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| “Generatività e bioetica”, a Policoro confronto su vita nascente e denatalità |
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22/02/2026 | Giornata full immersion quella di sabato 21 febbraio per i soci del Cav (Centro di aiuto alla vita) di Policoro che in mattinata hanno incontrato gli studenti delle scuole superiori di secondo grado e nel pomeriggio hanno organizzato un panel presso il centro giovanile “Padre Minozzi” sulla sensibilizzazione del tema: si alla vita nascente sempre e comunque. L’argomento del convegno è stato: “Generatività e bioetica: prospettive e sfide”. Don Michele Celiberti ha portato i saluti in qualità del direttore di struttura ricordando come il Cav del centro jonico sia sorto proprio nel centro giovanile “Padre Minozzi” nel 1984. L’introduzione ai lavori sono stati della neo presidente Teresa Agneta che si sta prodigando in un crono programma partito il 1 febbraio e che nel corso dell’anno la vedrà impegnata, con gli altri soci, nel diffondere la mission del Cav: aiutare gestanti e puerpere sia nella fase pre che post parto con sostegno morale e materiale. Poi ha sottolineato che la cultura della vita è amore, accoglienza e difesa della stessa vita sin dal momento del concepimento e di come le generatività, che fa rima con genitorialità, sia un desiderio da tramandare con gioia perché si và oltre il presente lasciando in eredità nuove fonti di valori. Mai dunque considerare la procreazione un peso. La parola è poi stata passata al relatore della serata, il Prof. Marcello Ricciuti dell’Hospice dell’ospedale di Potenza, che con dati oggettivi ha puntato l’indice sul tasso di denatalità che, purtroppo, da anni ha ormai colpito l’Italia e l’Occidente: nel 2024 l’Italia ha registrato 370000 nascite a fronte delle 562000 del 2004, e che oggi per ogni donna c’è 1,18 figli e per ogni 5 anziani c’è 1 solo bambino. Numeri allarmati che si sommano a quelli ancora più bui del tasso di donne che abortiscono nel mondo: 73 milioni ogni anno secondo i dati del medico. Ricciuti rifiuta, a prescindere, le cosiddette nascite da procreazione assistita (genitori che sono poi nonni) e quella surrogata che viola la dignità umana creando multi genitori. Come invertire il trend? Sicuramente riparametrando gli stili di vita pensando che la nascita di un figlio/a deve essere una priorità per la coppie e poi tutto il resto…Infine ha richiamato l’attenzione dei presenti sulla centralità del diritto naturale, ossia essere genitori biologici dei propri figli che devono nascere in contesti di famiglie naturali come sancito dalla Costituzione, spesso dimenticato anche dal legislatore. Le conclusioni sono state tirate dal vescovo Vincenzo Orofino, il quale ha ricordato che la vita è un dono di Dio e nessuno può sostituirsi o abusare di un essere unico, irripetibile nato proprio a Sua immagine. |
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