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| Confartigianato: ''Con le IGP non food una svolta per l’artigianato lucano e il Made in Italy territoriale'' |
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9/05/2026 | Confartigianato esprime soddisfazione per l’entrata in vigore, dal 7 maggio scorso, del decreto legislativo n. 51/2026 che recepisce in Italia il Regolamento europeo 2023/2411 sulle Indicazioni Geografiche Protette per i prodotti artigianali e industriali, le cosiddette IGP “non food”.
Si tratta di una novità storica per il sistema produttivo italiano perché, per la prima volta, la tutela europea delle indicazioni geografiche viene estesa anche ai prodotti artigianali e manifatturieri legati a uno specifico territorio, superando il tradizionale ambito agroalimentare.
Il nuovo sistema consentirà di proteggere a livello europeo produzioni come ceramica artistica, vetro, tessile, lavorazioni del legno, metalli, pietra, gioielli, cuoio, strumenti musicali e altre eccellenze manifatturiere caratterizzate da una forte identità territoriale e da saperi tradizionali consolidati nel tempo.
Confartigianato, che ha seguito l’intero iter normativo europeo e nazionale, sottolinea come le nuove IGP rappresentino “una grande opportunità per valorizzare produzioni, territori e comunità locali, sia dal punto di vista economico sia sul piano culturale e turistico-promozionale”.
Secondo una rilevazione della Confederazione, sono oltre 250 i prodotti italiani potenzialmente candidabili al riconoscimento.
Per ottenere la registrazione sarà necessario avviare una procedura articolata che prevede la costituzione di associazioni di produttori, la predisposizione di un disciplinare tecnico, la definizione dell’area geografica di riferimento e la dimostrazione del legame storico e produttivo tra il prodotto e il territorio.
La fase nazionale sarà gestita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy attraverso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, con il coinvolgimento delle Regioni, mentre la registrazione definitiva sarà rilasciata dall’EUIPO, l’Ufficio europeo per la proprietà intellettuale.
Il disciplinare di produzione rappresenterà il cuore della procedura: dovrà definire caratteristiche del prodotto, tecniche produttive, area geografica e requisiti qualitativi. Previsti inoltre controlli successivi, anche sul commercio elettronico, e un sistema sanzionatorio contro imitazioni, evocazioni improprie e utilizzo scorretto del marchio IGP.
Per la Basilicata il nuovo sistema viene considerato da Confartigianato un’occasione strategica per valorizzare produzioni artistiche e tradizionali radicate nei territori lucani, creando nuove opportunità di mercato e rafforzando il legame tra manifattura, identità locale e turismo.
A sottolinearlo è Rosa Gentile, dirigente nazionale e regionale Confartigianato.
“L’entrata in vigore della disciplina sulle IGP non food rappresenta una svolta importante anche per il sistema artigiano lucano”, afferma Gentile. “La Basilicata possiede produzioni di eccellenza, competenze manifatturiere e tradizioni artigianali che possono finalmente ottenere una tutela europea e una riconoscibilità internazionale legata al territorio”.
Secondo la dirigente di Confartigianato, il valore della nuova normativa non riguarda soltanto la protezione commerciale dei prodotti ma anche la possibilità di costruire filiere territoriali e percorsi di sviluppo locale.
“Le indicazioni geografiche possono consentire di raggiungere tre obiettivi strategici: rivitalizzare l’artigianato artistico e tradizionale, creare reti più forti tra imprese e istituzioni locali e rafforzare l’identità del prodotto insieme a quella del territorio che lo esprime”, sottolinea Gentile.
Confartigianato apprezza in particolare il modello procedurale previsto dal decreto, che coinvolge sia il Ministero delle Imprese e del Made in Italy sia le Regioni, garantendo attenzione alle peculiarità territoriali e produttive contenute nei disciplinari.
Positiva anche la possibilità riconosciuta alle associazioni di categoria di partecipare come uditori ai lavori delle associazioni di produttori impegnate nella predisposizione delle domande.
Per le imprese lucane, tuttavia, la sfida sarà soprattutto organizzativa. La costruzione di una IGP richiederà infatti capacità di aggregazione tra aziende, raccolta di documentazione storica e tecnica, definizione di standard produttivi condivisi e predisposizione di sistemi di controllo interni.
Da qui la richiesta avanzata da Confartigianato al Governo di riproporre strumenti di sostegno economico per la predisposizione dei disciplinari.
“È fondamentale prevedere contributi che aiutino associazioni di produttori e imprese a sostenere i costi tecnici e consulenziali necessari alla costruzione dei disciplinari”, evidenzia Gentile. “Senza un adeguato supporto, molte realtà artigiane rischiano di non poter accedere a questa importante opportunità europea”.
La nuova disciplina introduce anche una scadenza decisiva: entro il 2 dicembre 2026 le eventuali protezioni nazionali esistenti dovranno essere convertite nel nuovo sistema europeo, pena la perdita della tutela.
Per Confartigianato il nuovo quadro normativo può diventare uno strumento decisivo per rafforzare il Made in Italy territoriale, contrastare imitazioni e contraffazioni e aumentare la competitività delle produzioni artigiane sui mercati internazionali.
“In una fase di forte competizione globale – conclude Gentile – la tutela dell’origine territoriale e del saper fare artigiano diventa un elemento strategico per difendere identità, qualità e occupazione. Anche per la Basilicata può essere l’occasione per trasformare tradizioni e competenze in nuove opportunità di sviluppo economico e turistico”. |
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