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| San Carlo di Potenza al workshop nazionale di Torino sullo screening del tumore della prostata |
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4/05/2026 | L’Aor San Carlo presenta a Torino i risultati del programma organizzato di screening prostatico, tra i primi attivi in Italia, avviato in Basilicata nel giugno 2025.
L’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza ha preso parte al workshop nazionale 'Lo Screening del tumore della prostata: stato attuale e prospettive future', organizzato lo scorso 22 aprile a Torino dal Cpo Piemonte dell’Azienda ospedaliero-universitaria Città della Salute e della Scienza nell’ambito del programma Ccm 2023 (coordinato da Ispro Firenze). L’evento, che ha riunito le principali esperienze nazionali in materia di screening prostatico, ha avuto come obiettivo la valutazione della fattibilità dei programmi di screening, l’analisi di percorsi pilota attivi in Italia e la promozione di buone pratiche per la riduzione dell’inappropriatezza nell’uso del test Psa. La Regione Basilicata e l’Aor San Carlo sono state invitate a partecipare alla sessione dedicata alle 'Esperienze pilota nazionali' — insieme alle esperienze di Lombardia, Piemonte e Puglia — in virtù del programma di screening prostatico di popolazione avviato nella nostra regione nel giugno 2025, tra i primi programmi organizzati, gratuiti e multistep attivi in Italia.
L’intervento, tenuto dall’urologo Runeel Ratnayake, dirigente medico in servizio nell’unita operativa complessa di Urologia dell’ospedale San Carlo di Potenza guidata dal dottor Roberto Falabella, ha illustrato il protocollo adottato e i risultati raggiunti nei primi dieci mesi di attività: oltre 7.600 adesioni di uomini tra i 45 e i 70 anni residenti in Basilicata. Di questi, 569 hanno presentato valori di Psa superiori alla soglia definita sulla base dei principali trial internazionali; 451 hanno effettuato una visita urologica dedicata e 79 hanno presentato una risonanza magnetica prostatica biparametrica positiva secondo i criteri del protocollo. Quarantacinque pazienti hanno avuto indicazione alla biopsia e l’hanno effettivamente eseguita, con una completezza del percorso del 100 per cento. Sono stati diagnosticati 19 casi di carcinoma prostatico, di cui 11 già trattati con intervento chirurgico di prostatectomia radicale robot-assistita. Il protocollo è basato sulle linee guida Eau 2025 e si avvale di una piattaforma informatica regionale integrata con i medici di medicina generale e con una rete di centri prelievo distribuiti sull’intero territorio lucano. L’algoritmo decisionale — fondato su Psa, Psa-Density, risonanza magnetica biparametrica e biopsia fusion transperineale — è progettato per identificare selettivamente i tumori clinicamente significativi, riducendo il rischio di sovradiagnosi e di trattamenti non necessari. I tassi di positività al Psa (9,5 per cento) e di risonanza magnetica positiva risultano pienamente allineati ai benchmark degli studi internazionali Erspc e ProScreen, attestando la validità dell'approccio e una naturale attitudine del modello a essere adattato in contesti più estesi.
"È stato un confronto estremamente stimolante con le altre realtà nazionali", ha dichiarato il dottor Runeel Ratnayake, urologo dell’Aor San Carlo. "I dati che abbiamo presentato parlano chiaro: il nostro programma funziona e funziona bene. Il tasso di positività al Psa, la completezza del percorso diagnostico e i risultati oncologici sono perfettamente in linea con i grandi studi internazionali".
"La partecipazione a questo workshop nazionale rappresenta il riconoscimento del lavoro svolto dalla nostra azienda e dall’intera rete sanitaria regionale", ha dichiarato il direttore generale dell’Aor San Carlo, Giuseppe Spera. "Siamo orgogliosi di aver portato la Basilicata in prima linea su un tema di così grande rilevanza per la salute pubblica maschile. I risultati ottenuti in soli dieci mesi dimostrano che un programma organizzato, equo e scientificamente fondato è non solo possibile, ma efficace anche in un territorio come il nostro. Continueremo a investire in questo solco, nella convinzione che la diagnosi precoce sia la leva più potente per migliorare la prognosi e la qualità di vita dei nostri pazienti".
"La partecipazione della Basilicata al workshop nazionale di Torino rappresenta il riconoscimento di un percorso che abbiamo costruito con rigore, competenza e una visione chiara, quella di mettere la prevenzione al centro della salute dei nostri cittadini". Afferma l'assessore alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr della Regione Basilicata, Cosimo Latronico. "Il modello lucano di screening del tumore alla prostata ha dimostrato di essere solido, efficace e replicabile su scala più ampia, e questo ci riempie di orgoglio ma ci carica anche di responsabilità. L’obiettivo ora è consolidare l’esperienza acquisita, valorizzare il lavoro delle nostre équipe e contribuire, attraverso il confronto con gli altri centri italiani, alla definizione di uno standard nazionale condiviso per lo screening prostatico. Crediamo che la Basilicata possa portare un contributo autentico a questo processo, non solo come territorio che ha saputo fare della prevenzione oncologica una priorità concreta, ma come interlocutore affidabile in un dialogo che riguarda la salute di tutti gli uomini italiani. Lavorare insieme, condividere dati, protocolli ed esperienze sul campo, è questa la strada per costruire un sistema sanitario più equo, in cui la qualità della prevenzione non dipenda dalla regione in cui si vive”. |
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