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| Tania Pisani a S. Severino Lucano: iI Sacrificio della vita a difesa delle Istituzioni |
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25/05/2026 | Venerdì 22 Maggio, nel Centro Visite di San Severino Lucano, in serata, si è svolto l’incontro: “Il Sacrificio della vita a difesa delle Istituzioni “ con Tania Pisani, vedova del
Carabiniere Claudio Pezzuto. Nato a Surbo (LE) il 7 luglio 1963, deceduto a Faiano di Pontecagnano (SA) il 12 febbraio 1992, Claudio il 28 maggio 1982 venne arruolato nell'Arma dei Carabinieri ed ammesso a frequentare il corso di istruzione presso la Scuola Allievi Carabinieri di Torino. Al termine del ciclo formativo fu destinato, in data 24 agosto 1982, al Comando della Stazione di Taranto Nord dove prestò servizio fino al 9 luglio 1983. Trasferito alla Legione di Salerno prestò servizio presso il Comando Stazione di Irsina (MT) fino al 21 aprile del 1985, data in cui fu destinato al Nucleo Operativo - Aliquota Radiomobile dell'Arma di Chiaromonte (PZ) dove rimase fino al 27 Ottobre dello stesso anno, quando fu assegnato al Nucleo Comando dell'omonima Tenenza. Il 28 ottobre 1986 fu trasferito al Nucleo Operativo, Aliquota Radiomobile della Compagnia di Senise (PZ), permanendovi fino al 22 giugno 1987. Venne Trasferito quindi alla Stazione di San Severino Lucano (PZ) ed infine, in data 18 novembre 1987, alla Stazione di Pontecagnano (SA). Nel 1988 sposò Tania Pisani da cui nacque Alessio. Fu proprio mentre era alle dipendenze di tale Comando che compì l'atto di valore per il quale venne insignito della Medaglia d'Oro al Valore Militare "alla memoria". Infatti il carabiniere, benché ferito gravemente da colpi d'arma da fuoco esplosi da pericoloso latitante, prima di accasciarsi esanime al suolo, si adoperò per far allontanare gli astanti e sottrarli al contemporaneo fuoco di un altro complice. Nello stesso scontro morì anche il Carabiniere Fortunato Arena e il tragico episodio passò alla storia come l’eccidio di Pontecagnano.
Presenti tra i relatori, il Maresciallo della Stazione dei Carabinieri di S. Severino Lucano, Antonio Palma, il parroco Don Antonio Lo Gatto ed il sacerdote Don Enzo Appella che opera nelle parrocchie del piccolo borgo. Don Antonio Lo Gatto che ha organizzato la serata, ha ringraziato la Vedova Pezzuto per la sua partecipazione, e tutti i presenti. In seguito, Don Enzo Appella, prendendo la parola, ha spiegato come la Chiesa rientri nel contesto dell’incontro e cioè, la capacità di riconoscere il bene e di esplicarlo nella realtà. Questo è certamente un segno del passaggio, della presenza di Dio. Come i Carabinieri alcuni preti,basti ricordare Don Pino Puglisi, Don Pepino Diana, sono stati assassinati. Si può paragonare quindi la fedeltà dei Carabinieri all’Arma a quella dei sacerdoti verso la Religione. Il Maresciallo Palma, nel suo intervento, ha ringraziato la vedova Pezzuto, per la sua testimonianza che da tempo, offre in vari contesti per tener vivo il ricordo ed ha sottolineato l’importanza del sacrificio del marito. Per il Maresciallo, scegliere l’Arma si può considerare una vocazione e deve essere tale perché non è un lavoro normale. Successivamente,Tania Pisani ha proposto al pubblico presente “frammenti di vita privata”, evidenziando quanto sia stato impegnativo il suo ruolo ma ricordando anche, che l’amore grande di una moglie per il suo sposo, azzera ogni difficoltà. Purtroppo la sua vita e quella del figlio Alessio, che all’epoca dei fatti, aveva tre anni, è stata stravolta, con la perdita della persona a loro più cara. Racconta poi, che nel momento in cui ha visto il suo amato Claudio all’obitorio, dentro il suo cuore, un misto di dolore e rabbia le ha fatto ripetere tra sé e sé una frase e prendere una decisione: “Non può finire così… Finché avrò voce, racconterò la storia del mio Claudio, perché lui credeva in quello che faceva ed è morto perché con grande scrupolo affrontava ogni aspetto del suo lavoro. Il suo esempio va portato ai giovani, affinché decidano da che parte stare. Solo in questo modo la morte di mio marito non sarà stata vana” Da allora si è impegna a fornire testimonianze, soprattutto tra i ragazzi per far comprendere il valore della legalità. La delinquenza genera morte e negatività e non deve essere mai scelta. A nessuna donna augura ciò che lei ha vissuto. Dover crescere un figlio sola a causa di un gesto violento e di grande prepotenza che ha segnato per sempre anche la vita di un bambino innocente. Il pubblico ha poi rivolto alcune domande, proprio sul rapporto tra lei ed il figlio Alessio. E’ stato chiesto come è riuscita a comunicare la perdita del padre in modo così efferato ad un bambino?A questa domanda Pisani afferma che un compagno di asilo di Alessio abbia rivelato la triste verità al piccolo prima che la madre potesse spiegare in modo meno traumatico la vicenda.
Così si è ritrovata di fronte ad un bambino scosso che ha iniziato a chiedere spiegazioni a cui ha risposto, dicendo che Gesù ha scelto i Carabinieri migliori per continuare il loro lavoro in cielo. Questa versione dei fatti non è servita a mitigare il vuoto e la sofferenza. Così si decise di parlare di Claudio al presente come se ci fosse ancora. La ferita profonda del suo animo però resterà per sempre aperta. Tanta l’emozione tra le persone presenti nell’ascoltare questi toccanti episodi. Ricordiamo che Tania Pisani è stata insignita di onoreficenze quali la Medaglia d'oro al Valore Militare in Memoria a Claudio Pezzuto, conferita nel Giugno del ‘93, dal Presidente Oscar Luigi Scalfaro; Medaglia delle Dame delle Medaglie d'Oro. Onorificenza dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”, con la nomina a “Cavaliere”. Infine è stata nominata Ambasciatrice di legalità in Italia e nel Mondo. Nel 2015, ha deciso di raccogliere, tutte le foto, le informazioni che aveva conservato per il figlio Alessio utili quando sarebbe diventato grande, ed è stato scritto un libro dal titolo: “Quell’ultimo sguardo – Claudio Pezzuto, un eroe moderno”. Quello è lo sguardo rivolto al suo assassino, prima di morire. Pisani in conclusione dell’incontro, confessa che la sua opera le è costata tanto, in termini di sacrifici e sofferenza. Infatti dopo ogni evento,ritornando a casa si sente “svuotata” dal rivivere sempre quel dolore tremendo e realizzare ogni volta di non avere più accanto la persona amata per un’ingiustizia che ha subito.
Rosanna Viceconti
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