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''La Basilicata federiciana'': Melfi al centro della storia medievale della regione

26/01/2026

Un pubblico attento e un finale sorprendente hanno segnato la presentazione del libro La Basilicata federiciana nella toponimia medievale di Antonio Vito Boccia, promossa dal Lions Club Melfi. La rivelazione che il nome “Basilicata” e il suo giustizierato nacquero a Melfi nel 1231, con le Costituzioni federiciane, ha acceso un dibattito sulla centralità storica della città e sul ruolo identitario del territorio oggi.

Di seguito la nota stampa

Un evento molto partecipato, un pubblico attento e un finale capace di cambiare prospettiva. La presentazione del libro “La Basilicata federiciana nella toponimia medievale” di Antonio Vito Boccia, promossa dal Lions Club Melfi presso la Sala della Società Operaia “F.S. Nitti”, si è trasformata in una serata di cultura viva: non una semplice cerimonia, ma un incontro capace di generare riflessione collettiva e identità.

Dopo i saluti istituzionali – con gli interventi del Sindaco Giuseppe Maglione, del Presidente della Società Operaia Sandro Signorelli e della Presidente del Lions Club Melfi Ivana Pipponzi – il momento più atteso è arrivato con il dialogo tra l’autore e l’On. Nicola Pagliuca, socio Lions. Ed è proprio qui che si è prodotto il vero “colpo di scena” della serata: Boccia ha rivelato, con un passaggio che ha letteralmente sorpreso la platea, che non solo il nome “Basilicata”, ma anche l’assetto istituzionale della regione come “Giustiziariato di Basilicata” sarebbero nati a Melfi nel 1231, in un anno simbolico e straordinario: lo stesso in cui furono emanate le Costituzioni federiciane. Infatti, si legge testualmente nell’Epistola 14 di Pier delle Vigne: “Tu giudice Jacopo Sinibaldi dovrai indire una assemblea a Melfi finalizzata ad organizzare i Giustizierati di Basilicata e di Capitanata”. Non solo il nome Basilicata, ma il giustizierato, che era una grande circoscrizione amministrativa e giudiziaria: una sorta di “regione” del tempo, creata per organizzare il territorio e far funzionare giustizia, ordine pubblico e controllo dello Stato.

Sotto Federico II, con la grande riorganizzazione dello Stato e le Costituzioni di Melfi (1231), questo sistema si inserisce in un progetto più ampio: rafforzare l’amministrazione centrale, ridurre arbitri locali e rendere più uniforme il governo del Regno attraverso strutture territoriali stabili. Il giustizierato di Basilicata accorpò quello del Sinni con quello di Mefli, Matera entrerà molto più tardi.

La notizia – dal forte impatto storico e identitario – ha innescato immediatamente un dibattito acceso e partecipato, rimarcando un punto che a Melfi è più che memoria: è consapevolezza. La città non è stata soltanto un luogo “importante” del Medioevo meridionale; è stata, in senso pieno, un centro generatore di istituzioni, norme e visione, con una centralità che oggi chiede di essere riconosciuta e valorizzata.

Da qui le riflessioni emerse in sala: se il passato consegna a Melfi una funzione cardine nella storia della Basilicata, allora è legittimo – e necessario – chiedersi come recuperare quella vocazione anche nel presente, almeno per esercitare con più forza un ruolo di guida nel Vulture-Alto Bradano, territorio che ha bisogno di scelte, indirizzi, capacità di rappresentanza e di costruzione di futuro.

La serata si è chiusa con l’intervento conclusivo di Massimo Maria Molinari, Presidente Lions VIII Circoscrizione, suggellando un appuntamento che ha fatto molto più che presentare un libro: ha riaperto una domanda pubblica sul destino di un territorio. E, soprattutto, ha ricordato che identità e sviluppo non sono parole astratte: cominciano dal riconoscere ciò che si è stati, per decidere con maggiore coraggio ciò che si vuole essere.



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