?
Assolutamente sì: responsabilità e soprattutto obiettivo perché dobbiamo far sentire l'esistenza della Basilicata ai più, specialmente a chi non la conosce. Ma soprattutto noi vogliamo creare uno spirito di comunità per i tanti lucani che abitano nella provincia di Bologna. Non ho l'ufficialità del dato, ma si stima che nel bolognese vivano 2000 o 3000mila lucani e, per loro, vogliamo essere un punto di riferimento e un ponte con la Basilicata. Io ho esplicitamente chiesto di essere informato sui lucani che arrivano a Bologna per qualsiasi iniziativa, imprenditoriale, commerciale, professionale o altro, perché noi dobbiamo esserci, dobbiamo dare assistenza, dobbiamo dargli il benvenuto e chiedergli se hanno bisogno di qualcosa. Siamo pronti a dargli una mano, chiaramente facendo leva sulle nostre possibilità.
Il vostro è un impegno che va avanti in costante contatto con le Istituzioni, locali e lucane. Recentemente vi ha fatto visita anche il presidente del Consiglio Regionale lucano, Marcello Pittella.
Le mie radici lucane sono molto forti, io sento proprio il desiderio di tornare in Basilicata e solitamente riesco a scendere una volta al mese. Sento proprio il bisogno di respirare la mia aria ed assaporare le prelibatezze nostrane, di cui non faccio a meno anche a Bologna. E in una di queste occasioni sono andato a far visita al presidente Pittella, al quale ho esposto i nostri progetti ed i nostri programmi e lui ha apprezzato molto questa nostra carica di entusiasmo nel portare avanti l'associazione. Lo stesso presidente Pittella ha espresso l’intenzione, dopo l'estate, di fare un incontro a Bologna con tutte le associazioni lucane presenti in Emilia-Romagna per ascoltarci e trascorrere un po’ di tempo con noi.
Cosa spinge chi è lontano da anni a impegnarsi così tanto per la propria Regione?
Sono il senso di appartenenza e lo spirito identitario a consentirci di fare tutto questo. Io infatti sto cercando di allargare più possibile la platea degli associati proprio per cercare di stimolare questo vincolo, questo spirito di comunità. E se percepisco qualche ritrosia invito ad abbandonare l’associazione perché abbiamo bisogno di persone che sentano forte l'entusiasmo di far parte di questa organizzazione.
Avverte questa stessa passione anche nei giovani?
Diciamo che a Bologna i giovani sono distratti da altro. Bologna è una città viva, chi viene qui per studiarci non la dimentica ma, anzi, ci si ferma. Ho parlato con tanti di loro, Bologna attrae i giovani, crea gruppo ed ha una serie di contesti che facilitano gli inserimenti dei giovani che ci vivono bene e, forse, non sentono tanto questa necessità di associarsi al mondo lucano. Per questa ragione vanno stimolati ed io mi auguro presto di portare nella nostra associazione tanti ragazzi e ragazze.
Gianfranco Aurilio
Lasiritide.it |
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