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A Calvera si celebra il tango di Josè Libertella e il suo famoso concittadino

15/05/2026

Un piccolo comune del Serrapotamo, Calvera, torna al centro di un racconto che unisce radici, identità e cultura internazionale. Qui, grazie all’impegno del sindaco Pasquale Bartolomeo e del maestro di tango Nicola Corona, la storia di José Libertella diventa ponte tra Basilicata e Argentina, riportando alla luce una figura simbolo della musica mondiale.
Segue comunicato stampa.

Un Sindaco giovane e operativo, un Comune di 280 abitanti, un concittadino illustre che ha fatto rinascere e conoscere al mondo il Tango e le milonghe.
Gli ingredienti della storia di Josè Libertella, delle sue origini di Calvera, piccolo comune lucano del Serrapotamo, che grazie al primo cittadino Pasquale Bartolomeo e al maestro di tango Nicola Corona, è tornata alle origini e lancia lo sguardo per far crescere una passione per il ballo ma anche la voglia di ritornare e trovare una comunità che vive.
Proprio quello che è accaduto a Calvera (e proseguirà a Policoro) nella Conferenza inaugurale condotta dal Presidente della CIM Basilicata Luigi Scaglione insieme all’Associazione Sentieri e Radici, presenti tangheri italiani e argentini e con i virtuosismi al pianoforte del Maestro Alessandro Vena.
L’Argentina e Buenos Aires sono Italia, Basilicata, lucanità.

Josè Libertella, si legge nella sua anagrafe, è nato il 9 luglio 1933 a Calvera ed emigrato a meno di un anno a Buenos Aires; cresciuto nel “barrio” di Villa Lugano ben presto comincia a suonare il bandoneón. Il suo precoce talento lo porta già da adolescente, alla fine degli anni ’40, a suonare in prestigiose orchestre di tango, fra cui quelle di Osmar Maderna e Carlos Di Sarli, fino a fondare nel 1973 il famoso Sexteto Mayor. Occupa un posto di grandissimo rilievo nella Storia del Tango per essere stato uno dei “traghettatori” del genere musicale dal periodo di decadenza, iniziato negli anni ’60, alla rinascita degli anni ‘80; e ciò grazie agli spettacoli “Tango Argentino” del 1983 e “Tango Pasión” del 1992, portati in giro per il mondo, che lo hanno visto, con il Sexteto Mayor, fra gli ideatori ed interpreti.

Scompare a Parigi a 71 anni, l’8 dicembre 2004, alla vigilia dell’ennesimo concerto che avrebbe dovuto tenere, carismatico direttore d’orchestra e geniale arrangiatore, fecondo compositore di brani antologici, in possesso di non comuni capacità tecniche e interpretative nel suonare il bandoneón, è oggetto tutt’oggi di una grande devozione, un vero e proprio cult, fra gli appassionati di Buenos Aires e di tutto il mondo.
Nel corso dell’evento, laboratori teatrali e di ballo, degustazioni lucane con il “mischiglio” protagonista e le “empanadas” argentine, oltre alla inaugurazione di una mostra fotografica e pittorica in onore di Libertella e la donazione di un opera scultorea dell’artista lucano Antonio Cillis che ricorda i bandoneones argentini, interpretati dal vivo ieri da Mariano Navone.



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