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Scuola e legalità: al via il lavoro di rete contro disagio e illegalità

2/03/2026

Questa mattina la Sala Consiliare della Provincia di Potenza ha ospitato la riunione operativa convocata dal Prefetto di Potenza, Michele Campanaro, d’intesa con il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale, Anna Dell’Aquila, per un approfondimento sui fenomeni di illegalità e sulle situazioni di disagio in ambito scolastico.
Presenti all’incontro i ventitré Dirigenti degli Istituti scolastici secondari di secondo grado della provincia, insieme con il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale, i vertici territoriali delle Forze di Polizia, il Presidente della Provincia, il Vice Sindaco del Capoluogo, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Potenza, il Garante Regionale dell’infanzia e dell’adolescenza della Basilicata, il Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Servizio Dipendenze dell’ASP, il Direttore del Servizio Dipendenze Patologiche di Potenza, il Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Basilicata e il Presidente della Consulta Provinciale degli Studenti di Potenza, con una delegazione studentesca.
“Dopo un primo momento di confronto strategico nel Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dello scorso 11 febbraio, entriamo, oggi, in una fase pienamente operativa. L’obiettivo è costruire, insieme con i Dirigenti scolastici, un’analisi di contesto puntuale e condivisa, che consenta di calibrare interventi efficaci, prevenire situazioni di rischio e rafforzare il ruolo della Scuola quale presidio di legalità e crescita civile”, le parole introduttive del Prefetto Campanaro.
Nel corso della precedente seduta dell’Organo di sicurezza provinciale, infatti, era stata illustrata ed approfondita la Direttiva interministeriale del 28 gennaio 2026, recante “Misure per il rafforzamento delle azioni di prevenzione e contrasto dei fenomeni di illegalità negli istituti scolastici”, emanata congiuntamente dai Ministri dell’Interno e dell’Istruzione e del Merito.
In quella sede era stata evidenziata la necessità di superare la logica degli interventi spot, per costruire una governance stabile e strutturata, capace di integrare prevenzione e controllo.
Particolare attenzione era stata riservata al crescente intreccio tra disagio giovanile, marginalità sociale e comportamenti devianti, che possono manifestarsi anche negli Istituti scolastici attraverso episodi di violenza, spaccio o consumo di sostanze stupefacenti e possesso di oggetti atti ad offendere.
Tra i principali assi di intervento delineati nelle Linee guida interministeriali, erano stati richiamati:
• la centralità della Scuola quale presidio educativo e di legalità, chiamata a garantire un ambiente sicuro, inclusivo e rispettoso, nel quale studenti, docenti e personale possano operare in condizioni di serenità e piena tutela;
• il rafforzamento delle azioni di vigilanza e controllo nelle aree più esposte, anche attraverso controlli mirati e una più incisiva presenza delle Forze di Polizia nei contesti caratterizzati da specifiche criticità;
• la costruzione di procedure condivise per la gestione delle segnalazioni, al fine di assicurare tempestività nell’attivazione degli interventi e uniformità nelle modalità di comunicazione tra scuole e autorità competenti;
• il coinvolgimento integrato delle Forze di Polizia, dei servizi sociali e sanitari e delle istituzioni territoriali, nella consapevolezza che il contrasto all’illegalità richiede un approccio multidisciplinare, capace di intercettare precocemente le situazioni di fragilità;
• l’attivazione di un sistema strutturato di monitoraggio periodico, volto a garantire trasparenza, continuità e costante follow-up del quadro provinciale.
Al termine del confronto di febbraio, il Rappresentante del Governo aveva disposto la convocazione di una riunione con i Dirigenti scolastici degli Istituti secondari di secondo grado, al fine di tradurre gli indirizzi della Direttiva interministeriale in una lettura puntuale della realtà provinciale e in misure calibrate sulle specifiche esigenze del territorio.
In questa prospettiva, nel corso dei lavori odierni sono stati, innanzitutto, condivisi i primi esiti del monitoraggio avviato dall’Ufficio Scolastico Regionale, come base per la pianificazione delle successive iniziative, anche sotto il profilo dei controlli e delle attività di vigilanza nelle aree maggiormente esposte.
A fronte di un quadro che oggi non evidenzia situazioni di allarme particolare, il Prefetto ha, tuttavia, richiamato l’attenzione sul tema del disagio sommerso: episodi non segnalati, dinamiche relazionali critiche che restano confinate all’interno delle mura scolastiche, atteggiamenti che possono apparire marginali ma che, se trascurati, rischiano di evolvere in forme più strutturate di illegalità.
In questo contesto, ha rivolto ai Dirigenti scolastici un invito a mantenere elevata la soglia di attenzione, valutando con prudenza e tempestività ogni episodio dissonante, quale possibile indicatore di situazioni più complesse.
Il Rappresentante del Governo ha, inoltre, ribadito la necessità di rafforzare il raccordo operativo con le Forze di Polizia e con i servizi territoriali, affinché il fenomeno venga affrontato non solo in chiave repressiva ma si traduca in un’azione coordinata, capace di coniugare controllo, ascolto e accompagnamento educativo.
Il confronto è, quindi, proseguito con un ampio dibattito, nel corso del quale ciascun partecipante ha potuto offrire un qualificato contributo dal proprio, privilegiato punto di osservazione.
Significativo anche l’intervento del Presidente della Consulta Provinciale degli Studenti, che ha sottolineato l’esigenza di un protagonismo attivo della componente studentesca nei percorsi di prevenzione e promozione della legalità, annunciando di aver dato avvio ad un monitoraggio informale tra gli studenti, all’indomani della riunione del Comitato provinciale.
Nel complesso, la discussione ha fatto registrare l’esigenza di consolidare canali stabili di comunicazione tra Scuole, Forze di Polizia e servizi territoriali, uniformare le modalità di segnalazione delle situazioni a rischio e rafforzare la prevenzione precoce attraverso attività formative rivolte a docenti e studenti, il coinvolgimento dei servizi sociali dei nove Ambiti territoriali della provincia e la valorizzazione del supporto psicologico negli Istituti.
All’esito dell’articolato confronto, il Prefetto ha disposto l’istituzione di un Tavolo di lavoro che riunirà i referenti di tutti i livelli istituzionali coinvolti ed una rappresentanza degli studenti, oltre alla partecipazione degli Ordini professionali degli Psicologi e degli Avvocati. In particolare, la componente scolastica assicurerà una rappresentanza degli Istituti secondari sia di primo che di secondo grado.
Un network interistituzionale ed intergenerazionale, quindi, che dovrà elaborare le Linee guida operative per individuare procedure condivise volte ad intercettare le situazioni sommerse ed agire in modo coordinato e sinergico, offrendo risposte concrete alle criticità richiamate dalla Direttiva interministeriale.
“Questo strumento può costituire la base per una collaborazione stabile e strutturata. La nostra provincia non vive una fase emergenziale, ma, proprio per questo, è il momento giusto per consolidare un modello permanente di cooperazione. Una prevenzione efficace nasce dalla capacità di leggere per tempo i segnali deboli e intervenire prima che il disagio si trasformi in illegalità, rafforzando la Scuola quale presidio di sicurezza e crescita. La sicurezza nelle Scuole si costruisce attraverso un virtuoso ‘matching’ tra controlli, ascolto e lavoro di squadra. Il messaggio che deve uscire con chiarezza da questo tavolo è che il mondo degli adulti, in tutte le sue declinazioni, è presente e vuole essere accanto ai ragazzi per garantire che il loro percorso educativo e di crescita si svolga in una cornice di sicurezza e serenità”, ha dichiarato in conclusione il Prefetto Campanaro



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