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| A Rivello la sedicesima edizione di 'Frammenti autoriali' |
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25/09/2025 | ''Quando annega un migrante annega l’umanità''. Queste parole dell’arcivescovo di Bologna nonché presidente della Cei Matteo Maria Zuppi sono calzanti per introdurre il docu-film di Marco Daffra “Un mare di porti lontani” (2023) che viene presentato il 27 settembre nella ex-Sala Consiliare (ore.17.30) del borgo della Valle del Noce per la XVI° edizione di “Frammenti autoriali”, rassegna promossa da Gal Cittadella del Sapere, Festival Internazionale Marateale e Associazione Culturale “La Biblioteca Rivellese”. Un documentario che rivolge lo sguardo in direzione delle tragedie delle rotte migratorie e scuote lo spettatore anche per i dati elencati. Sono oltre 50 mila le persone che in trent’anni hanno perso la vita in mare e più di un milione quelle salvate, inoltre è stimato ufficialmente che solo il 7% dei salvataggi vengono effettuati dalle navi ong e il 93% da guardia costiera e da guardia di finanza, oppure sono sbarchi autonomi. Dunque , “non trovano fondamento quegli attacchi contro le ong che, spesso, vengono designate come “taxi del mare” che alimentano una invasione in presunta combutta con i mercanti di carne umana “. “Un mare di porti lontani” è anche un film di voci, tra le testimonianze quella di Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa ( già europarlamentare Pd) che sulla sua isola ha soccorso in oltre trent’anni di professione più di 200 mila persone, tra migranti e profughi. ''Bisogna cambiare strategia - afferma il dottor Bartolo - il fenomeno delle migrazioni è ormai strutturale e non più di emergenza. Se riusciremo a governare il fenomeno non potremo che trarne benefici. I migranti sono persone e noi abbiamo il dovere di promuovere una “contronarrazione” al cospetto di un’informazione tossica che denigra uomini, donne, bambini che arrivano sulle nostro coste scappando da miseria e guerre''. La voce dell’abate di San Miniato a Firenze padre Bernando Gianni chiude il documentario: ''Nel Medio Evo - afferma - San Bernando di Chiaravalle diceva che la misura dell’amore è non aver misura, così mi sento di dire su un altro versante analogo all’amore: la misura del salvare vite umane è non aver misura. E’ un attentato alla dignità umana qualsiasi legge, disciplina, regolamento mirante a contenere questo impeto del cuore, che fa grande le persone che si dedicano a salvare uomini dal pericolo del mare e della distanza'' . Prima di “Un mare di porti lontani” viene proiettato in prima nazionale “Il cantiere” dello chef-scrittore-artista lucano Nino Palmieri, un cortometraggio solo per immagini (in bianco e nero) dove un alone di poesia investe la giornata di un anziano signore, il quale lo si vede arrivare e sostare silente davanti ai lavori di un cantiere edile. Film sull’orizzonte della terza età e su cui Nino Palmieri sente di spronare lo spettatore a “non smettere di ascoltare il silenzio degli anziani''. |
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